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Economia e finanza

Il colibrì e l'impresa come comunità del lavoro

Non compie tutto il suo dovere chi fa solo il suo dovere

10 Luglio
08:00 2017

Non senza ragioni in molti si lamentano della crisi e dei suoi effetti. Si denuncia come altri dovrebbero fare. In tanti si critica i politici, molto sindacato criminalizza gli imprenditori e non mancano le critiche populiste a questa o quella casta. Il risultato è un immobilismo rabbioso.
C'è un'altra via? Nel suo piccolo Dai Impresa, rete mutuale di realtà che producono lavoro, crede di sì. E quella via la apre, anche costruendo opinione e cultura.

Una favola africana racconta che durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un piccolo colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” Gli chiese il leone. “vado a spegnere l’incendio!” Rispose il piccolo volatile. “Con una goccia d’acqua?” gli urlò il leone con un sogghigno di derisione. Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose:” Io faccio solo la mia parte”.

La propria parte, come ci insegna il Péguy di cui abbiamo saccheggiato un celebre passo per farne il sottotitolo di questa riflessione, non è beghinamente e moralisticamente il rimanere nei margini dell'esecuzione del proprio dovere. Bisogna osare un contributo originale, come il colibrì della favola africana, anche rischiando di apparire irrilevanti nel proprio essere controcorrente.

L'impresa vive di collaborazione e cooperazione. Il conflitto riduce tutto ad elementari dinamiche reattive.

In questi giorni è assurta agli onori della cronaca la scelta dell'imprenditore Luciano Tamini di lasciare una parte della propria eredità (4 milioni di euro) ai suoi dipendenti: saranno trecento, tra operai e impiegati che riceveranno tra i 10mila e i 15mila euro.
Una scelta simile, circa due anni fa, fece Piero Macchi di Enoplastic.

Queste scelte evidenziano come le aziende siano, quando sane, delle "comunità del lavoro".

Per uscire dalla crisi occorre comprendere che non basta fare il proprio dovere. Bisogna essere insieme attori cooperanti del e nel cambiamento.

Dai Impresa accetta e propone oltre il proprio ambito questa sfida.


Marco Margrita

@mc_margrita

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