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Di tutto un po'

I demoni di via XX Settembre

I mascheroni grotteschi di aspetto demoniaco che coronano porte e finestre di questo palazzo torinese appaiono in problematica coabitazione con la vicina Università teologica

9 Luglio
11:00 2017

A Torino, in via XX Settembre, al civico 79, quasi allo sbocco in piazza San Giovanni, un palazzo ostenta una serie di mascheroni grotteschi a coronamento della sommità delle finestre del piano nobile con aspetto decisamente demoniaco.


Sul portone d’ingresso si trova un altro analogo mascherone.


Questo apparato decorativo appare piuttosto inquietante, per vari motivi.


In primo luogo l’edificio ospita un albergo e qualche cliente potrebbe non apprezzare l’accoglienza poco cordiale di questi demoni.


In secondo luogo, il palazzo adiacente è il Seminario, oggi Università teologica, e questa coabitazione appare problematica.


L’amico umorista Raffaele Palma, che è un po’ barbèt (miscredente), mi suggerisce che questi mascheroni siano i «docenti di satanismo della adiacente  università sciamanica».  


L’ipotesi appare certamente suggestiva ma, fantasia per fantasia, preferisco credere che il docente sia il mascherone del portone, che considera un po’ indispettito il viavai dei clienti dell’albergo.


Ma per i mascheroni del piano nobile ho una idea alternativa.


Sono i diavoli scacciati dalla esorcista Enrichetta Naum che abitava nella adiacente via Cappel Verde.


Enrichetta Naum è un personaggio oggi piuttosto noto fra i cultori della Torino esoterica e misteriosa e in rete se ne trovano numerose descrizioni.


Luciano Querio, nel blog “I viaggiatori ignoranti” scrive che è stata «l’ unica donna in Torino che per sua la presunta capacità di cacciare i demoni è ricordata come esorcista. Le sue origini non sono conosciute, si sa che nacque nel 1843 e che trascorse gran parte della sua vita al secondo piano di via Cappel Verde 6». Morì nel 1911.


I diavoli, allontanati dai corpi delle loro vittime, sconfitti e umiliati per l’intervento di Enrichetta Naum che li ha resi inoffensivi, si sono pietrificati nei decori del vicino palazzo di via XX Settembre n. 79, con le bocche spalancate in un urlo di rabbia impotente.

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