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Giornate di sangue a Torino

Il libro di Francesco Ambrosini ricorda i torinesi morti e feriti nelle manifestazioni del 21 e 22 settembre 1864

5 Giugno
12:00 2014

Si avvicina a grandi passi, nel disinteresse delle istituzioni, la triste ricorrenza dei 150 anni delle “Giornate di sangue” del 21 e 22 settembre 1864 a Torino, causate dalla decisione di trasferire la Capitale del Regno d’Italia da Torino a Firenze.

 

In quelle due maledette giornate di settembre, la forza pubblica sparò sui Torinesi dimostranti in piazza Castello, davanti al Ministero dell’Interno, e in piazza San Carlo davanti alla Questura, e si contarono 52 morti, fra cui due donne, e 187 feriti.

 

Il 21 settembre 2013, in piazza San Carlo, le “Giornate di sangue” del 1864 hanno avuto una doppia commemorazione, al mattino da esponenti della Lega Nord, al pomeriggio dai rappresentanti del Centro Studi Cultura e Società di Torino, con la collaborazione delle associazioni Nòste Rèis, Monginevro Cultura, Rampar Piemont e Ël Sol ëd j’Alp. Sempre assente il Comune di Torino!

 

In questo clima di rimozione e di voluta “amnesia”, ho visto con piacere l’apparizione del libro di Francesco Ambrosini intitolato “Giornate di sangue a Torino. Settembre 1864: la città non è più capitale”.

 

L’Autore ricostruisce, con piglio giornalistico un po’ concitato, quel momento del settembre 1864 quando, improvvisamente, Torino non è più capitale perché il governo ha concordato di nascosto con Napoleone III di spostarla a Firenze, non a Roma (contro il voto del Parlamento Italiano) per non compromettere il potere temporale del Papa. Tutti sono stati tenuti all’oscuro fino all’ultimo momento e i torinesi, scesi nelle strade a protestare pacificamente, diventano vittime di una criminale repressione.

 

Rileggendo con linguaggio attuale le classiche fonti bibliografiche su questo argomento, Francesco Ambrosini illustra come per due giorni, uomini, donne e ragazzi vengono attaccati e poi presi a fucilate dalle forze dell’ordine fino alla strage, con più di 50 morti e tre volte tanti feriti.

 

Ma come è stato possibile e di chi furono le responsabilità? A questa difficile domanda, l’Autore intende rispondere dando voce ai testimoni del tempo e cercando di inquadrare la ricostruzione dei fatti negli avvenimenti italiani ed europei. In questa parte del libro, sinceramente, ho riscontrato qualche lacuna bibliografica che può in parte limitare l’analisi condotta.

 

La passione e il coinvolgimento dell’Autore nel considerare questi tristi e luttuosi avvenimenti appaiono con evidenza, tanto da far perdonare alcune sue affermazioni “forti” non adeguatamente supportate da dati bibliografici e l’impiego di qualche aggettivo infelice perché anacronistico…

 

Un elemento molto interessante del libro di Francesco Ambrosini è costituito dalla ricostruzione della realtà della Torino di quel tempo, delle condizioni di vita dei suoi abitanti e, soprattutto, del difficile avvio di nuove prospettive di lavoro e di sviluppo.

 

Francesco Ambrosini

Giornate di sangue a Torino. Settembre 1864: la città non è più capitale   

Prezzo € 8,00 - Pag. 240

Formato: 11x16,8

Codice ISBN. 9788868040154 

 


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