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Interviste

La musica di Bach nelle valli pinerolesi – le alchimie musicali della bellezza.

Intervista a un giovane torinese, Danilo Pastore, promessa della lirica italiana.

25 Aprile
10:30 2017

Perché ascoltare Bach? Perché la musica di Bach è di tempestiva comunicazione e di intensi contenuti, è una completa sintesi tra rinnovamento e tradizione, perché esprime il senso del sacro, perché istruisce alle molteplici alchimie della bellezza, al rispetto altrui, alle simmetrie musicali.

Sono in corso, per gli amanti della musica classica, una serie di concerti su musiche di Bach di cui ci parlerà Danilo Pastore, giovane promessa della lirica italiana. Nato Torino, di origini siciliane, classe 1989, Danilo intraprende gli studi di pianoforte classico nel 1998 e di canto nel 2003. Si avvicina alla vocalità contro-tenorile che approfondisce presso il Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara, nella classe di Canto rinascimentale e barocco del Maestro Roberto Balconi e, a Parigi, con Yva Barthélémy.

Ha partecipato a Masterclass e a corsi di perfezionamento musicale, sulla musica etnica e blues/jazz, sulla musica antica, sul repertorio madrigalistico, liederistico e di tecnica vocale, collabora con importanti gruppi di professionisti, esibendosi per rinomati festival e teatri, in Italia e all'estero, (Austria, Francia, Slovenia, Svizzera) e con direttori di rilevanza internazionale.

Cos’ è la Bach Society di cui fai parte?

Danilo Pastore: si tratta di un ciclo di cantate di Bach nelle Valli Valdesi. Le Bach Society, sono progetti nati in diverse parti del mondo per riproporre le composizioni di Bach. In Piemonte, ne è stata fondata una per l’anniversario della riforma della Chiesa protestante e per cui Bach scriveva le sue composizioni.  

Il primo concerto si è tenuto il 4 dicembre 2016. La Bach Society, con sede nel pinerolese, è animata dall ’Ensemble Frau Musika, diretto da Riccardo Bertalmio. L’ultimo concerto sarà il 29 ottobre 2017.  

I concerti sono dedicati, ognuno, ad un momento dell’anno. Il primo è avvenuto per l’Avvento, poi per l’Epifania, per la Pasqua e seguirà quello della Pentecoste e della Riforma. Sono 5 concerti dedicati a questi momenti particolari dell’anno liturgico, eseguiti da una compagine strumentale, corale e da solisti.  

Perché questi concerti si svolgono nei templi valdesi? 

Danilo Pastore: la finalità del progetto, finanziato dalla Chiesa Valdese, è  filantropico-religiosa, infatti, non consiste solo nell’avvicinare le comunità valdesi alla musica classica ma, chiunque, voglia ammirare, godere, della musica di Bach e, per questo, i concerti sono aperti a tutti. Sono concerti serali da associare ad una bella passeggiata per le valli pinerolesi. 

Il primo è stato a Luserna, l’Epifania a Pomaretto, quello Pasquale a Pinerolo, per la Pentecoste, sarà a San Germano Chisone e poi l’ultimo sarà dedicato alla riforma di Lutero e avverrà a Torre Pellice: il link del programma è visitabile al seguente indirizzo www.bachsociety.it

Le cantate sono tutte rivolte al filone religioso, visto che Bach era maestro di cappella.  

Altri progetti? 

Danilo Pastore: faccio anche parte di un coro professionale, l’Ars cantica Choir & Consort e del Gesualdo Consort of Gesualdo, un gruppo madrigalistico più ristretto, creato dal Maestro Marco Berrini, per la riscoperta della musica antica e che nasce dalla sollecitazione dell’Istituto Italiano di Studi Gesualdiani. E’ il primo Ensemble Nazionale dedicato alla figura di Carlo Gesualdo, principe di Venosa e, nel suo affondare le proprie radici nella terra di Gesualdo, in qualche modo, guarda all’Europa, perché in Europa, esistono già esperienze simili: a Londra, il Gesualdo Consort of London e, in Olanda, il Gesualdo Consort of Amsterdam.  

Il 26 maggio prossimo, con gli Ars Cantica, ci sarà un concerto al Teatro Manzoni di Pistoia in cui presenteremo la nona sinfonia di Beethoven. 

