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Interviste

Un caffè in compagnia di Loredana Sileo, brillante attrice torinese

13 Giugno
14:00 2017

L’amico mi telefona nel pigro e assolato pomeriggio estivo: “Oggi viene a trovarmi Loredana, se ti fa piacere vieni a prendere un caffè con noi”

Loredana è Loredana Sileo, attrice sempre più richiesta ed impegnata; da tempo volevo intervistarla, la scoperta dell’amicizia comune mi facilita il compito. Alle 15 salgo con l’ascensore ad un piano intermedio del grattacielo che si affaccia su piazza Castello a Torino, in cui avrò modo di conoscere  l’artista che da tempo desidero intervistare.

DFGSAFGGGSono incantato dallo splendido panorama di cui si può godere da un simile punto privilegiato di osservazione; siamo sopra i tetti delle case più eleganti della città, la Mole sembra ad un passo da noi, poco lontano la collina, Superga e, dal lato opposto le montagne sono uno spettacolo da cui è difficile staccarsi.       

Il suono del campanello ci riporta in casa.

Loredana Sileo si presenta: una ragazza alta, i capelli castani lunghi sulla schiena e il trucco semplice appena accennato, esaltano la sua bellezza naturale. Dopo i convenevoli di rito ci accomodiamo per il caffè; con la massima naturalezza mi accoglie come una vecchia conoscenza, perfettamente a suo agio  e l'intervista comincia.

"Come ha cominciato la sua carriera?" è la mia prima domanda.

"L'essere attrice oggi corrisponde ad un sogno che avevo fin da quando ero bambina. Avevo all'incirca sette anni quando sognavo di fare l'attrice o la ballerina e, in certo qual modo sono riuscita a realizzare entrambe le mie aspettative. Sognavo di girare film d'epoca, Fantasticavo di  indossare abiti antichi, le crinoline e di vivere in un  castello. Guardavo incantata i duelli con la spada poi, finalmente  ho cominciato a studiare recitazione e ad ottenere  parti minori a teatro.  Per quel che riguarda ilbBF cinema, ho iniziato più tardi a fare ciò da cui ero e sono attratta".

"Non sono una ballerina professionista, comunque me la cavo; amo molto la musica e, quando finalmente sono riuscita a fare ciò che amavo, quello che sono riuscita a realizzare fino ad ora, rispetto a quanto immaginavo in un primo momento è persino andato oltre le mie aspettative, ma ora voglio proseguire ad evolvere e ad affinarmi sempre più".

Sono curioso : "Mi racconti in dettaglio dei suoi inizi",  le chiedo.

Sorride durante ad una breve pausa, immersa nei suoi pensieri, mentre sorseggia il caffè, giunto nel frattempo. 

"Ho avuto le mie prime esperienze lavorative con Michael Margotta, il noto regista e attore membro a vita dell'Actor's Studio di Los Angeles;  ricordo una full immersion della durata di 16 giorni. Giornate  di lavoro intenso ed  emozionante poi, terminato il primo step, sono stata ammessa  ad un seminario ad Asti in cui ho  appreso il metodo Stanislavski,, ossia l'arte della non recitazione, ma del riuscire a mantenere la massima naturalezza sulla scena, interpretando nel modo più fedele possibile il protagonista, immedesimandosi appieno in lui".

"Da Margotta ho appreso a privarmi completamente della mia personalità, soffrendo fisicamente, perché ho dovuto rimuovere eventi personali, vivendo realmente la vita del personaggio, calandomi in  lui fisicamente e psicologicamente. È una tecnica che fa male poiché si vivono le sofferenze altrui, quando attuata in maniera fedele. È un lavoro che porta ad essere completamente spontanei, perché il cinema e spontaneità, deve essere il più spontaneo possibile poiché il cinema è la  pura realtà, a differenza del teatro che è esasperazione del personaggio, ben al di là della dizione perfetta".

