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Iron Fist – il Pugno d’Acciaio Marvel/Netflix

Quarta serie tv dedicata ai supereroi della Marvel Comics prodotta da Netflix, non ha convinto la critica nonostante alcuni buoni spunti

27 Aprile
15:00 2017

Dopo Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage, sono usciti su Netflix i tredici episodi di una nuova serie dedicata al mondo Marvel, Iron Fist. Le quattro serie e relativi protagonisti saranno poi collegati in The Defenders, miniserie nella quale i quattro supereroi si uniranno per difendere New York da un nemico comune, l’organizzazione criminale nota come La Mano. La minor notorietà del personaggio di Iron Fist, insieme alle polemiche scoppiate in America per la scelta del protagonista hanno fatto sì che la serie fosse meno attesa e apprezzata delle altre tre, incontrando critiche poco positive. Ma elementi di qualità non mancano.

Danny Rand torna a New York dopo quindici anni; figlio di un imprenditore milionario, era creduto morto insieme ai genitori a seguito dello schianto di un aereo sulle montagne del Tibet, quand’era ancora un bambino. In realtà salvato e addestrato da monaci buddhisti di un’altra dimensione, ha acquisito grande padronanza delle arti marziali e poteri speciali, ed è determinato a riprendere in mano la propria vita e l’azienda di famiglia; sarà ostacolato dai figli del socio di suo padre, sospettosi e intimoriti dal suo improvviso ritorno, e da una misteriosa società chiamata La Mano.

L’avvio della serie non fallisce nel creare curiosità e interesse nel passato del protagonista; trasandato, a piedi nudi, Danny entra nel grattacielo dell’azienda dei suoi genitori chiedendo di vedere il socio del padre, Harold Meachum. L’uomo è in realtà deceduto anni prima (o così credono tutti) e ad accoglierlo riluttanti trova i figli Joy e Ward Meachum, un tempo amici fraterni del ragazzo e ora al comando dell’azienda, impauriti dalla possibilità di aver di fronte il vero Danny.

Se è vero che lo sviluppo degli episodi è piuttosto lento e che una serie nutrita di flashback sull’incidente aereo, insistenti e ripetitivi, non aiutano la fluidità della narrazione, la storia di Danny/Iron Fist è sostanzialmente quella di un uomo alle prese con il recupero della propria identità e della propria vita. Tema di certo non originale, ma pur sempre godibile e potenzialmente ricco di sviluppi interessanti.

Le critiche più aspre sono state rivolte all’interprete principale, l’inglese Finn Jones (per gli amanti delle serie tv, Loras Tyrell del Trono di Spade). Secondo molti, alla scelta di ritrarre Danny come un ricco occidentale che fa suoi i valori del misticismo orientale sarebbe stato preferibile un protagonista dalle origini asiatiche, che oltre a dar vita al primo protagonista asiatico-americano del mondo Marvel, sempre piuttosto bianco, (seguendo l’esempio di Luke Cage, dove il protagonista è afro-americano), sarebbe servito anche a dare più profondità a un tema solitamente trattato con superficialità come le arti marziali e per uscire dagli stereotipi, qui, effettivamente, piuttosto abbondanti. Il biondo Jones sarebbe stato probabilmente surclassato da un attore asiatico anche nelle scene di lotta, che, senza l’impiego di controfigure, vedono ridotta la possibilità di coreografie spettacolari.

Ciononostante, la serie beneficia di un cast di ottimo livello. Molto lodata la performance della britannica dalle origini asiatiche Jessica Henwick nei panni di Colleen Wing, esperta di arti marziali che diventa ben presto alleata di Rand, personaggio che ruba la scena in diverse occasioni al protagonista. Bravini Tom Pelphrey e Jessica Stroup, interpreti dei fratelli Meachum, ai quali la sceneggiatura regala improvvisi cambi d’idea senza molte spiegazioni (prima rinchiudono Danny in un ospedale psichiatrico, poi Joy lo aiuta a dimostrare di essere realmente chi dice di essere nel giro di due puntate).

Il personaggio di maggior fascino è l’ombroso e calcolatore Harold Meachum intepretato da David Wenham, creduto morto dal mondo intero e nascosto in un superattico dal quale manovra il figlio Ward, unico a conoscenza del suo segreto. Speciali apparizioni di Rosario Dawson, che riprende il ruolo di Claire Temple già presente nelle altre tre serie, e di Carrie-Anne Moss come l’avvocato Jeri Hogarth, anch’essa già apparsa in Jessica Jones.

 

Probabilmente la più grande sofferenza di Iron Fist deriva dal suo apparire dopo Daredevil, dove combattimenti, il classico bene contro male e una storia personale del protagonista alquanto accattivante rendono inevitabilmente le vicende del Pugno d’Acciaio una ripetizione. Da vedere comunque, non fosse che per alcuni, ottimi personaggi come Meachum padre e Colleen, e in attesa di The Defenders.

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