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Cronaca Internazionale

La Ricchezza mondiale e i suoi Attori (chi governa realmente il mondo).

Ci chiediamo se una parte della politica in ogni Paese ne tragga beneficio e quindi preferisca lo status quo.

20 Aprile
11:00 2017

Secondo l’ultimo rapporto sulla ricchezza nel mondo pubblicato dall’ONG Oxfam, le otto persone più ricche del mondo possiedono tanta ricchezza quanto la metà più povera della popolazione mondiale.

È una notizia che è stata data all’inizio del 2017 da quasi tutti i giornali più importanti del mondo, e anche da molti giornali italiani: quest’anno anche con enfasi maggiore del solito, visto che la situazione secondo Oxfam è ulteriormente peggiorata rispetto a 12 mesi fa, quando secondo il precedente rapporto serviva la ricchezza combinata di 62 miliardari per avere l’equivalente di quanto posseduto dalla metà più povera degli abitanti del mondo.

Gli annuali report di Oxfam sono sempre molto discussi e ottengono sempre molta attenzione: secondo molti tra giornalisti, economisti ed altri esperti, le cose, però, sono un po’ più complicate e quei report presentano i dati in modo un po’ approssimativo.

Secondo i calcoli fatti da Oxfam, gli otto uomini più ricchi del mondo (Bill Gates, Amancio Ortega, Warren Buffett, Carlos Slim Helu, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison e Michael Bloomberg) possiedono 426 miliardi di dollari, mentre i 3,6 miliardi di abitanti più poveri della terra ne possiedono appena 409.

Negli ultimi anni la ricchezza mondiale è aumentata a livelli record: oggi stimata in 241 MILA  MILIARDI DI US DOLLARI ha accresciuto la disuguaglianza, con il 41% delle risorse mondiali in mano allo 0,7% della popolazione del Pianeta.

Dal punto di vista della allocazione geografica, i soggetti con un patrimonio da investire di almeno un milione di dollari USA si trovano principalmente in area Asia e Pacifico, Nord America, Europa, America Latina, Medio Oriente e Africa (World Wealth Report 2016).

Ma chi gestisce questa di montagna di soldi? Come evidenziato dallo scandalo dei Panama Papers (cfr ns articolo del 26 dicembre 2016) non sono le famiglie o i singoli detentori, ma una platea di consulenti finanziari, avvocati commercialisti e fiscalisti super esperti e certificati a gestire i grandi patrimoni in qualità di Wealth Manager: sono gli “architetti” dei patrimoni, ma a differenza di questi i gestori dei patrimoni devono monitorare in continuazione le strutture che hanno creato, che operano in un ambiente  che muta in continuazione.

L’obiettivo principale dei gestori è certamente poco etico , in quanto l’obiettivo primario è l’elusione fiscale, ma non meno importante è quello di “mimetizzare” i reali detentori della ricchezza, usando fondi fiduciari, società per azioni, società offshore, scambi di Nazioni, avvalendosi a loro volta di studi legali, commerciali e fiscali di ciascun Stato per aggirare le normative nazionali e internazionali.

Una attività basata sulla riservatezza assoluta spesso anche verso i soggetti  componenti le famiglie , agendo come il noto “ Consigliori” del Boss mafioso.

Si stima che oggi i clienti siano oltre 170.000, persone che hanno un patrimonio da investire di almeno 30 milioni di dollari usa. Il fenomeno è in continua crescita  e ha raggiunto livelli non immaginabili solo pochi anni fa , tanto che l’ economista Gabriel Zucman ha scritto che “il sistema finanziario offshore è cresciuto  al punto da mettere in discussione il futuro della sovranità nazionale; permettere ai contribuenti di rubare ai governi 200 miliardi di US dollari in mancati introiti fiscali, significa indebolire il potere degli stessi Stati.

Poiché questo stato di cose è conosciuto da tempo a livello universale, ci chiediamo se una parte della politica in ogni Paese  ne tragga beneficio e quindi preferisca lo status quo.

 

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