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Economia e finanza

Con il Decreto Salva Risparmio parte l’Educazione Finanziaria in Italia.

Chiunque decida di effettuare un investimento dovrebbe anzitutto sapere cosa sta facendo e perché lo sta facendo.

14 Maggio
13:00 2017

Con un emendamento al recente Decreto Salva Risparmio, finalmente anche l’Italia potrà dotarsi degli strumenti necessari per l’Educazione Finanziaria della popolazione.

Per questo particolare settore il governo ha stanziato 1 milione di euro, al fine di costituire anzitutto, un Comitato di Coordinamento composto da 10 membri rappresentanti i Ministeri coinvolti: Economia, Sviluppo Economico e Istruzione e Lavoro. Saranno anche rappresentati gli Enti di controllo nell’ambito finanziario, quali la Banca d’Italia, la Consob, la Covip e l’ Ivass; saranno pure presenti un membro designato dal Consiglio Nazionale consumatori e utenti e un membro designato dall’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo dei Consulenti Finanziari. Il direttore invece verrà nominato direttamente dal Ministero dell’Economia di concerto con quello dell’Istruzione.

Il Comitato darà vita a iniziative di sensibilizzazione sul tema della educazione finanziaria e previdenziale, per arrivare ad una strategia nazionale con l’appoggio delle banche e delle assicurazioni, che dovranno dotarsi , se non già attivati, di corsi di formazione economico-finanziaria e previdenziale.

Una delle prime cose da imparare è la valutazione del rischio insito in qualsiasi operazione che un essere umano può fare ma specialmente nell’ambito finanziario. Incredibilmente, una recente ricerca  su dieci Paesi Europei , ha evidenziato che oltre il 50% della popolazione è estremamente carente nella valutazione del rischio delle operazioni finanziarie; purtroppo i meno preparati sono i giovani, i Millenials, che dovrebbero invece essere edotti specialmente nel settore previdenziale che riguarda la loro sopravvivenza futura.

La cultura in ambito finanziario non è una cosa semplice, basta pensare che viene coinvolta anche la psicologia; esiste infatti una disciplina che studia gli aspetti sociali, emotivi e cognitivi che sono alla base delle scelte nell’ambito delle operazioni finanziarie: è denominata Finanza Comportamentale (Behavioral Finance BF).

La BF trova i propri fondamenti nella psicologia sociale e nelle neuroscienze: suo obiettivo è individuare l’’irrazionalità e le relative motivazioni che si nascondono dietro le decisioni finanziarie e dimostrando così che gli investitori sono anzitutto persone con tutto quanto ne comporta. Si pone quindi in alternativa alla teoria economica classica che vede gli attori finanziari come soggetti pienamente razionali.

L’Italia non ha mai avuto una legge sull’Educazione Finanziaria, eravamo uno dei pochi Paesi del mondo non dotati: ma forse il fatto di arrivare per ultimi potrebbe favorire la nascita di una “best practice” su questa materia che deve esse insegnata in materia omogenea in tutti i Paesi. Essere arrivati per ultimi ci permette anche di poterci avvalere di tutti gli strumenti di comunicazione in essere, nonché delle esperienze e degli errori di coloro che ci hanno preceduti.

Meglio tardi che mai, ma ancora una volta sale alla ribalta la differenza tra pubblico e privato: infatti da molti anni, l’Anasf, Associazione Nazionale dei consulenti finanziari ha varato “Economicamente” corsi di educazione finanziaria per gli studenti delle ultime classi delle scuole superiori, tenuti da consulenti finanziari certificati a livello universitario.

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