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Teatro

Jean Valjean detenuto 9430

Il musical tratto dal capolavoro di Victor Hugo, torna a Torino, in una location molto particolare

25 Febbraio
14:00 2015

Jean Valjean, detenuto 9430.

Il musical racconta la storia, liberamente tratta dal capolavoro di Victor Hugo “I Miserabili”, di un uomo che cerca disperatamente di liberarsi dalle catene che lo hanno imprigionato per buona parte della propria vita.

Braccato inesorabilmente da Javert, capo del carcere di Tolone e poi ispettore di gendarmeria, riesce, con l’aiuto del Vescovo Myriel, a rifarsi una vita.

Conosce Fantine con la quale concepirà una figlia, Cosette, ma il passato torna prepotentemente nella sua vita, riportandolo in carcere.

Si libera nuovamente delle catene per prendersi cura della amata figlia, fino al sacrificio finale: il martirio che regala a Cosette, quella libertà che gli è stata negata per troppo tempo.

La storia, per la regia di Fulvio Crivello, è raccontata con ritmo vertiginoso, 100 minuti di grande intensità, complice la scenografia, semplice ma geniale: il carro di Valjean che si trasforma in prigione, in telaio per la filatura e in postribolo; il pianale del carro che diventa tavolo della canonica e culla, senza dimenticare il muro della prigione che si trasforma magicamente in sacrestia, fabbrica e rifugio per i rivoluzionari.

Un caloroso applauso, anzi una “standing ovation”, la meritano i sei interpreti del musical, tutti in grande spolvero, sia nelle parti recitate che in quelle cantate: Fabrizio Rizzolo (Valjean), Isabella Tabarini (Cosette), Sebastiano Di Bella (Javert), Susi Amerio (Fantine, Gavroche), Giorgio Menicacci (Monsignor Myriel, Enjorlas) e Diego Micheli (Marius De Pommercy) e il Maestro Sandro Cuccuini che con il suo pianoforte riesce a trasmettere forti emozioni, sottolineando con grande sensibilità tutti i momenti dello show.


Personalmente ho avuto la fortuna di assistere in una precedente occasione a “Valjean” e vi posso garantire che l’emozione è sempre la stessa, quindi è stata quasi una scelta obbligata, scambiare qualche parola con l’amico Fabrizio Rizzolo, co-autore ed interprete del musical.


Fabrizio, un’altra grande performance, per un artista, soprattutto un amico, che amo definire “poliedrico”.

Grazie. E’ un complimento che accetto volentieri. Faccio quello che mi sento di fare ormai da più di 30 anni, dalla musica, al teatro, passando per il cinema, soprattutto perché c’è la passione, non un disegno predefinito. Mi piace la comunicazione che dal palco passa al pubblico e Valjean è una delle cose più intense che mi sia capitata negli ultimi anni. Poi avendo contribuito a scriverlo, è una grande emozione vedere il pubblico che recepisce il nostro messaggio, soprattutto in un contesto come quello di oggi pomeriggio, qui al “Ferrante Aporti”.

Uno spettacolo, per chi non lo ha ancora visto, che fa ridere, piangere e pensare.

Questo era il nostro obiettivo. Se mi dici questo, tu che lo hai già visto, vuol dire che lo abbiamo raggiunto. Ci sono voluti cinque anni per scriverlo: siamo stati maniacali io, Fulvio e Sandro, nel correggerlo e nel metterlo a punto. Il risultato è questa macchina quasi perfetta che si muove tra scenografie, cambi di costume, personaggi che si alternano senza sosta. Cento minuti di grande ritmo, se vuoi, in controtendenza all’idea che si ha dei “Miserabili”.

Ho trovato, come sempre, molto emozionante, il momento in cui Valjean canta nella canonica.

Si. E’ un momento di cambiamento. Un uomo nuovo che vede la luce. Un uomo che ruba a casa del Vescovo perché sa fare solo quello, dopo 19 anni di carcere. La tentazione di rubare è forte, lo fa, ma il Vescovo non lo denuncia. Questa cosa tocca profondamente Valjean, che per la prima volta conosce la bontà e questo è il vero cambiamento. E’ lo snodo della storia, dove il protagonista decide di diventare un uomo nuovo. Credo sia molto importante il messaggio che si trasmette in quel momento: avere fiducia negli uomini, avere fede nel cambiamento.

Un messaggio che credo i ragazzi presenti abbiano recepito fino in fondo.

In bocca al lupo per i tuoi progetti. Ci vediamo presto.

Ti ringrazio per questi spazi che ci concedi. Evviva il lupo…”crepi” non lo dico più…


La rappresentazione si è svolta nella palestra dell’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti”.

Una location molto particolare che ha visto i ragazzi della struttura, dapprima impegnati con il cast nell’allestimento del palco e della scenografia, poi attenti spettatori della rappresentazione.

Jean Valjean, detenuto 9430Ancora.


Le foto del servizio sono prese dal sito ufficiale: www.valjeanmusical.it 

Stay always tuned !!!


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