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Politica Locale

Torino. Quando gli interessi della “casta politicante” ignorano i legittimi interessi dei cittadini ingiustamente penalizzati

Sorprendente votazione in Consiglio Regionale del Piemonte sulla “tassa sull’inquinamento acustico” degli aeroporti

13 Aprile
08:30 2017

Nella seduta del Consiglio Regionale del Piemonte di martedì scorso,  relativa al “Bilancio di previsione finanziario 2017 -2019” il Movimento 5 Stelle è riuscito a far approvare  l’emendamento che, in armonia a norme  già in vigore in molte regioni, prevede un risarcimento da inquinamento acustico prodotto dall’attività, in costante aumento, degli aeroporti piemontesi, tra cui primeggia quello della Citta di Torino “Sandro Pertini” a Caselle Torinese.

La storia dell’inquinamento acustico ha origini lontane, ma concentra una serie di vicende che sinteticamente si potrebbero riassumere nei seguenti eventi: caduta costante di tegole nell’abitato urbano, con il rischio di incidenti anche mortali (per fortuna non ancora successi), danni considerevoli ai proprietari degli stabili coinvolti, inquinamento dell’aria da follow-up della combustione dei carburanti avio con gravi ricadute sanitarie, confermate dall’ASL di competenza, rumori e vibrazione (esiste anche l’Alenia che produce e collauda i jet militari supersonici) che hanno imposto la delocalizzazione di aziende agricole che incubavano pulcini, ecc.

Complessivamente una situazione ambientale che configura un danno economico rilevante, che si è accertato negli anni, oltre al gravissimo problema della sicurezza nel caso di incidenti aerei sull’abitato.

Quanto sopra è stato ampiamente illustrato a suo tempo nell’articolo del Civico 20 News del 5 marzo 2015 “Le tegole risucchiate da un aereo in atterraggio all’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle Torinese”.

I cittadini di Caselle Torinese da anni hanno cercato invano di avere giustizia per ottenere un’ equo risarcimento danni, con raccolta di firme (spontanea e del Movimento 5 Stelle), petizioni al Comune, alla Regione Piemonte, ricevendo dalle autorità competenti sempre risposte (quando arrivavano) evasive e sovente con il sapore della beffa.

Ora finalmente ai tanti cittadini danneggiati si prospetta una possibilità di rimborso per i danni subiti nel passato e futuri. In Consiglio regionale, con sorpresa si assiste alla sdegnata dissociazione di una parte politica che per ”il residente danneggiato” è difficile da capire e giustificare, se non con le solite manovre dei “distinguo” partitocratici, lontanissimi dai reali interessi dei cittadini.

Un vecchio “gioco della parti” che non è più tollerato dalla società civile, che da troppo tempo si è allontanata dal vociare “balordo ed incomprensibile” della partitocrazia, sempre più lontana dalle problematiche del Paese.

Se si ritiene legittimo che il Centro Destra (F.I., L.N., F.d’I, Mps) accampi la motivazione che questo provvedimento sarebbe destinato ad aumentare i costi dell’utenza (tutto da dimostrare), è altrettanto legittimo che i cittadini Casellesi (e degli altri Comuni del Piemonte interessati) chiedano conto a questi stessi partiti “distratti” se i danneggiati sarebbero i futuri passeggeri o coloro che hanno subito e che continuano a subire danni rilevanti (dell’ordine anche di decine e decine di miglia di euro)?

Far finta di dimenticare subdolamente questo problema molto concreto, conferma che alla “casta politicante” di turno interessa di più utilizzare ogni occasione per accentuare la promozione della propria fazione, che non il “contenuto sostanziale” del provvedimento in discussione.

Al limite sarebbe stato opportuno criticare la modesta somma ipotizzata nell’eventuale recupero e tenere conto degli abusi perpetrati nel passato.

Tuttavia ai cittadini Casellesi (come all’opinione pubblica interessata) restano ancora le seguenti dubbiose domande:

1)- Da anni si è sempre parlato di un indennizzo di 1 euro per passeggero che avrebbe dovuto essere depositato in una “cassa”, che avrebbe in seguito provveduto ai rimborsi dei danni accertati ai singoli denuncianti.

Tuttavia questa fantomatica “cassa” è restata tale, come i soggetti che avevano titolo per gestire questo marchingegno amministrativo-regolatore.

2)- Alle diverse interrogazioni arrivate in Regione Piemonte, l’Assessore competente verbalmente rispondeva  a un maldestro consigliere, che la Finanziaria del 2000 prevedeva questa ipotesi di rimborso, ma che per quella norma non furono mai deliberati i decreti attuativi e che pertanto è rimasta sostanzialmente inadempiuta.

Inoltre volendo pure venire incontro a questa esigenza, sia la Regione Piemonte, sia il Comune di Caselle Torinese, sia la Sagat stessa che l’Alenia, avrebbero voluto creare un fondo esclusivamente per dare un contributo per “fermare , inchiodare le tegole”.

In ogni caso un fondo di consistenza irrilevante (70-80.000 euro) che, sarebbe stato auspicabile, fosse la Sagat stessa a gestire.

Tuttavia anche questo “fondo” non venne mai istituito per mancanza di una legge di riferimento e per il fatto che non ci sono stati riscontri in merito al fatto che la Sagat avesse ricevuto il contributo ipotizzato per ogni passeggero.

In pratica queste risposte dell’ autorità politico-competente regionale configurano uno scarica barile inaccettabile, provocatorio, che non può che mettere il cittadino davanti al rifiuto totale di questo sistema politico-amministrativo intollerabile e nemico inconciliabile dei fondamenti che garantiscono la convivenza di una società civile.

Permane in ogni caso una rabbiosa amarezza in tanti cittadini. Alla proposta di “inchiodare le tegole” molti ritengono che questi politicanti d’accatto siano mentalmente “inchiodati” a perpetrare riti avulsi dal mondo che li circonda. Forse un giorno anche la magistratura chiederà conto ai tanti incompetenti che si dileggiano nello sperpero delle opportunità di crescita di un Paese e della Regione che stanno sprofondando nel degrado e nella vergogna.

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