"Terminata questa esperienza ho continuato con il teatro, ho quindi frequentato l'Accademia di recitazione, grazie alla vincita di una  borsa di studio, poi ho deciso di perfezionare la mia preparazione  frequentando un anno la scuola di jazz Ballet, così ho avuto modo di interpretare  la " Pianta degli orrori " il mio primo musical. Questo mi ha offerto la possibilità di  lavorare in più compagnie, con Elda Cagliari, Aldo Zampieri, Antonio Cavalletto ed in un secondo momento ho avuto vari ruoli da protagonista. sono stata  Nada, in "Cecè" di Pirandello, ho avuto ruoli in "Si recita a soggetto" e "Medea", diretta da Luciano Caratto".

3QRR"A questo punto ho deciso di fermarmi per cominciare a dedicarmi al cinema e così, dopo avere avuto una breve esperienza come modella, mi sono impegnata nel partecipare a vari provini e numerosi casting avendo così l'opportunità di collaborare con Alberto Magliozzi, noto fotografo italiano di fama internazionale, ma la sola definizione di fotografo è riduttiva. Io lo ritengo un artista a 360°, una persona che oltre ad essere riuscito ad insegnarmi a come pormi di fronte all'obiettivo, mi ha permesso di apprendere  tutte le sfumature che non conoscevo, malizie del mestiere indispensabili alla perfetta riuscita di una fotografia. Una per tutte il gioco di luci che permettono di presentare in modo completamente differente l'immagine. Grazie a lui, negli anni  mi sono state offerte varie possibilità legate ad altri lavori, con altri fotografi, sempre ad impronta artistica e creativa".

"Una di queste è stata legata al mio ruolo  di testimonial di dodici etichette di vini per "Luna nera".  Ancora ho svolto il ruolo di testimonial per high-tech Carbon Fashion Design per l'uscita del primo orologio in carbonio. Queste, ed in particolare le recite a teatro, sono possibilità di lavoro che mi interessano molto e mi spingono a osare sempre di più perché la sfida del pubblico "vivo" è fondamentale per me; affronto questa impegnativa opportunità sul set, a teatro, e attraverso la passerella da sfilata, dove mi sento sempre a mio agio. 

Un lavoro che mi è piaciuto molto è stato quello svolto in collaborazione con Stefania Cerminara che, oltre ad essere una grande professionista, è una mia grande amica. Con lei ho recitato in un doppio ruolo dalle sfumature surreali, paranormali. In pratica ho interpretato due parti: una in cui sono una persona che fuma,  beve ed assume farmaci con pulsioni suicide, ma nel momento in cui mi immergo nella vasca da bagno per suicidarmi,  arriva un'altra donna, metafora  della morte ingannevole. In realtà sono sempre io infatti è stata utilizzata una controfigura con parrucca che si avvicina alla vasca da bagno, e, successivamente, sono di nuovo io recitare nella parte della persona che si salverà".

"Quindi ha avuto numerosi ruoli anche in filmati televisivi di un certo successo".

" Sì, e fra questi ho interpretato Elisabeth Bathory, andata in onda in più di una emittente con Katia Gaido; ancora da una sua idea ho partecipato ad un programma televisivo in cui sono state raccontate  le terribili, ma reali vicende delle più famose donne serial-killer della storia, che vanno dalla ormai celeberrima Strega rossa d'Ungheria Elizabeth Bathory, che nel XVI sec. torturò ed uccise oltre 600 donne, alla saponificatrice di Correggio Leonarda Cianciulli, e ancora Sheila Labarre, Tamara Samsonova, Delphine Lalaurie, fino alla bambina-killer canadese Miranda Barbour nel 2009.  Seguendo queste storie si viene a conoscenza delle vicende di queste donne che, in quanto a ferocia e determinazione, non hanno mai avuto nulla da invidiare ai loro “colleghi” uomini. Ho anche interpretato una donna violenta in un nuovo format che andrà in onda da Settembre, di cui ora non posso dire nulla di più”, afferma mentre sorride enigmatica.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Ovviamente spero di partecipare alla realizzazione di molti film; per fortuna le proposte nonWED mancano; dopo aver terminato il ciclo destinato agli artisti contemporanei, continuo  a prendere parte a vari provini e ai casting. Collaboro anche con Paolo Vassallo da circa 15 anni come modella artistica. Paolo è una persona che mi ha sempre aiutata, ha sempre creduto in me, più lui di quanto ci credessi io. Mi ha permesso di crescere e di compensare le lacune artistiche che rendevano la mia preparazione incompleta, rafforzandomi come professionista, aiutandomi a raggiungere gli obbiettivi che mi ero proposta, assecondando la mia natura artistica che riconosco in me, e che rimarrà in me per tutta la vita. 

