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Scienza e Salute

Torino - Asportato angiofibroma non invasivo

Liliana Carbone per Civico20News

Francesco Zenga
6 Luglio
11:00 2017

Un tumore rarissimo, si chiama angiofibroma rinofaringeo, e per di più di vaste dimensioni, pari a 7 centimetri di diametro, è cresciuto in un corpo minuscolo, quello di un bambino di 11 anni. Si è sviluppato indisturbato facendosi strada dal naso fino al cervello. Quando però si sono manifestati con frequenza dolori alla testa e alla faccia e sanguinamenti del naso, la situazione è diventata una vera e propria emergenza da gestire tempestivamente.

Un “caso assolutamente eccezionale per la rarità del tumore” l’hanno definito i medici che, in équipe, un mese fa l’hanno asportato salvando la vita del piccolo paziente. Ed eccezionale è stato anche il modo: attraverso un intervento non invasivo. A venire in aiuto è stato infatti un endoscopio che produce immagini in tre dimensioni ad altissima definizione: ne è dotato l’ospedale Molinette che è stato uno dei primi centri al mondo ad averlo, per eseguire interventi di questo tipo che altrimenti sarebbe difficile affrontare, visti gli altissimi rischi che tumori di questa natura potrebbero comportare nel corso di un intervento con endoscopia tradizionale. Perché un angiofibroma rinofaringeo non solo è radicato a vasi nobili come la carotide e a vasi minori, ma è “una spugna di sangue” e i rischi di emorragie fatali sono altissimi.

Il bambino era stato preso in cura dall’otorinolaringoiatria pediatrica del Regina Margherita diretta dal dottor Paolo Tavormina. Il tumore si presentava in stadio avanzato e aveva eroso l’osso che separa il naso dalla base del cranio.

Il piccolo paziente dopo l’embolizzazione che ha ridotto il sanguinamento, effettuata dal neuroradiologo Mauro Bergui, è stato operato alle Molinette dell’equipe combinata di otorinolaringoiatria universitaria, diretta dal professor Roberto Albera, e di neurochirurgia universitaria diretta dal professor Alessandro Ducati.

Grazie all’endoscopia 3D e la neuronavigazione guidata gli otorinolaringoiatri Giancarlo Pecorari e Claudia Bartoli, i neurochirurghi Francesco Zenga e Paolo Pacca e l’anestesista Sante Atlante hanno portato a termine con successo il delicato intervento chirurgico durato 7 ore.

Una sonda endoscopica è stata fatta passare attraverso le due narici raggiungendo il tumore e usando strumenti dedicati lungi anche 10 centimetri che hanno raggiunto l’interno della scatola cranica. Il tumore è stato asportato a compartimenti, cioè a pezzi, fino ad estrarlo completamente – spiega oggi le fasi dell’operazione il neurochirurgo delle Molinette Francesco Zenga  –: non sono state fatte incisioni esterne poiché siamo intervenuti da dentro e non sono stati rilevati danni estetici, funzionali o neurologici. La tecnologia tridimensionale ha permesso una più elevata accuratezza e precisione del gesto chirurgico”. 

Il piccolo è stato successivamente trasferito al Regina Margherita e dimesso dopo 20 giorni.

“L’enorme gioia è stata quando, rivedendoci, il bambino ci ha abbracciato e ringraziato con un regalo fatto con le sue mani – rivela con un sorriso Zenga -. È stato un gesto stupendo e una sensazione impagabile”.

 

Liliana Carbone

 

 

 

 

 

 

 

 

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