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Scienza e Salute

Torino - Sportello d'ascolto per le mamme in difficotà

Liliana Carbone per Civico20News

18 Maggio
15:00 2017

Diventare mamme è un percorso bellissimo che potrebbe, però, riempirsi di ostacoli quando sul cammino si incrocia una lingua diversa dalla propria o una fragilità emotiva, sociale ed economica. Capita agli italiani e agli stranieri, allo stesso modo. Perché in un contesto come il reparto di maternità dell’ospedale Maria Vittoria «così particolare e complesso», come lo definiscono i medici, «proprio per la multiculturalità delle pazienti che arrivano e per la difficoltà in cui possono trovarsi », ci sono tante famiglie che vorrebbero essere ascoltate e accompagnate senza difficoltà.

Per questa ragione nasce nel reparto di Ostetricia e ginecologia lo sportello d’ascolto “Fiocchi in ospedale”, il primo in Piemonte e il settimo in Italia, promosso da Save the Children in collaborazione con Vides Main e il sostegno della Compagnia di San Paolo, attraverso il Programma ZeroSei di aiuto ai bambini della fascia 0-6 anni e delle loro famiglie che si trovano in situazioni di disagio.

Aperto dal lunedì al venerdì (ore 16-19), è un luogo dove le neo mamme e le famiglie in condizioni di particolare fragilità possono ricevere da operatori sociali e educatrici dell’associazione Vides Main, convenzionata con Save the Children, ascolto, l’orientamento e l’a ccom pagnamento idoneo attraverso l’attivazione della rete tra l’ospedale e i suoi servizi sociali interni, i consultori e i servizi già attivati da Save the Children e Vides Main al quartiere le Vallette.

«Con questo sportello di “bassa soglia” si intende potenziare la rete esistente perché le richieste di aiuto sono tante - spiega la dottoressa Maria Rosa Giolito, direttore del dipartimento materno- infantile dell’Asl Città di Torino -. Anche se i dati ci dicono che le donne che sono venute a partorire senza essere viste dai servizi sono passate dal 10,8% al 2,8% dal 2010 ad oggi, c’è ancora molto da fare. Lo sportello è strumento di “intercettazione” dei bisogni molto precoce, addirittura prima della nascita».

 

I NATI AL MARIA VITTORIA

 

Sono 1470 i neonati  accolti presso il punto nascita e la terapia intensiva neonatale dell’ospedale Maria Vittoria nell’anno 2016: di questi la maggior parte sono stati assistiti in camera con la mamma (rooming-in) per l’adattamento post-natale e il sostegno dell’allattamento al seno; 213 hanno invece richiesto assistenza sub intensiva; 155 neonati sono stati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale ed hanno avuto bisogno di cure intensive quali ventilazione assistita, trattamento con ipotermia o di cure complesse legate alla prematurità; di questi ultimi 81 neonati provenivano da altri Ospedali tramite il trasporto neonatale di emergenza e 33 neonati sono stati assistiti congiuntamente da neonatologi ed oculisti per la retinopatia del prematuro, di cui l’Ospedale è centro di riferimento regionale.

 

IL PROGETTO VALLETTE ZEROSEI PER I BAMBINI E LE LORO FAMIGLIE

 

Nell’ambito del Programma ZeroSei di aiuto ai bambini della fascia 0-6 anni e delle loro famiglie che si trovano in situazioni di disagio della Compagnia di San Paolo, si colloca il Progetto “Vallette 0-6. Reti e competenze per il benessere dei bambini” che nasce nel quartiere le Vallette della Circoscrizione 5 nel 2012 per prevenire e  proteggere dai principali fattori di rischio sociale ed economico i bambini di età compresa tra 0- 6 anni.  

In questa area periferica della città, Le Vallette, molto spesso le famiglie non sono conosciute dai servizi sociali territoriali e questo aumenta il rischio di isolamento sociale, già presente. Il progetto Vallette 0.6 nasce per contrastare il fenomeno.

Tra le altre caratteristiche, Vallette 0.6 va ad integrare lo “Spazio Mamme”, il sostegno genitoriale a favore dei bambini principalmente della fascia di età 0-6 anni, e “Punto Luce”, l’intervento di contrasto alla povertà educativa per la fascia di età 6-16 anni.

Il Progetto “Vallette 0-6 è uno dei vincitori del bando Orizzonti 0-6 sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

 

Liliana Carbone

 

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