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Cultura e Spettacolo

Vincitori e vinti al Premio Arvangia Rčis ėncreuse, libro che cammina, edizione 2013

Il premio letterario assegnato domenica 29 settembre a Neviglie

4 Ottobre
10:21 2013
📷Galleria Fotografica

2 fotografie

Fonte: Associazione Arvangia

 

È Beppe Leardi, originario di Dogliani dove ha vissuto per undici anni in frazione Piancerretto, emigrato, poi, a Lequio Tanaro, di professione mobiliere, il vincitore della sedicesima edizione del premio letterario Rèis ëncreuse libro che cammina svoltasi domenica 29 settembre a Neviglie presso la chiesa di San Michele.

I 44 componenti della giuria gli hanno assegnato 22 voti, la metà esatta di quelli validi suddivisi tra i cinque finalisti in gara. La giuria ha premiato il libro dal titolo “Niente per caso” condividendo il giudizio espresso dalla lettrice Gugliotta Maria Giovanna convinta che “…con la stesura del suo libro l’autore sia riuscito a dare vita ad un’opera unica, di memorie, testimonianze del nostro passato comune, facendo risaltare e conoscere la vita dei suoi predecessori. Il libro è stato da lui fortemente voluto e realizzato in collaborazione con Maria Tarditi per esaudire il desiderio del padre che più volte nella sua vita e soprattutto durante la vecchiaia aveva manifestato la richiesta di fissare su carta quella che è stata la dura realtà della Langa quando si viveva in condizioni per lo più avverse”.

Secondo classificato Marco Garello con il volume prossimo alle stampe “Mia adorata Anna qui gli avvenimenti precipitano”. Al terzo posto Vado a patente di Andrea Merlo, l’Artistica di Savigliano Editore. A pari merito il volume di Milo Julini Storia e leggenda del famigerato Francesco Delpero, edizione a cura dell’autore, e Na stòria bela. Istantanee dai miei primi cento anni di Angela Viberti Giachino, Antares Edizioni

Due le segnalazioni per pubblicazioni fuori concorso meritevoli di diffusione.

La prima è per il romanzo di Giuseppina Valla “La forza dell’edera”, Araba Fenice editore, che narra la storia di una famiglia della campagna torinese per mezzo secolo della propria esistenza, dal 1910 al 1961, anno del centenario dell’Unità d’Italia, in simbiosi con questo semplice arbusto.

La seconda è per il libro scritto da Isabella Garavagno e pubblicato da Araba Fenice col titolo “Solamente vita” (tre edizioni tra il 2009 e il 2010).

Il libro ha come protagonista una giovane nipote che ricostruisce con caparbietà e affetto le esperienze dei suoi nonni e dei suoi genitori e riscatta dal silenzio e dall’oblio i segreti custoditi gelosamente per il pudore dei sentimenti. L’indicibile, quello che anche solo a metà Novecento non si aveva il coraggio di confidare e che mai sarebbe stato scritto, diventa sorprendente elemento di narrazione che dipana la vita semplice della gente di campagna segnata, a volte sconvolta, dagli eventi della storia del Novecento (la guerra, la tragedia della Mafalda, il fascismo).

Infine una riflessione per chi è convinto che i costi della cultura siano proibitivi.

All’organizzazione dell’evento ha collaborato il Comune di Neviglie offrendo gratuitamente la sala e il rinfresco. Lo staff dei volontari che ha accompagnato il premio nelle sue fasi realizzative non è costato un euro. I 44 giurati che hanno votato senza alcuno spatuss i libri finalisti si sono già prenotati per la prossima edizione.

L’intero budget del premio pari a cinquecento euro è stato consegnato alla Fondazione Emmaus per il territorio nata ad Alba martedì 16 luglio nello studio del notaio Paola Ferrero. La Fondazione si impegna ad aiutare persone che si trovano a vivere in situazione di “svantaggio” per ragioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o famigliari. Con il contributo erogato l’Arvangia rende concreto il sostegno promesso ai soci fondatori e invita Enti e sodalizi del territorio a fare altrettanto. La comunità di Neviglie, che nel giugno dello scorso anno ha dato vita al salotto letterario itinerante “Anna e la sua gente”, affascinata dal metodo arvangia di cultura diffusa, propone di sdoppiare il Premio Rèis con una sezione interamente dedicata ai video documentari di testimonianza, sull’esempio di quello dal titolo “Ultime memorie” presentato in trailer da Enrico Bergonzoli con la collaborazione di Paolo Tibaldi, Andrea Icardi e Luciano Ravizza.

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