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Cinema

Wonder Woman – supereroina femminista

L’eroina femminile per eccellenza, portata al successo da una serie televisiva degli anni Settanta, arriva al cinema con il volto di Gal Gadot

15 Giugno
14:00 2017

Anno: 2017

Titolo originale: Id.

Paese: USA

Durata: 141 minuti

Genere: Fantastico, Avventura

Regia: Patty Jenkins

Soggetto: William M. Marston (fumetti), Zack Snyder, Allan Heinberg e Jason Fuchs (storia)

Sceneggiatura: Allan Heinberg

Cast: Gal Gadot, Chris Pine, Robin Wright, David Thewlis, Danny Huston, Elena Anaya, Connie Nielsen

Dopo Batman e Superman, è giunta l’ora di apparire sul grande schermo per l’eroina femminile creata dalla DC Comics più conosciuta e amata al mondo, Wonder Woman, nel film omonimo diretto da Patty Jenkins e prodotto dalla Warner Bros. Pictures e Zack Snyder.

Diana è la principessa delle Amazzoni, create dagli dei in tempi remoti per portare armonia tra gli uomini, con le quali vive lontana dal mondo reale sull’isola di Themyscira. Quando una spia americana, il capitano Steve Trevor, finisce accidentalmente sull’isola seguito da un gruppo di soldati tedeschi, le Amazzoni vengono a conoscenza della guerra in atto; Diana crede che dietro a ciò si celi Ares, il dio della guerra, così lascia l’isola insieme a Trevor per trovarlo e ucciderlo. Si ritroverà al culmine della Prima Guerra Mondiale.

Personaggio dei fumetti apparso per la prima volta nel 1941, creata dal teorico del femminismo William Moulton Marston, Wonder Woman è una delle icone dell’universo DC, che il creatore immaginò come alternativa ai muscolosi e aggressivi eroi maschili. Per la prima volta al cinema, dopo l’apparizione in Batman v Superman, l’amazzone Diana era stata resa famosa grazie all’ iconica serie tv degli anni Settanta con Lynda Carter.

Diretto da Patty Jenkins, già regista di quel Monster che nel 2004 fece vincere un Oscar come miglior attrice a Charlize Theron, il film sulla principessa amazzone non è (ancora) la celebrazione di un personaggio fortemente legato all’America, come lo era quello televisivo (chi non si ricorda il costume a stelle e strisce?), bensì un’introduzione alle origini e alla storia di Diana. Buona parte del lungometraggio, infatti, si svolge sull’isola natia e poi a Londra e in Belgio, luoghi di trincea dove Wonder Woman (che nel film non sentiremo mai chiamare così) sfodererà tutta la sua forza e la sua tenacia per annientare i piani malvagi del generale Ludendorff e della dottoressa Maru, classici villain da fumetto con inquietanti sfumature naziste e letali armi chimiche.

Dotata di un’incredibile forza, ottima guerriera, spinta da un forte sentimento di compassione e giustizia, Diana è però fondamentalmente ingenua e ignora cosa ci sia al di là della mitologia con la quale è cresciuta; la vediamo lentamente prendere coscienza della realtà fino a impugnare tutto il proprio potere per porre fine alla tragedia della guerra.

Nei panni dell’eroina troviamo l’israeliana Gal Gadot, ex modella, Miss Israele e soldato, perfettamente in sintonia con il personaggio, dotata di bellezza innegabile ma atletica e forzuta come un guerriero. Il Chris Pine di Star Trek interpreta Steve Trevor, molto spesso oscurato dalla Gadot. Per quanto riguarda le Amazzoni, la regina Hyppolita ha il volto di Connie Nielsen, mentre Robin Wright è Antiope, zia e addestratrice di Diana. Completano il cast David Thewlis come Sir Patrick Morgan e Danny Huston e Elena Anaya nei ruoli diabolici del generale Ludendorff e della dottoressa Maru.

Le sequenze iniziali sull’incontaminata e paradisiaca Themyscira sono state girate nel Sud Italia, a Palinuro, Matera, Castel del Monte e Ravello.  Altre location del film sono il Louvre, Londra, il Sussex, il Surrey e il Kent. Il direttore della fotografia, Matthew Jensen, aveva già curato quella di alcuni episodi de Il Trono di Spade.

I costumi di Diana e delle Amazzoni, creati dal premio Oscar Lindy Hemming, sono stati rivisitati per renderli coerenti con le origini mitologiche dei personaggi; le armature sembrano metalliche ma sono invece realizzate con pelle morbida dipinta, che ha lasciato ampio comfort alle acrobazie delle attrici. Diana subirà un’evoluzione anche con i costumi: arrivata nella Londra del 1918 vestirà abiti più adatti ad una donna del XX secolo, e durante una missione ad una festa di gala indosserà uno splendido abito blu che esalterà tutta la sua femminilità.

È già stata confermata la produzione di un sequel e Gal Gadot ha firmato con la Warner Bros. per tre film sulla supereroina. Probabilmente, nei prossimi capitoli vedremo non solo Diana la principessa, ma la Wonder Woman iconica che da settantacinque anni a questa parte è stata, nei fumetti, suffragetta, soldato, sex symbol e persino Presidente degli Stati Uniti.

Un personaggio forte, combattivo, femminile e pacifista, introdotto in un cinecomic anche troppo ottimista che appare come niente più di un prologo. Aspettiamo i prossimi per vedere scatenato tutto il potenziale di una supereroina leggendaria.

 

                  

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