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Pagine di storia da non dimenticare: Himmler al Mufti al-Husseini: “Siamo con voi nella battaglia contro gli ebrei”.

Un telegramma del capo delle SS attesta ancora una volta il legame tra la Germania nazista e la “causa palestinese”.

10 Aprile
12:00 2017

La Germania nazista sarà fermamente a fianco degli arabi palestinesi nella loro lotta contro la Dichiarazione Balfour: questo il senso del messaggio trasmesso dal famigerato comandante delle SS Heinrich Himmler a Haj Amin al-Husseini, Gran Mufti di Gerusalemme dal 1921 al 1937. Il documento, che attesta ancora una volta il legame tra la Germania nazista e il leader degli arabi palestinesi dagli anni ’20 agli anni ’40, è stato recentemente scoperto negli archivi della Biblioteca Nazionale d’Israele.

Si tratta di un messaggio di encomio inviato dal capo delle SS al capo palestinese nell’autunno del 1943, quando era al culmine lo sterminio degli ebrei in Europa. Vi si legge:

“Al Gran Mufti Amin al-Husseini. Sin dalla sua nascita, il movimento nazional-socialista della grande Germania ha fatto della lotta contro l’ebraismo mondiale un suo principio guida. Per questo motivo esso segue da vicino la battaglia di libertà degli arabi, in particolare in Palestina, contro gli invasori ebrei. Il riconoscimento del nemico comune e la battaglia congiunta contro di esso sono ciò che forgia la solida alleanza tra la Germania e i musulmani che anelano alla libertà in tutto il mondo”.

Himmler concludeva il telegramma congratulandosi con il Mufti con queste parole:

“In questo spirito, sono felice di formularvi, nell’anniversario della Dichiarazione Balfour, calorosi auguri per il proseguimento della vostra battaglia fino alla grande vittoria”.

Amin Al-Husseini venne considerato dalle autorità britanniche il principale fomentatore dei pogrom anti-ebraici degli anni ’20 nella Palestina Mandataria, ragion per cui venne condannato in contumacia a 15 anni di carcere.

 

Graziato poco dopo, venne nominato Mufti di Gerusalemme, la massima autorità religiosa islamica di Palestina. In questa veste adottò una linea estremista rifiutando qualsiasi collaborazione con le autorità del Mandato Britannico, opponendosi alla creazione in qualunque porzione del paese del focolare nazionale ebraico previsto dal diritto internazionale, e respingendo senza mezzi termini qualunque possibilità di accordo con gli ebrei.

 

Nel 1937, il Mandato Britannico cercò di arrestare al-Husseini a causa del suo coinvolgimento nei violenti moti arabi scoppiati in quegli anni. Il Mufti fuggì in Libano e da lì in Iraq, dove entrò a far parte di un gruppo filo-nazista che organizzò un colpo di stato militare nell’aprile 1941. Fallito il tentativo, al-Husseini riparò nella Germania nazista, approdando a Berlino nel novembre 1941.

Il messaggio di Himmler venne inviato circa due anni dopo il caloroso incontro di 90 minuti tra al-Husseini e Adolf Hitler del novembre 1941 durante il quale, secondo documenti emersi cinquant’anni fa da un archivio britannico, il Mufti colse l’occasione per “ringraziare il Führer, molto popolare in tutto il mondo arabo, per la simpatia che ha sempre dimostrato al mondo arabo, in particolare a quello di Palestina.

 

Gli arabi sono convinti che la Germania vincerà la guerra e che gli interessi degli arabi prospereranno. Gli arabi sono gli amici naturali della Germania perché hanno nemici comuni con la Germania, in particolare gli inglesi, gli ebrei e i comunisti, e per questo motivo sono pronti a collaborare di tutto il cuore con la Germania”.

 

Al che Hitler rispose: “La Germania è risoluta nella sua guerra senza compromessi contro gli ebrei, che comprende naturalmente un’opposizione attiva al focolare nazionale ebraico in Palestina. La Germania fornirà aiuto positivo e concreto agli arabi impegnati nella sua stessa battaglia. Obiettivo della Germania è la distruzione della componente ebraica che risiede nella sfera araba, dopodiché il Mufti sarà il portavoce più autorevole del mondo arabo”. 


(da: Verbale della conversazione tra il Fuhrer e il Gran Mufti di Gerusalemme del 28 novembre 1941 a Berlino, alla presenza del Ministro degli esteri del Reich, Documenti sulla politica estera tedesca, 1918-1945, Serie D, vol. XIII, Londra, 1964, cit. in: Walter Lacquer e Barry Rubin, The Israel-Arab Reader, New York, 1984, pp. 79-84). 

(Da: YnetNews, Jerusalem Post, israele.net, 30.3.17)

 

 

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