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Feud: Bette and Joan

La prima stagione della serie antologica della rete americana FX è incentrata sulla rivalità tra Bette Davis e Joan Crawford durante le riprese di “Che fine ha fatto Baby Jane?”

16 Maggio
12:00 2017

Dal creatore del celebre American Horror Story Ryan Murphy, arriva sul piccolo schermo Feud: Bette and Joan, prodotta dall’emittente statunitense FX. Come già American Horror Story e American Crime Story, Feud è stata concepita come una serie antologica, le cui stagioni hanno temi e personaggi diversi. La prima stagione, per ora in onda solo in America, è incentrata sulla rivalità (feud in inglese significa “faida”) tra Bette Davis e Joan Crawford durante le riprese dell’unico film dove le star recitarono insieme, Che fine ha fatto Baby Jane?.

Con un cast semplicemente stellare, la serie ripercorre con dovizia di dettagli i turbolenti mesi in cui le due leggende hollywoodiane, all’epoca in una fase di stallo delle loro carriere, superati i cinquant’anni, portarono a termine uno dei loro lavori migliori con non poche difficoltà, data l’eterna competizione che perdurava dagli anni Trenta e che rischiò, ben più di una volta, di mandare all’aria tutto.

Nei panni delle due straordinarie attrici troviamo due mostri di bravura dei nostri tempi, Susan Sarandon in quelli di Bette Davis e Jessica Lange in quelli di Joan Crawford. Con lo stile battagliero di Murphy che riconoscerà chi ha amato le sue serie, Feud non è solo il racconto di una storico antagonismo, bensì un ritratto nudo, crudo e irresistibile della Hollywood dei primi anni Sessanta e di come la spietata industria del cinema potesse manovrare le vite degli individui, spremendoli fino all’osso per poi rigettarli una volta invecchiati.

Infatti, alla cronaca veritiera degli insulti, delle schermaglie al vetriolo e dei reciproci colpi bassi messi in atto dalle due dive durante le riprese, la serie ben racconta la storia di due donne, dalla forte personalità e con un ingombrante bagaglio personale di problematiche, che lottarono con le unghie per sopravvivere in un mondo dove la misoginia, il sessismo e l’imperante necessità di gioventù rendevano non semplice la vita di due attrici non più in fiore.

Se la sceneggiatura è a prova di bomba, i vari registi orchestrano alla perfezione ogni singolo episodio e la visione di Feud è appetitosa e divertente, ciò che lo rende un prodotto di primissima qualità è la recitazione. Tutto il cast è formidabile; le due protagoniste, ça va sans dire, sono superbe: Susan Sarandon, soprattutto, aiutata da una discreta somiglianza fisica, è irresistibile nel ruolo dell’irascibile, schietta e grandissima Bette Davis. Impressionante l’imitazione della voce e delle cadenze dell’attrice, che rasenta il miracolo nelle fedeli riproposizioni delle scene di Baby Jane. Jessica Lange, indiscussa prima donna di American Horror Story, non è da meno, ritraendo tutte le manie e le fragilità della Crawford, dedita all’alcool e all’eterna ricerca dell’ammirazione della rivale. Per interpretarla fedelmente, la Lange ha dovuto sottoporsi a dolorosi trattamenti di bellezza come immergere il viso in acqua ghiacciata.

Alfred Molina, invecchiato e appesantito, non perde però un grammo del suo talento nell’interpretare il regista Robert Aldrich, incastrato di continuo tra il fuoco incrociato delle dive, ognuna desiderosa di averlo dalla propria parte a discapito della rivale, e al contempo disperatamente alla ricerca di un buon successo per il film, manovrato a questo scopo dal produttore Jack L. Warner, interpretato magnificamente da Stanley Tucci.

Catherine Zeta-Jones appare come Olivia de Havilland, Kathy Bates come Joan Blondell. Ancora, troviamo Judy Davis nei panni della terribile giornalista di gossip Hedda Hopper e la bravissima ma poco conosciuta Jackie Hoffman come la domestica di Joan Crawford.

Tra i molti meriti di quest’ottima serie tv c’è anche quello di aver sancito inderogabilmente che un’attrice, e la sua recitazione, migliorano con l’età. Valeva per Bette e Joan, vale assolutamente per Susan e Jessica.

La fedelissima rievocazione dell’epoca è già chiara negli splendidi titoli di testa, realizzati da Kyle Cooper con una coloratissima grafica perfettamente anni Sessanta che rievoca immediatamente i titoli di Saul Bass e quelli dei film di Hitchcock e Billy Wilder. I Sixties rivivono anche nella fotografia a tinte marcate e negli splendidi abiti delle due dive.

In attesa della seconda stagione di Feud, che avrà per protagonista la burrascosa relazione tra il principe Carlo e Diana Spencer, gustiamoci (possibilmente in lingua originale) la faida tra Bette e Joan, divertente, spietata e imperdibile.

 

Otto episodi di puro piacere cinematografico, dove la recitazione è protagonista e attrice. Un gustosissimo salto in una pagina fondamentale della storia di Hollywood e di due indiscusse icone.


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