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Cultura e Spettacolo

Un caffè letterario assai volatile

Incontro con la giornalista Rosita Ferrato fondatrice del “Caffè dei Giornalisti”

20 Gennaio
11:00 2015

L'appuntamento con Rosita Ferrato è per il primo pomeriggio, nel pieno centro della Torino barocca. Ho chiesto un appuntamento alla fondatrice e direttrice del “Caffè dei Giornalisti” incuriosito da un luogo di cui ho sentito parlare come centro di incontro culturalmente  molto attivo. Giunto all'indirizzo convenuto, mi aggiro guardandomi attorno preoccupato, non vedendo attorno a me traccia di qualcosa che assomigli ad un  luogo  in cui potere sedere tranquilli, magari  osservando  qualche cronista di passaggio, come immagino possa essere un locale in cui si possa sorseggiare un caffè frequentato  da giornalisti.

Invece osservo solo edifici  privati e allora, dopo qualche  esitazione quando scorgo il suo nome sul citofono dell'edificio all'indirizzo del indicatomi, titubante lo premo . Con sollievo la voce della giornalista mi invita a salire. Varcato il portone lascio alle mie spalle i tranquilli rumori dell'isola pedonale ed entro in un'oasi di silenzio, caratteristica di epoche passate in cui la frenesia dei nostri tempi non era ancora conosciuta. Sono piacevolmente colpito dall'accoglienza in una antica ed assai elegante casa. La dottoressa Ferrato, un signora giovane dai modi cortesi mi fa accomodare senza eccessivi formalismi e comincia con lo spiegarmi che la sede vera e propria del “Caffè dei Giornalisti” è in via di preparazione. Ma l'associazione è già molto attiva.  

Lei, giornalista professionista e scrittrice, è nata e vive a Torino. Ha due lauree: in Lingue e Letteratura straniera e Lettere Moderne. Mi racconta che ha iniziato a lavorare molto presto  e di aver svolto   i mestieri più diversi. Il suo percorso personale è già  ottimo nonostante la giovane età. Infatti è stata per diversi anni in Rai: prima all’Orchestra Sinfonica Nazionale.  in un secondo tempo  al Centro di Produzione per i programmi televisivi Il Pianeta delle Meraviglie, il telegiornale scientifico TG Leonardo, Ambiente Italia.

E' stata caporedattrice del periodico italo rumeno Noua Comunitate ed ha anche collaborato negli anni per diverse testate tra le quali Grazia e l'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale. Sta collaborando  con  Babelmed, Eco, Nuova Società, Turin,  redazioni per cui scrive.

Il  “Caffè dei Giornalisti” mi spiega mentre sorseggio il caffè che mi ha preparato estemporaneamente con la moka, è ancora  una struttura virtuale. Nasce da una sua  intuizione assai  intrigante, nata dopo una serie di incontri e spettacoli organizzati da lei allo scopo di coniugare l'attività letteraria con quella di giornalista. “Uno fra i primi era stato allestito al mausoleo della Bella Rosin”, mi racconta.  “In quello spettacolo  avevo realizzato  un testo combinando  “Le Piere. madame e signorine di Torino”, il mio primo libro, e le “Divine”,  il  secondo. Si tratta  quindi di tematiche dedicate alle  donne, con la recitazione di Mario Brusa e altre tre attrici: una interpretava la bella Otero, l’altra la contessa di Castiglione, la terza la Bella Rosin. Il tutto era accompagnato da un gruppo di archi dell’orchestra sinfonica della Rai, dove ho lavorato per anni. Così con gli amici ho scelto le musiche ed è nato  uno spettacolo surreale,  ma molto suggestivo, gratificato   da un notevole successo di pubblico.”   

“E’ stato proprio in  quell'occasione che ho avuto l’idea di organizzare il Caffè dei Giornalisti, un'associazione nata nel 1901 con sede a Parigi realizzata con la finalità di accogliere e sostenere  i giornalisti costretti a fuggire dal loro paese per continuare a praticare una informazione libera. Si tratta di una residenza temporanea per questi esuli, professionisti dell'informazione, un luogo per mantenere e rispettare la libertà di espressione e la libertà di stampa. Per questo motivo  ho voluto riproporlo in Torino”.

“Con i frequentatori della Maison des  Journalistes è nata una profonda  amicizia, ormai mi ritrovo con loro con assiduità ed  ho un bellissimo rapporto con la loro associazione.   Ogni anno i responsabili vengono a Torino ed insieme  organizziamo incontri. Nell'Aprile del 2013  abbiamo realizzato una mostra con bozzetti sulla libertà di stampa in piazza Carlo Alberto, quest’anno l’abbiamo riproposta all’Università. Si tratta di  una esposizione di vignette riguardanti un tema spinoso, di grande attualità, come possiamo cogliere dalle cronache quotidiane.

“Avevamo chiesto ai maggiori disegnatori,  sia della Maison  che di tutto il mondo,   di realizzare vignette sulla libertà di stampa e poi ogni anno la maison ci porta la testimonianza di giornalisti esiliati perché portino testimonianze del loro mestiere”

“Al momento dunque il Caffè dei Giornalisti di Torino, in attesa che la sede fisica sia pronta,  è ancora  una postazione  virtuale, ma capace di  ricrearsi nei luoghi di ritrovo più interessanti, come  quando, con la mia associazione,  ho organizzato l’incontro alla caffetteria di Palazzo  Reale dove abbiamo tenuto un incontro sul tema delle primavere arabe. “Si  è poi di nuovo materializzato  ancora al Circolo dei Lettori, dove abbiamo organizzato un incontro con Battiato, poi con una giornalista di Al Jazira, una blogeuse egiziana. In particolare ci tengo a sottolineare che è stata una serata molto interessante,  in cui si è discusso apertamente sulla situazione egiziana e sulla libertà di stampa locale.”

