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Idiozie multiculturali e multietniche

Londra fra le città più stupide del mondo

22 Giugno
15:00 2017

 Ci sono nel mondo molte città poco intelligenti. Ma forse quella più stupida è Londra. I suoi cittadini si sono dotati addirittura di un sindaco musulmano e come se non bastasse pakistano. Quando si verifica qualche disastro, e ne succedono di ogni colore, quasi con cadenza mensile, lui Sadiq Khan si affretta ad affermare che “non è un atto di terrorismo”e dice che tutto è in ordine, tutto è sotto controllo”.

 

Se brucia un grattacielo la colpa è di un frigorifero che ha preso fuoco. Era di proprietà di un etiope che se l’è svignata senza degnarsi di dare un allarme. Ma solo a Londra i frigoriferi bruciano ed incendiano un grattacielo abitato da centinaia di persone, provocandone la morte.

 

 

E’ chiaro che un frigorifero non è in grado di incendiare in pochi minuti un edificio di ventisette piani, ma al buon sindaco musulmano e pakistano sta solo a cuore escludere, peraltro senza prove ed accertamenti, che si tratti di un atto che possa coinvolgere i suoi correligionari.

 

La stupidità dei londinesi che lo anno eletto è evidenziata dal fatto che molti di loro si sono recati in corteo a contestare la premier inglese Theresa May.

 

Come se il capo del governo di una nazione dovesse prendersi cura di ogni frigorifero e di ogni edificio trascurato da chi è responsabile della città e quindi del sindaco che è stato eletto.

 

Come se i tifosi della Juventus, ammassati, schiacciati e costretti a camminare scalzi su di un tappeto di cocci taglienti in piazza San Carlo, si fossero diretti in massa a protestare al Quirinale che è la sede del presidente della repubblica. Mentre  la responsabilità del tragico evento ricadeva per intero sulla sindaca, sul prefetto  sul questore della città ed infine sulla dirigenza   della società sportiva che aveva negato il Millennium Stadium ai suoi sostenitori.

 

E non è parso vero a qualcuno in Italia, di potersi accodare agli stupidoni londinesi. Sia i giornali di De Benedetti (Repubblica e Stampa in primis), che i cronisti RAI ed i telegiornali Mediaset, diretti dal grande amico di Renzi, Federico Confalonieri, si sono ben guardati, per giorni, anche solo di fare il nome di Sadik Aman Khan.

 

Hanno imposto ai loro inviati di presentare in ogni servizio solo i quattro gatti che manifestavano davanti a Downing Street, con il manifesto obbiettivo di proseguire la guerra da loro dichiarata alle politiche di Trump in America ed alla Brexit in Inghilterra.

 

La guerra dei pidocchi contro gli elefanti.

 

Ritornando al tragico incendio del grattacielo di Londra, va innanzitutto fatto rilevare che l’edificio, piuttosto fatiscente, era di proprietà del comune della città. Si trattava di PROPRIETA’ CIVICA di cui era pienamente responsabile il buon sindaco musulmano e pakistano. A lui spettava di impedire l’impiego, nella ristrutturazione del triste edificio, di quei pannelli, che applicati sulle pareti esterne, avevano secondo lui, il compito di “ridurre la dispersione termica, salvaguardando l’ambiente”. Peccato che fossero altamente combustibili e che fossero la causa del fulmineo propagarsi dell’incendio.

 

Per distogliere l’attenzione dalla sua persona, il presuntuoso sindaco islamico ha cercato di incolpare il governo e di attribuirgli responsabilità che erano soltanto sue.

 

Per noi italiani rimane il dolore ed il rimpianto per la perdita di Gloria e di Marco, i due valorosi architetti veneti costretti dal governo renziano a cercare lavoro all’estero. Inseguiti per di  più dall’insulto vergognoso del ministro Poletti (l’uomo delle coop),  che, poco tempo fa, aveva affermato che gente simile era meglio perderla che trovarla.

 

       

 

 

 

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