Con il Gesualdo Consort of Gesuardo, (due soprani, due contralti, due tenori e due bassi, 8 cantanti in tutto), abbiamo da poco registrato una composizione inedita di Gioacchino Rossini, genio dell‘opera italiana di fine 700. Sono stati trovati, infatti, dei manoscritti mai eseguiti di questo famosissimo compositore. 

C’è anche un progetto con un altro gruppo, di cui faccio parte, nato in seno al Conservatorio di Trento, ‘ALLEGRI Penitenti. Il nome-ossimoro è composto dalla parola, Allegri, che si rifà a Gregorio Allegri, compositore e, penitenti, perché la musica di cui ci occupiamo è musica sacra e il progetto su cui stiamo lavorando è particolarmente legato al periodo della Quaresima. 

E’ diretto da Enrico Correggia, un giovane direttore di coro molto promettente e, il nucleo principale, è composto da musicisti di Trento, anche se ospita pure una musicista di Lipsia, uno di Parigi e altri del centro Italia e del Veneto. 

Ci troviamo tutti una volta al mese e proviamo. Abbiamo anche in pianificazione di incidere un disco e siamo in trattativa con alcune case discografiche molto importati. Il disco nascerà anche grazie alla piattaforma di raccolta fondi, il cui link si può trovare alla pagina Allegri Penitenti, presente su FB ed è il seguente:

https://www.produzionidalbasso.com/project/allegri-penitenti-la-musica-della-settimana-santa 

Con questo gruppo, mi occuperò principalmente dell’esecuzione del Miserere di Allegri che è stato molto importante nella storia della musica, un’opera giudicata tra le più belle eseguite alla Cappella Sistina, tanto che il Papa, aveva emanato un editto che vietava la copia e la pubblicazione di quel manoscritto. La leggenda tuttavia vuole che Mozart, una volta trovatosi nella Cappella Sistina ad ascoltarla, l’abbia riscritta a memoria e addirittura con tutti gli abbellimenti.  

Lo stiamo rifacendo, perché questa composizione nell’arco del 700, 800 ha avuto dei rimaneggiamenti. Questo progetto, nasce dalla tesi di laurea del direttore di coro, Enrico Correggia, che ha fatto un lavoro filologico sulla riedizione di questo Miserere.

Verrà cantata quindi la versione frutto dei suoi studi e, insieme a questa composizione, il mio gruppo canterà anche altri brani di Palestrina e legati al tempo quaresimale. Io avrò una veste di solistica.  

L’ultimo progetto è più personale, si tratta dell’Ensemble La Estrella, in un duo con un liutista che suona l’arciliuto, la chitarra, la chitarra barocca.

La nostra intenzione è quella di fare un programma musicale di matrice europea (600, 700 italiano, francese, tedesco, inglese) ma anche un programma dedicato alla musica delle popolazioni del mediterraneo, quindi tutta musica di tradizione orale, sefardita, arabo-spagnola, musica popolare del meridione dell’Italia, musica siro-cristiana, creando un repertorio musicale, non solo di interesse prettamente musicale ma anche di ampio respiro culturale.  

L’intenzione è pure quella di portare questi programmi all’interno dei palazzi del torinese e altrove. 

Questa è una splendida idea, quindi, il proprietario di un bel castello piemontese, italiano e non solo, potrà già mettersi in contatto con te? 

Danilo: Certamente e, intanto, la Torino Musei ha approvato il progetto di una serie di concerti a Palazzo Reale, Palazzo Madama e per il MAO (Museo d’Arte Orientale).

L’Ensemble La Estrella è nato grazie al mio incontro con Juan Josè Francione, un valido musicista di origini argentine che studia alla Zurcher Hochschule der Kunste di Zurigo e si è reso possibile, grazie a Sabina Colonna-Preti, docente di viola da gamba del Conservatorio di Torino ed a Eduardo Eguez, docente di Liuto e Basso continuo a Zurigo. 

Abbiamo anche in cantiere l’idea di portare la nostra musica nei salotti torinesi e fare in modo che si possano richiedere concerti nel proprio salotto, per un momento conviviale con amici, per feste, convegni, considerato che la dimensione di questi concerti è cameristica; quindi rimanete in contatto con noi, tramite la pagina Facebook: www.facebook.com/ensemblelaestrella


Attendiamo allora le tue news Danilo, intanto basterà contattarti alla mail danilo.pastore@live.com

 

 

 

 

 

 

 

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