“Il Caffè dei Giornalisti è comparso  a Saluzzo, nella splendida cornice di Palazzo Paesana, dove abbiamo una sezione e organizziamo spesso eventi. La mia associazione costituisce un luogo d’incontro in Torino come centro di cultura medio orientale, comunque un caffè come “luogo politico”, un punto di incontro cittadino capace di presentarsi ovunque ci siano persone unite dallo stesso anelito per la libertà e di unione fra i popoli. Quando ci ritroviamo si crea un luogo in cui si sta insieme uniti da uno scopo comune, si scambiano idee, si coltivano amicizie”.

“L’anno scorso abbiamo avuto come ospiti  un siriano, un iraniano, un giornalista del Camerun e quest’anno inviteremo un Atzero ed una Cecena che stanno svolgendo, con grande rischio personale, il loro mestiere per via delle denunce di corruzione che rendono note al mondo intero. Questo è il motivo per cui hanno dovuto scappare e si sono rifugiati a Parigi. Come Caffè dei Giornalisti  abbiamo  una collaborazione con Babelmed, la testata per cui scrivo da tanti anni, di cui quest'anno ho contribuito alla riapertura ed alla realizzazione della versione araba con sede a Tunisi, chiusa all'epoca della Primavera Araba”.

“Questo il motivo per cui  di tanto in tanto mi reco in quella splendida città. Di Babelmed, in Internet si trovano anche la versione italiana,  oltre a quella inglese e francese   Tra il caffè e Babelmed è attiva  una grande collaborazione, ci scambiamo numerose informazioni ed  articoli”.

“Questo nell’ottica di concretizzare  qualcosa  in Torino, città in cui sono molto radicata. Amo molto la mia città, ci vivo volentieri, ma senza perdere di vista il resto del mondo, ragione questa che mi fa fuggire  volentieri. Torno sempre, ma quando posso emigro. Oggi vi sono numerosi segnai che lasciano intendere una  notevole espansione, per questo motivo ho sempre in mente nuove iniziative.  Quest’anno, il 20 di Marzo,  porteremo un incontro con Silvia Laura Battaglia, una giovane giornalista attualmente corrispondente in Yemen, una donna intelligente dotata di grande preparazione, assai determinata. Ci  presenterà per la prima volta il suo libro sull’Irak in cui è stata a lungo e di cui conosce bene la sua realtà.”

“Anche in questo caso mi piacerebbe, ma ancora ci stiamo lavorando, avere un accompagnamento musicale. Vorrei unire il solito incontro con la musica, arricchendolo. Anche con fotografie sull’Irak, testimonianze di vita fornendo l’immagine reale di un paese, anche degli anni passati, in modo da non parlare solo quando questo è in guerra, ma fornendo soprattutto dati sulla sua situazione  normale,  di tranquilla realtà quotidiana”.

Nel Febbraio del 2014 , il caffè dei Giornalisti ha presentato l'Atlante delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, edito dall’Associazione 46° Parallelo. Con me gli altri relatori sono stati  Mario Calabresi, il giovane e dinamico direttore della Stampa, Raffaele Crocco giornalista e documentarista, Fabio Bucciarelli, fotoreporter e giornalista e Alessandro Rocca, giornalista e documentarista. Un altro giornalista, autore e conduttore televisivo, Davide Demichelis, ha  moderato  l’incontro”.

La dottoressa Ferrato ci tiene infine a  sottolineare che  il Caffè dei Giornalisti si adopererà anche per proporre dei nomi di giornalisti giovani, della sua generazione essendocene davvero di molto bravi, ma le attuali condizioni non consentono loro di ottenere il giusto risalto.

Alla mia domanda su cosa si aspetta nel prossimo futuro si dichiara convinta che il giornale cartaceo sopravviverà. Afferma che i nuovi sistemi funzionano molto bene e di certo i giovani direttori dei giornali lo capiscono bene. Si dichiara entusiasta di un  nuovo  modo di fare giornalismo molto efficace che permette di modernizzare una tecnica da tempo in uso, ovvero il documentario che oggi diventa web-documentario, esistendo ora la possibilità di disporre di attrezzature personali di ridotte dimensioni,   trasportabili ovunque,  con la possibilità di trasportare le immagini in tempo reale tramite appunto il web.

Si possono così ottenere servizi assai efficaci tali da poter permetterci di  poter osservare all'istante ciò che capita in posti remoti, si può ascoltare ciò che dice la gente senza intermediari e censure, notare i reali colori sul posto, , vedere i colori, sentire i suoi, parlare direttamente alle persone senza intermediari, conoscerne le storie e venire a conoscenza del  percorso di una persona e dei vari personaggi ed  intrecci da cui è legata nella zona in cui si trova.

E’ decisamente un altro modo di fare cronaca con  tempi e modi differenti. Cambiano dunque i mezzi con cui si può raccontare un evento, qualunque questo sia. Ed il  giornalista, necessariamente sul posto, nel caso di dover essere costretto ad una fuga per sottrarsi alle minacce di regimi poco tolleranti,  potrà essere certo di trovare rifugio ed ospitalità al “Caffè dei “Giornalisti”.  Questo  prenderà forma ovunque ve ne sia la possibilità accogliendo  colleghi ed un pubblico ben disposto  ad ascoltarlo, sotto il sapiente coordinamento e la valida  direzione della dottoressa Rosita Ferrato.


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