Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Cultura e Spettacolo

Ricordiamo i nostri concittadini trucidati e troppo sovente dimenticati

Iniziativa della Lega Nord per commemorare il 149esimo anniversario della “strage di Torino”

20 Settembre
16:51 2013

Oltre ad alcune associazioni culturali piemontesi, anche la politica si occupa delle “Giornate di sangue” del 21 e 22 settembre 1864 a Torino, causate dalla decisione di trasferire la Capitale del Regno d’Italia da Torino a Firenze, quando la forza pubblica sparò sui Torinesi dimostranti in piazza Castello, davanti al Ministero dell’Interno, e in piazza San Carlo davanti alla Questura, e si contarono 52 morti, fra cui due donne, e 187 feriti.

Domani alle 11, in piazza San Carlo, la Lega Nord con il Capogruppo nel Comune di Torino Fabrizio Ricca e il consigliere comunale, Roberto Carbonero, poserà una corona di fiori sotto la lapide che ricorda la strage di Torino del 21 e 22 settembre 1864.

«Si tratta del 149esimo anniversario di quei giorni tristissimi.- si legge nel comunicato stampa del 20 settembre 2013- La cerimonia è stata fortemente voluta dalla Lega Nord, che fin dal 1990 si è battuta per la posa della lapide commemorativa ottenuta nel 1999. Un atto necessario per onorare degnamente le 52 vittime e i 187 feriti che seguirono la sanguinosa repressione dei moti di protesta nati per lo spostamento della capitale del neonato Stato italiano da Torino a Firenze e sedati con la violenza dall’esercito sabaudo».

Il capogruppo Fabrizio Ricca e il consigliere Roberto Carbonero evidenziano che questa ricorrenza dovrebbe diventare un appuntamento fisso per l’amministrazione comunale e non un «pezzo di storia che qualcuno fa finta di non conoscere».

«Ricordare questo evento sanguinoso che coinvolse la nostra città è molto importante per noi - proseguono Ricca e Carbonero - e costituisce un tributo dovuto ai nostri avi. Due anni fa il Comune partecipò con una rappresentanza istituzionale alla celebrazione, su nostra specifica richiesta, e poi più nulla. Dobbiamo invece riuscire a far in modo che il Comune faccia diventare fissa questa ricorrenza, perché è necessario che i nostri figli e le attuali generazioni conoscano la storia che li ha preceduti. Senza radici e senza storia siamo tutti orfani e anche, per certi versi, più facilmente influenzabili».

Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni del segretario cittadino della Lega Nord, il consigliere regionale Elena Maccanti, che ha tra l’altro ricordato come la Lega Nord, per iniziativa dell’allora onorevole Davide Cavallotto, abbia depositato in Parlamento un progetto di legge per istituire la giornata del ricordo per questi caduti.

Il presidente del gruppo regionale della Lega Nord Mario Carossa ha sottolineato: «Erano cittadini normali, tra cui molti giovani tra i 17 e 25 anni, lavoratori, fabbri, facchini, carpentieri, vetrai che si sentirono traditi dall’allora neonato Stato italiano, il quale decise di ripagare i piemontesi dei sacrifici e del sangue versato nell’avventura del Risorgimento privando Torino dello status di capitale. Questo creò una rottura tra la ragion di Stato, orientata a Roma, e i sudditi subalpini, preoccupati e consapevoli del fatto che la perdita della condizione di capitale, e quindi anche dei ministeri, portasse a un drastico ridimensionamento dei posti di lavoro. Quella del 1864 può considerarsi la prima strage impunita dello Stato italiano, che generò la prima commissione d’inchiesta del neonato Governo la quale, già allora, non arrivò ad alcun colpevole».

Appuntamento quindi sabato 21 settembre, alle 11, in piazza San Carlo, per ricordare le vittime torinesi delle “Giornate di sangue” del 21 e 22 settembre 1864.

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo