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Cronaca Nazionale

I tempi della giustizia italiana: Omicidio Borsellino, ergastolo ai boss mafiosi

Condannati Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati della strage in cui persero la vita il giudice italiano e 5 uomini della scorta.

21 Aprile
07:30 2017

PALERMO - La corte d'assise di Caltanissetta, presieduta da Antonio Balsamo, ha condannato ieri all'ergastolo i boss mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati della strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i 5 uomini della scorta il 19 luglio 1992 a Palermo.

Condannati a 10 anni i "falsi pentiti" Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. I giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato a Vincenzo Scarantino pure lui imputato di calunnia.

Madonia, capomafia palermitano della cosca di San Lorenzo, sarebbe stato tra i mandanti dell'attentato. Tutino, invece, avrebbe partecipato alla fase esecutiva della strage.

I falsi pentiti sarebbero autori del clamoroso depistaggio che ha portato alla condanna di sette innocenti per i quali, dopo il passaggio in giudicato del verdetto emesso oggi dalla corte d'assise, verrà avviato il processo di revisione, già chiesto dalla procura generale di Caltanissetta.

Le accuse dei falsi collaboratori di giustizia Pulci e Andriotta sono state fondamentali per le loro condanne: da qui la contestazione della calunnia. Stesso reato contestato a Scarantino al quale, però, i giudici della corte hanno riconosciuto la circostanza attenuante di essere stato indotto a fare le false accuse: la concessione dell'attenuante ha comportato la prescrizione del reato.

Ai familiari delle parti civili costituite - congiunti del magistrato ucciso e degli uomini della scorta - sono state liquidate provvisionali immediatamente esecutive comprese tra i 100mila e i 500mila euro ciascuno.

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