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Cronaca Internazionale

Mosca : arrestato l'attivista radicale Yuri Guaiana

11 Maggio
12:00 2017

Yuri Guaiana, membro del direttivo dell'Associazione Radicale Certi Diritti è stato arrestato questa mattina a Mosca mentre consegnava per conto dell'Ong AllOut le firme di cittadini da tutto il mondo che chiedono giustizia e verità sulle persecuzioni di gay in cecenia. Siamo in contatto con la Farnesina che sta seguendo la vicenda e gli avvocati sul posto, sappiamo che Yuri sta Bene.

Insieme ad altri esponenti Europei questa mattina si è recato a Mosca con gli scatoloni contenenti le firme ma sono stati tutti arrestati. A bordo del cellulare della polizia russa è comunque riuscito a mettersi in contatto telefonico con Radio Radicale e a fornire questa versione dei fatti :

“Sono al centro di Mosca di fronte alla stazione di Polizia dentro una camionetta e succede che una cosa banale per noi italiani come andare a consegnare delle firme di una petizione, qui è impossibile perché si parla di omosessuali. La richiesta di due milioni di persone era quella di condurre un’inchiesta per fermare subito gli arresti, gli assassini e le torture di persone omosessuali in Cecenia, Avevamo diverse scatole con le firme, io sono qui per All Out e dopo due passi che abbiamo fatto in direzione del Procuratore Generale la polizia ci ha seguito”

Quindi non siete riusciti a consegnare ?

“Non siamo riusciti a consegnarle, assolutamente”

Quanti siete ?

“Siamo cinque persone dentro questa camionetta, la scatole le hanno prese e sto aspettando l’avvocato”

Sei in una fase di attesa ? Non sai i motivi per cui sei stato arrestato

“No non lo so, noi avevamo preso tutte le accortezze per non infrangere la legge sulla propaganda che c’è in Russia, non abbiamo nominato la parola omosessuale, non abbiamo messo nessuna bandiera gay, c’erano delle scatole con su scritto lo slogan più di due milioni di persone chiedono giustizia per cento ceceni, che era il numero di omossessuali che si riteneva fossero stati arrestati anche se adesso sappiamo che sono molti di più, ma non c’era alcuna bandiera ne la parola omosessuale, non abbiamo infranto quella legge di sicuro”

A che distanza dalla Procura vi hanno fermato ?

“Noi abbiamo parcheggiato la macchina poco lontano, 300 metri”

Si sentono preoccupati, purtroppo siete in un Paese dove…

“Diciamo che lo Stato di diritto… appunto l’intenzione era quella di venire con queste firme per chiedere giustizia per i ceceni perché riteniamo che i cittadini russi meritano di vivere in libertà ed in uno Stato di diritto, soprattutto riteniamo che le autorità russe debbano rispettare i trattati dei diritti umani che loro stessi hanno firmato. Sono riuscito ad avvisare il Consolato, c’è un avvocato”

Quindi vi sta raggiungendo l’avvocato ?

“Non credo che lui possa entrare in caserma, siamo detenuti, ho chiesto di avere un’interprete. Sino a che sto nella camionetta posso parlare ma una volta che mi porteranno in caserma mi prenderanno il telefono”

Questa la conversazione di questa mattina di Yuri Guaiana, che dire…. Benvenuti nel Paradiso Russo.

 

 

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