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L’uomo, i misteri e l’ignoto

La costituzione multi psichica dell’uomo suddivisibile in conscio, inconscio e subconscio.

15 Luglio
10:00 2017

La struttura dell’essere umano risulta essere  molto complessa ed articolata. Vari sistemi di pensiero e di indagine cercano di chiarificare e schematizzare il microcosmo umano.

Tutti questi metodi di ricerca risultano però imparziali e riduttivi, anche se validi in linea teorica, nel loro ambito applicativo. Forse solo la metafisica più alta, quale quella del vedanta non duale, possiede l’ultima parola in questo ambito speculativo di ricerca, ma essendo questa non comprovabile in modo pratico, non può essere ritenuta dagli studiosi accademici come una forma  esatta della descrizione interna dell’uomo.

Noi vorremmo usare per i nostri scopi di indagine, una classificazione già nota e sperimentata. Quella che divide la complessa struttura umana in conscio, inconscio e subconscio.

L’io ordinario diurno, quell’insieme eterogeneo formato da molte risonanze energetiche in contrasto tra loro, generalmente viene considerato il fattore portante dell’essere umano e il suo solo modo d’espressione. Ma in realtà, questa struttura egoica è influenzata direttamente da quello che comunemente viene definito “inconscio”.

Da un po’ di tempo questo strato inconscio della coscienza è stato definito col termine di “lato ombra”, volendo indicare con ciò che, tutto quello che l’io ordinario non vuole accettare perché ritenuto immorale o scomodo, trova posto in questa zona onirica della psiche. In uno stato normale di coscienza, l’inconscio quindi  si situa  in un livello celato nascosto e generalmente, viene a galla durante i sogni notturni.

Il subconscio invece rappresenta tutto il nostro bagaglio karmico personale ed è quindi la base e la radice veritiera del nostro essere. Rappresenta il terreno da cui fruttificano le tendenze tramite cui si dispiega la nostra vita terrena.

Tra lo strato del subconscio e quello dell’inconscio, esiste una regione molto ampia che Jung definì “inconscio collettivo“. Questo oceano energetico e vibratorio, contiene  tutta l’eredità archetipale della razza umana, sia in senso positivo che in senso negativo. Nell’inconscio collettivo è registrata la memoria fluida del passato incommensurabile dell’umanità.

Il subconscio comunica direttamente delle informazioni energetiche all’io, tramite l’inconscio, ma anche attraverso l’inconscio collettivo, poiché ogni essere umano deve subire, non solo il proprio karma personale, ma anche quello di razza, oltre che a quello famigliare, di gruppo e planetario.

La pretesa squisitamente moderna di considerare l’io ordinario l’unico fattore  operativo nell’esistenza, risulta essere prettamente illusoria quindi, poiché l’io ordinario è una creazione effimera della vita attuale e risulta essere mosso  non solo dall’inconscio e dal subconscio, ma essenzialmente dall’inconscio collettivo.

Ricordiamo che questa descrizione schematizzata della complessa e multiforme psiche umana, analizza solo la parte mortale dell’essere umano, quel complesso cioè di coscienza sempre in movimento legato alla ruota delle reincarnazioni.

Come base a ciò esiste latente la struttura del microcosmo divino non soggetto alle reincarnazioni che, se non vivificato durante una vita terrena, continuerà ad essere prigioniero delle attività karmiche non risolte.

In realtà, se si vuole uscire dalle controverse tendenze umane egocentriche, bisogna svuotare la coscienza da ogni influsso, sia conscio, inconscio che subcosciente.

Tale operazione è propriamente un azione alchemica e può giungere veramente al suo scopo, solo se  viene vivificato il principio latente divino che giace, come la bella addormentata nel bosco, al di là della triplice descrizione psichica che abbiamo fatto in questo articolo.

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