Quali sono le tematiche a cui preferisce dedicarsi”?

“Negli ultimi tempi ho avuto modo di prendere parte a lavori a sfondo sociale: ho interpretato infatti la figura di una madre alle prese con i disturbi dell’alimentazione della figlia anoressica. Il lavoro, basato su un racconto del visual designer Patrice Makabù, è attualmente arrivato a ben 50.000.000 di visualizzazioni, un risultato che mi inorgoglisce, anche per la grande visibilità ottenuta grazie alle numerose interviste richiestemi da  vari giornali. Ho anche avuto numerosi impegni musicali, uno in particolare a cui tengo molto con Alessandro Benna, oltre alla partecipazione ad un video musicale impegnato da un punto di vista sociale dal titolo  “Queste mie parole”.  

"Per concludere mi accenni ad un lavoro cui tiene particolarmente, da cui ha avuto molta soddisfazione".

"Sono legata a tutto quel che ho realizzato fino ad ora, di aver avuto, nel 2016, un ruolo di rilievo nel film "Il paese dei Tarocchi", un film di genere fantasy,  della durata di 113 minuti, in cui i destini delle persone sono intimamente legati alle carte dei tarocchi ed in modo particolare quelli dei due protagonisti principali, Viola e Salvatore. La vita di Viola  viene sconvolta improvvisamente: scopre infatti di essere posseduta dallo spirito della giovane Marchesa Giulia di Rodà, assassinata due secoli prima. In una lettera e in un antico mazzo di tarocchi è celato il segreto di un rubino scomparso, dai poteri straordinari. Soltanto Salvatore, il Principe dei Tarocchi (e l'amore), potranno liberarla dall'incubo. Il Diavolo, la Dea delle Dune e il Matto sono la chiave dell'intera vicenda. I segreti custoditi nelle viscere di Torino, i sotterranei, i cunicoli e due croci, forniranno  infine la chiave per risolvere l'intricata vicenda".

sdhs"Si tratta di una storia permeata da magia e mistero; lo spettatore è condotto dai protagonisti attraverso i luoghi magici della città, siti esoterici ben conosciuti dagli amanti del genere, potranno sorprendere e stupire lo spettatore è avvolto dalla  colonna sonora, scritta dal bravo musicista Rocco Spanò".

"La regia è di Mary Griggion e Salvatore Gatto, prodotto dalla Drama Film, un lavoro che mi ha dato grandi soddisfazioni e che spero possa continuare ad essere un impulso positivo alla mia carriera lavorativa. Infine sono molto soddisfatta della web serie TV a cui sto partecipando con Chiri Watchara, dal titolo "Bestie-L'oblio", girato a Torino. Io interpreto una donna ferroce,  dalle molteplici personalità; in questo lavoro si potrà vedere una Torino come mai è stata vista prima d'ora e che stupirà lo spettatore". L'intervista ormai volge al termine, Loredana Sileo mi saluta sorridendo sul terrazzo inondato dal sole, con la promessa di una nuova intervista al suo prossimo successo".   

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