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Economia e finanza

Sinergia e montagna: la Casa San Giuseppe di Pessinetto (TO)

Associazioni, privati e istituzioni del territorio riportano in vita un immobile storico

27 Marzo
08:00 2017

Di recente nel Comune di Pessinetto, nelle Valli di Lanzo, circa 600 abitanti, l’associazione PERLA Cultura, presieduta da Loredana Bulco, ha costruito una rete sinergica territoriale intorno a sé per il recupero di una struttura più che centenaria appartenuta ai Fratelli delle Scuole Cristiane.

Diversi i soggetti coinvolti: numerosi imprenditori della zona, il Gruppo Azione Locale Valli di Lanzo Ceronda e Casternone, anche il Politecnico di Torino, al fine di ridare vita a un immobile - 23 stanze - con l’intento di coniugare insieme finalità spirituali e formative.

È nell’idea di chi ha voluto recuperarlo, destinare la Casa San Giuseppe - questo il suo nome - a luogo in cui tenere workshop; cercare serenità per lavorare a un progetto; riunioni che richiedano anche una buona dose di vita comunitaria.

In questa operazione, che non possiamo non applaudire, c’è tutto quel che su queste colonne andiamo raccontando e auspicando. Da un lato la sfida di un tentativo imprenditoriale in montagna indirizzato al rilancio della stessa - l’ultimo articolo, relativo al “Tesoretto Olimpico” dimostra quanto ci stia a cuore questo tipo di territorio.

Dall’altro lo sforzo comune, gratuito o fortemente deprezzato, spinto da un progetto in cui, semplicemente, ci si crede. Il tutto alla luce di un approccio alla gestione, alle prospettive e alle potenzialità quanto mai razionale, come racconta il vicepresidente di PERLA Cultura Gianfranco Molinari: “il business plan è stato un una specie di carta di navigazione, perché ci ha permesso di comprendere le necessità e le opportunità della struttura in virtù di uno sguardo prospettico nel tempo”.

Una pianificazione che ripaga, infatti sono già diverse le prenotazioni e a breve una scolaresca della Sicilia verrà ospitata e avrà occasione di muoversi tra Pessinetto, i comuni limitrofi senza dimenticare Torino.

La montagna, quindi, non soltanto come ambiente in crisi che offre una sfida, ma anche come campo in cui giocarsi inventiva e capacità aziendali. È Mario Poma, il Direttore del GAL, che conferma la tendenza dei giovani a guardare alla montagna, a tornarvi, perché essa offre ancora margini lavorativi.

Paradossalmente è proprio lo spopolamento, che tutt’ora continua, a lasciare però degli ambiti in cui possono dire la loro delle startup, come dimostra anche il progetto ReStartAlp, giunto alla sua seconda edizione, dedicato a giovani under 35 che abbiano un’idea imprenditoriale o una startup nelle filiere produttive delle Alpi, rivolto alla provincia del Verbano Cusio Ossola, sulle Alpi Nord-Occidentale.

Imprescindibile da questi lodevoli intenti alcuni ostacoli su cui insistiamo ancora una volta.

Primo il digital divide, che rischia di affossare qualsiasi ottima idea; secondo, la carenza di servizi sufficienti, tanto per l’imprenditore quanto per il privato fondamentali, al fine di creare un solido collegamento con la pianura; terzo, il rischio di leggere la montagna come un territorio periferico e di instaurare una dialettica centro-periferia anch’essa dannosa.

Luca V. Calcagno

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