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Cultura

La storia della Massoneria

Sesta ed ultima parte: la scomunica

13 Maggio
11:00 2017

 

Si conclude con questa puntata la sesta e ultima parte del viaggio nei misteri della Massoneria, donatoci dal Prof. Aldo Mola.

Affronteremo lo spinoso tema della scomunica inferta da papa Clemente XII e mai ritirata.

Ipocrisia? Mancanza di coraggio? Perchè i massoni non sono chiaramente esclusi da ogni forma di ritorsione? Molti hanno sperato che durante il Giubileo del 2015 il papa avrebbe chiarito definitivamente la posizione della Chiesa... così non è stato.


LA SCOMUNICA

La Massoneria venne condannata dalla Chiesa cattolica per motivi mai chiariti. Nel 1738 papa Clemente XII scomunicò i massoni, L'anno seguente il cardinale Ercole Firrao, segretario di Stato, decretò la pena di morte per i massoni e la confisca dei loro beni e degli edifici nei quali si radunassero. In realtà il Papato temeva l'infiltrazione in Italia e soprattutto nel suo Stato di anglicani, evangelici e riformati. Le logge erano già state proibite da molti governi per gli stessi motivi. I Poteri costituiti erano allarmati dalla nascita di “catene di unione” tra persone benestanti e colte che non chiedevano il permesso di radunarsi per confrontare esperienze e conoscenze e per fraternizzare.

La scomunica  dei massoni non è un problema esclusivo della chiesa cattolica o delle chiese riformate ed evangeliche, come i metodisti e altri che recentemente hanno preso le distanze dalle logge. Alla base della “condanna” dei massoni vi è il conflitto tra la scienza e il potere. Lo Stato nelle sue varie forme e nei secoli ha sempre  mirato a soggiogare il sapere: le arti, che servono alla “rappresentazione” del Potere, e le scienze, funzionali alla organizzazione della “città”e soprattutto alle armi.

La volontà di dominio dello Stato sulle scienze divenne spasmodica con la rivoluzione industriale, verso metà Settecento. Da quel momento il controllo delle scienze e della tecnologia divenne questione di vita o di morte per i governi. Occorreva controllare e dominare  le “idee”. Le Università vennero finanziate ma private della liberà. Dovevano “servire”.

La Massoneria coltivò una visione esattamente opposta del Sapere: esso è libertà e deve giovare all'Umanità, non a interessi nazionali, di casta, di classe o di gruppi organizzati per fini egoistici.

La Chiesa di Roma si convinse che la massoneria fosse all'origine delle disavventure dello Stato Pontificio: la repubblica romana al posto di Pio VI nel 1798, l'arresto e la deportazione di Pio VII da parte di Napoleone I, che conferì al figlio il titolo di re di Roma, la Repubblica Romana del 1849, con Giuseppe Mazzini (carbonaro ma mai massone)  e Giuseppe Garibaldi (massone dal 1844) e infine la debellatio dello Stato  Pontificio da parte di Vittorio Emanuele II di Savoia, re di Sardegna e poi d'Italia. I papi si convinsero che all'origine vi era un disegno della Massoneria, con basi a Londra e agenti disseminati in tutto il mondo. Perciò Pio IX pubblicò molte condanne della massoneria e dei suoi “derivati” (liberalismo, socialismo, comunismo) e infine la bollò come “sinagoga di Satana” accomunando massoni, ebrei e satanisti.


Quali erano le colpe dei massoni? Proponevano la collaborazione tra uomini e popoli al di là delle credenze religiose e delle ideologie politiche. Dopo le guerre del 1792-1815, che causarono cinque milioni di vittime, e mentre i liberali erano ancora condannati a morte o a decenni di carcere, i massoni proponevano costituzioni garanti dei diritti elementari  dell'uomo: libertà non solo di pensare ma anche di comunicare il pensiero e quindi di stampa, di ricerca, di costumi.

La condanna della Massoneria da parte della chiesa cattolica venne ribadita da papa Leone XIII nella enciclica “Humanum genus” (1884) e dai suoi successori sino a Pio XII. Però nel 1974 il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale Frenc Seper, dichiarò che i cattolici possono far parte di logge che non cospirano contro la Chiesa: cosa che tanti massoni non avevano mai fatto. Del resto migliaia di ecclesiastici vennero e sono iniziati in loggia.

Il nuovo codice di diritto canonico (1980) non cita la massoneria tra le associazioni condannate, ma il cardinale Joseph Ratzinger, all'epoca prefetto della Congregazione, ribadì che i cattolici massoni sono “in peccato grave”. Molti si domandarono invano se nel  Giubileo 2015 il papa avrebbe fatto una dichiarazione sulla massoneria e sui massoni: una realtà di importanza mondiale per la promozione dei diritti dell'uomo che sono alla base delle Nazioni Unite, il cui Statuto ricalca  capisaldi delle logge, come la Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo del 10 dicembre 1948.

 

 

 

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