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Di tutto un po'

Rubrica: " L' Avvocato del diavolo"

Vizi privati e pubbliche virtł italiche

18 Aprile
13:00 2017

La disinformazione in Italia

 

Non è che Sgarbi ci sia particolarmente simpatico, ma almeno ha il pregio di avere battezzato come “ capre” molti ignorantoni che imperversano sui media, specialmente sulle TV nazionalpopolari ( definite generiche vs le PayTv). Di tuttologi, politici, governanti, nani e ballerine abbiamo fatto il pieno, e la gente ormai abituata ai social network non fa più caso al fatto che una notizia sia vera o inventata di sana pianta: quello che più conta è se lo spettacolo propinatoci dai media sia piaciuto ( quando c' è marasma è il massimo) e si è meritato un like.


La gran massa dei politicanti ha da tempo annusato l' aria di cambiamento in Italia, che va sotto il nole di " Populismo ": sotto questo brutto termine essi cercano di " rifarsi il trucco" dopo la brutta piega che sta prendendo la democrazia italiana da qualche anno, e che essi stessi hanno prodotto. In realtà le istanze populiste sono assai scarse, quale ad es. quella che il Capo del Governo non è stato eletto dal popolo, come invece dovrebbe essere, secondo loro. Questo secondo i populisti che non conoscono la Costituzione italiana, che all' art. 92 così recita: Il Governo della repubblica è composto dal Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri. Il fattore " P", dove P sta per populismo, non ama i fondamenti della democrazia sanciti dalla Costituzione, ma vuole abbattere quello che pare a loro senza nessuna idea di come ricostruire, e senza avere né un progettista discreto, né tantomeno i soldi per farlo.

Molti signori politicanti invece si sono inventati questa favoletta dell' elezione diretta del Capo del Governo, quando invece è il Presidente della Repubblica che lo nomina in base alla maggioranza in Parlamento e senza bisogno di elezione diretta che, oltretutto, in Italia non è mai avvenuta per questa carica istituzionale, o per quella più importante di tutte che è l' elezione del Presidente della Repubblica. Se davvero essi vogliono l' elezione diretta delle cariche istituzionali, dovrebbero come minimo cambiare l' ordinamento democratico, ivi compresa la Costituzione della Repubblica. 

 

Questi politici, presi da improvviso populismo, molti dei quali avevano appoggiato l' ingresso dell' euro in Italia a 1936,27 lirette, si sono dimenticati cosa aveva detto subito dopo in TV Prodi: “ Con l' euro avremo più esportazioni perchè ci vogliono meno euro per un nostro prodotto esportato rispetto alla lira. Avremo anche la settimana lavorativa con un giorno in meno e un giorno in più di stipendio settimanale “ ( Prodi). E lo volevano pure candidato alla presidenza della Repubblica italiana. Per non parlare della riforma Fornero che ha messo nei guai molti italiani in età pensionabile, specialmente i famosi esodati, e che fa accapponare la pelle a tutti coloro che vorrebbero finalmente maggior giustizia sociale nel nostro Belpaese. Al massimo danno la colpa alla parte avversa o a chi c' era prima di loro, anche questo un tipico male italico.

 

A tutti costoro nulla importa delle malefatte dei governanti perchè governicchiano, chi più chi meno, pure loro. E non è che abbiano la memoria corta, come si dice troppo spesso. E' proprio la loro ignoranza nel trattare la cosa pubblica che intimorisce noi cittadini che siamo stati indotti a pensare che la seconda repubblica avrebbe eliminato le storture della prima. Tangentopoli era destinata a terminare come nomenclatura, ma non come sostanza. Ci risulta che il famoso 10% di tangente che i politici prendevano alla conclusione di un affare con un ente pubblico non solo non sia cessato, ma sia passato al 20%. Solo che nessuno ne parla più, e non è “ memoria corta”, è una benevola “ dimenticanza”.

 

Disoccupazione giovanile al 40% ?

 

La disoccupazione giovanile in Italia è diventato uno tra i temi più discussi di questi ultimi anni. Tuttavia, si brancola ancora nel buio da parte di coloro che magari non hanno mai lavorato – come molti politici – ma che dovrebbero trovare una soluzione a questo tipo di problema, cosa che ci lascia sempre stupiti per l' assurdità della cosa. E' come quando il prete, che non è mai stato sposato, insegna tutto sul matrimonio alla coppia in procinto di sposarsi. Non mi fiderei né del prete che sa tutto sul matrimonio né tantomeno del politico che deve trovare soluzioni al problema della disoccupazione senza mai avere lavorato.

 

Il 40% di disoccupazione giovanile in Italia è un dato che viene sempre portato alla ribalta solo come numero – che di per sé stesso è allarmante – ma non è mai stato sviscerato da nessuno nella sostanza.

Andando sul sito dell' ISTAT si vede che quel 40% comprende anche tutti gli studenti delle superiori e gli universitari sino a 25 anni, che risultano così disoccupati. Ne consegue che in realtà la disoccupazione giovanile vera (ragazzi dai 15 ai 25 anni che cercano lavoro e non lo trovano) è in linea con la media nazionale ovvero circa il 12%. Gli altri sono "inattivi"(chi non studia e non cerca lavoro) .

Il metodo di calcolo lo ha voluto l' Europa in modo da usare la stessa misura nei vari Paesi membri. Da ciò si evince che in molti altri Paesi europei lo studente dopo i 18 anni molto spesso lavora mentre sta anche studiando, e quindi la percentuale dei disoccupati in questi Paesi risulta molto più bassa che da noi. La cosa strana è che uno studente venga considerato disoccupato non essendo ancora un lavoratore a tutti gli effetti, ma questa è la realtà che tutti possono controllare sul sito ISTAT. Altra cosa strana è che nessuno dei politici che passa le sue giornate in TV parli con cognizione di causa di come è composto il 40% giovanile, anche perchè come fa a documentarsi se sta sempre in TV?

 

Il bello è che l' ISTAT consiglia di consultare questi dati ma nessuno lo fa, volutamente o non, come invece potrebbe e dovrebbe fare una persona coscienziosa, cosa che è difficilissima da trovare nel mondo della politica ( o dei media). Capre, appunto.

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