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Cultura e Spettacolo

L'ipnosi da fenomeno da baraccone appannaggio di ciarlatani, ad importante presidio medico

Diciannovesima puntata Puntata precedente 30.05.2017

12 Luglio
11:00 2017

UN  SECOLO  DOPO

La domanda da porsi, per concludere la veloce ed assai superficiale valutazione delle credenze magiche legate all’ipnosi è la seguente: “ Un secolo dopo la scomparsa delle  persone di cui si è fin’ora  discusso, rimane traccia   delle teorie qui riportate?

SDFGGGGE’ fuori discussione, e non merita più di due parole, che l’ipnosi  ormai evoluta e raffinata, pur presentando numerosi aspetti tutt’ora poco conosciuti  è utilizzata con criterio scientifico da medici altamente specializzati che la impiegano al di fuori di qualunque credenza proveniente da insegnamenti  provenienti da epoche ed ambienti ormai lontani nel tempo e nello spazio.

La mia impressione personale, però è che molti degli aspetti non veritieri dell’ipnosi, sopravvivano e vengano divulgati con il fine ultimo di permettere una diffusione di concetti che istruiscono falsamente il grande pubblico, cui non giunge un corretto insegnamento su quali siano realmente le potenzialità di un trattamento gestito da uno specialista che può avvalersi di una metodica in grado di sollevare una persona sofferente dei più diversi stati di sofferenza psichica.

Purtroppo, ogni qualvolta vi è la possibilità di parlare di ipnosi  con scopo divulgativo, nonostante il tempo trascorso, questa viene presentata sotto forma di manifestazione legata ad effetti che travalicano le potenzialità comuni dell’individuo e, complici i media,in primis la televisione.

La mia opinione, come medico non specialista in branche legate alla psicologia o allaW45 psichiatria, è che non si faccia abbastanza  a tutti i livelli per diffondere la corretta opinione che l’ipnosi non debba essere vista come forma di spettacolo, ma che vada intesa come presidio terapeutico utilissimo, in alternativa a trattamenti farmacologici .

Devo purtroppo notare che di ipnosi non se ne parla a sufficienza e congruamente nei giornali, alla televisione ed anche alla radio, mezzi in cui abbondano le rubriche mediche che nella maggior parte dei casi sono tenute da persone competenti e titolate ed anche in altre occasioni, la figura di colui che è in grado di ipnotizzare è sempre collegata a quella di un personaggio che nulla ha delle caratteristiche tipiche dei comuni mortali.

Presento, a conferma di quanto dico, due esempi che mi sembrano assai significativi,anche per la loro collocazione temporale essendo comparsi rispettivamente il primo all’incirca a metà del 1900 ed il secondo nel primo decennio del 2000.  

Per il primo si tratta di un film comparso nel 1952, il cui titolo è “Papà  diventa mamma”. La trama  è essenzialmente questa:  un padre di famiglia, sempre indaffarato e dai modi  burberi, interpretato da Aldo  Fabrizi,  trascura  la moglie  (Ave  Ninchi) e i tre figli. Una sera riesce a portare la famiglia al teatro dove è in programma uno spettacolo di “magia”.  Sembra di poter rivivere la ricostruzione della serata romana del 1925 di cui ho parlato nelle puntate precedenti. In effetti si ha la possibilità di osservare la  comparsa di un “fachiro” vestito come probabilmente viene concepito nell’immaginario collettivo: vestiti di foggia orientale, turbante in testa il cui nome è Bormah.

Due odalische orientali, ma si scoprirà che hanno un forte accento napoletano, lo assistono negli esperimenti. Dopo alcuni numeri classici, quali l’intreccio delle dita sulla testa e suggestioni varie  date ad alcuni spettatori, ovviamente il burbero viene chiamato sul palco ed oppone un netto rifiuto a farsi ipnotizzare.

4RYYYIl “mago“ si sente sfidato  e  mette in campo tutta la sua bravura come ipnotizzatore, il soggetto resiste, gli dice che non si farà mettere in stato di ipnosi  ed allora il “fachiro” aumenta la potenza del suo intervento, cambiando il tono della voce, sempre più autoritario  e lo suggestiona dicendogli che da quel momento sarebbe  diventato  delicato di modi, come una donna.

Nel fare questo si porta all’indietro verso il bordo del palcoscenico e, nella foga, non si accorge di essere troppo vicino al bordo e così, indietreggiando sempre più, cade all’indietro, battendo violentemente il capo sul pavimento e perdendo coscienza. Negli istanti successivi, passato il trambusto conseguente alla caduta del “mago”, la famiglia torna a casa con un  Fabrizi che  conserva ancora un atteggiamento normale. Il lato comico del film comincia dal momento in cui il  papà,che ha subito una potente induzione ipnotica, deve andare a  letto.

Pretende, a  fronte  di una moglie sconcertata ma alla fine remissiva, di dormire nel posto dove abitualmente dorme lei e si presenta ai familiari dopo avere indossato gli abbigliamenti della moglie, con un discreto effetto esilarante.

(Continua)

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