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Una mappa è la descrizione di un' area geografica. Ma il termine nasconde molti altri significati

La lingua italiana è sempre sorprendente per le sue molteplici caratteristiche di impiego, spesso in disuso

14 Aprile
13:00 2017

È sempre interessante osservare il punto in cui due significati di una stessa parola si diramano; e in questo caso per trovarlo si deve risalire all'uso latino del termine 'mappa'.

In partenza è il pezzo di tessuto. Secondo il retore Quintiliano la sua origine è punica, descrivendo diversi oggetti: dal fazzoletto che coronava le acconciature femminili, al drappo agitato o fatto cadere per dare inizio ai giochi del circo o alle corse di cavalli.

In alcune regioni del Centro e del Sud Italia, dove fu più forte l' influsso della latinità per la vicinanza con Roma ( ancora al tempo di Giulio Cesare il Nord Italia era conosciuto come Gallia  Cisalpina, che il Rubicone (*) divideva politicamente dal territorio romano vero e proprio, e dove la lingua parlata era piuttosto diversa dal latino) è tuttora impiegato il termine “ mappatella “.

La parola, considerata oggi dialettale, è tuttavia aderente al testuale ' pezzo di tessuto' citato all' inizio. Mappatella è l'involucro di tela che le donne usavano portare con sé (spesso pieno di biancheria sporca) per andare al lavatoio pubblico, ed in tempi più antichi al torrente o al fiume che scorre vicino.

Ma ' mappatella' indica altresì anche altre cose, come anche un contenitore per gli alimenti che venivano raccolti in una tela di cotone, facendo le veci di una borsa con i manici, e forse più economica e pratica da utilizzare della borsa stessa, perchè ricavata da tele in disuso - come le vecchie lenzuola -  o anche da una tovaglietta. Tant' è che un' immagine piuttosto nota della “ mappatella” è quella del vagabondo che gira con un bastone sopra la spalla, al quale è appesa appunto una ' mappatella '. Un termine quindi utilizzabile per identificare quel particolare oggetto anche in italiano, poiché non risulta un' altra parola così adatta a descrivere esattamente quel tipo di contenitore che si annoda per chiuderlo, tranne forse ' sacco' che è di tela ma appare troppo generico in confronto a ' mappatella'. Il sacco - o sacchetto - della spesa, ad esempio, è una sporta – magari di plastica – ma sempre con due manici.

Da notare che la precisione di questo termine è disarmante: una mappatella è sempre piena di cose, mentre un un sacco spesso è vuoto, non facendo così coincidere i due termini. Sarà però difficile che un attuale abitante del Nord Italia si appresti a usare il termine ' mappatella', essendo abituato da sempre ad usare la parola ' sacco', così come i nostri vicini francesi che lo utilizzano ampiamente. Chi non conosce la locuzione ' cul de sac', cioè la via senza uscita, paragonabile al fondo di un sacco ?

Il termine ' mappa' veniva anche usato dagli antichi agronomi, che usavano rappresentare su panni di lino i terreni su cui operavano. Da queste premesse scaturisce la ricchissima sequela di impieghi di questo termine: ad esempio, come sostituto di drappo ancora si descrivono, specie in certe regioni, i fazzoletti per il capo, e anche il panno che copre l'altare nelle chiese.

Come rappresentazione grafica di un'area si sente parlare di mappe del catasto, di mappe astronomiche e di mappe del tesoro; ma figuratamente la mappa diventa ogni descrizione dettagliata capace di dare una visione d'insieme e di orientare. Allora si parla della mappa degli investimenti dell'azienda, nella preparazione dell'esame si stendono ampie mappe concettuali, il nuovo amministratore richiede una mappa delle partecipazioni societarie.

Il fatto che la mappa fornisca una chiave di lettura di un elemento complesso della realtà trova infine un significato che ha tutto l'aspetto di una pietra angolare: è anche l' ingegno della chiave, ossia la parte che schiude il meccanismo della serratura.

(*) Giulio Cesare poteva tranquillamente avventurarsi nelle Gallie con il suo esercito al seguito, mentre ciò non gli era permesso dalle leggi romane sotto la linea immaginaria che va dall' Adriatico al Tirreno, e che partiva da Est seguendo il corso orizzontale del fiume Rubicone. I senatori repubblicani avevano fatto approvare tali leggi per il timore che a Roma un condottiero alla guida di un esercito potesse proclamarsi monarca con la forza. Quando egli attraversò il Rubicone - passando dalla Gallia al territorio romano vero e proprio - con il suo esercito al seguito contravvenne alle severe leggi romane che proteggevano la Repubblica e le sue istituzioni. In seguito Giulio Cesare divenne 'dictator' della città di Roma, ma non fu mai proclamato 'imperator '. Egli fu ucciso anche da elementi repubblicani che vedevano in lui un prossimo probabile monarca. N.B. Il Rubicone, situato nell' attuale Romagna presso Rimini, divideva allora politicamente il territorio propriamente romano dalle Gallie.

 

 

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