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Politica Locale

Sicurezza nelle piazze – dopo Piazza San Carlo, giro di vite sui controlli e le autorizzazioni agli eventi

Arriva la circolare del Capo della Polizia Gabrielli

20 Giugno
10:00 2017

Che cosa non ha funzionato a Torino, in Piazza San Carlo, sabato 3 giugno scorso, in occasione della finale di Champions League?

La mancanza di previsione di uno scenario di criticità singolare ma che si è dimostrato reale e la mancanza di un adeguato piano di evacuazione. Per fortuna, e nonostante tutto, la tragedia non è stata delle più apocalittiche, anche se i presupposti c’erano tutti e, da soli, hanno mietuto 1527 feriti di cui una, purtroppo, deceduta.

E’ stato detto di tutto. La Sindaca Appendino, durante un’intervista su Rai1, ha dichiarato: ’C’è tanta rabbia per quanto è accaduto ma anche tanta determinazione per andare avanti e lavorare, al fine di evitare che questo non si ripeta più.

Che qualcosa non abbia funzionato in piazza, credo sia evidente. Che cosa non ha funzionato, non spetta a me accertarlo e sono pronta ad assumermi eventuali responsabilità. Abbiamo il dovere di intervenire, affinché le piazze siano fruite in sicurezza.’  Dato lo stato dei luoghi, il giorno successivo ai fatti (zainetti, scarpe, sangue ovunque) e quello dei feriti, si può certo ipotizzare che è mancato il controllo sulla vendita, somministrazione e introduzione, in piazza, delle bottiglie di vetro. Sarebbe stato auspicabile inibirne, in via assoluta, l’ingresso. La Prefettura parla di una ordinanza quadro del 2010 che ne imponeva il divieto, ancora valida ma che, pare, sia stata disattesa, visti gli effetti. Nel 2015, il monumento simbolo della città era stato «blindato», per proteggerlo da eventuali assalti, la piazza era stata divisa in settori ed erano stati collocati due maxi-schermi ai lati della piazza. Questa volta, l’unico mega schermo, ha impedito, di fatto, un facile accesso alle ambulanze e alle forze dell’ordine in caso di necessità e ha creato un imbuto stretto, quando il panico ha scatenato la fuga della gente e poi l’evacuazione dei feriti.

Perché non è stato dirottato l’evento allo Juventus Stadium?   

Il servizio di sicurezza con uomini e mezzi e quello sanitario, così come è stato predisposto, non ha potuto fronteggiare il fenomeno di panico che si è scatenato. E’ stato detto che non c‘erano vie di fuga all’interno della piazza: le vie fuga c’erano, sia pur più limitate, e ogni torinese lo sa, quel che invece è risultato davvero preoccupante, è stata l’insufficienza del contenitore, la piazza stessa, che ha sopportato pericolosamente una capienza di più di 30.000 persone. La manifestazione non doveva essere autorizzata. Il Prefetto Saccone ha chiesto ufficialmente scusa alla città per non avere previsto il pericolo.

Il Ministro Minniti, giovedì 8 giugno, cercando di tranquillizzare gli animi traumatizzati, ha visitato i tre Ospedali dove si trovano ricoverate ancora una parte delle persone rimaste ferite e poi ha incontrato il Prefetto.

La magistratura sta cercando gli autori delle responsabilità penali che, con la morte della giovane donna, da procurato allarme e lesioni gravi, sono passate a omicidio colposo e poi quelle amministrative, nella speranza di non voler individuare, per forza, un capro espiatorio ma una responsabilità concreta.

Per quanto riguarda i grandi eventi, sono state annunciate nuove regole da parte del Viminale, indicate in una circolare firmata dal capo della Polizia Gabrielli. Tra le misure previste: il conta-persone agli ingressi, la divisione in settori degli stadi e delle piazze, più controlli nelle aree di parcheggio, ingressi e uscite separate per regolare il deflusso e, oltre alle misure antiterrorismo, la previsione di ulteriori sopralluoghi di controllo, corridoi di emergenza e presidi sanitari fissi per tutta la durata dell’evento. In ogni caso, precisa la circolare, senza le adeguate condizioni di sicurezza, nessun evento di piazza potrà avere luogo.

Fino al 30 settembre, sarà in vigore la nuova ordinanza dell’Appendino che vieta gli alcolici da asporto dalle ore 20,00 in poi nelle principali zone della movida e sono state già applicate pesanti sanzioni ad un certo numero di locali.

Un particolare ringraziamento, comunque è doveroso, verso tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, verso gli infermieri, i medici e, in particolare, verso il personale del Reparto Mobile di Torino che si è prodigato a soccorrere i feriti, caricandoli sanguinanti sugli automezzi, per fronteggiare il loro enorme numero e le difficoltà delle ambulanze a raggiungerli, per accompagnarli presso gli Ospedali.

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