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Economia e finanza

Continua inesorabile da parte della Cina l’acquisto di terre e imprese del resto del Mondo.

L’esempio dell’Ucraina che oggi è praticamente la più grande azienda agricola della Cina.

14 Luglio
12:00 2017

Una dozzina di anni fa, la battuta ricorrente del personale delle ONG operanti in Burkina, era che in quel Paese vi erano più cinesi che nativi: non turisti, non operativi delle ONG, ma imprenditori e lavoratori.

Oggi possiamo confermare che gli investimenti agricoli cinesi si trovano ormai in quasi tutti i Paesi del nostro pianeta.

Molte aziende statali cinesi sono ancora propense a investire in Africa, principalmente in Senegal, Tanzania e Zambia, con coltivazioni di manioca, sesamo e riso, per i mercati locali e in parte per il consumo in madrepatria.

Alcuni Gruppi  di investitori sono anche interessati all’acquisto delle aziende agricole: i principali sono il Gruppo Pengxin di Shanghai, il Gruppo Shanghai Zhongfu, il Chonqing Grain Group, il Zhongliang Group e la Moon Lake Investment.

Il Gruppo Pengxin già nel lontano 2012 creò un fondo da 1 miliardo di yuan per comperare 16 grandi allevamenti di mucche da latte in Nuova Zelanda; ha subito fatto seguito la creazione del Caseificio Theland per produrre e vendere in proprio latte fresco e in polvere. Successivamente, il gruppo ha puntato all’acquisto della S. Kidman & Co, la più grande fattoria australiana con 100.000 chilometri quadrati di pascoli. Il gruppo è anche interessato da tempo all’acquisizione del gruppo Australiano Seafarms attivo nell’allevamento di gamberi, valutato circa 1,5 miliardi di dollari USA.

Sulla stessa scia il gruppo Shanghai Zhongfu, ma orientato nel settore degli allevamenti ittici, che nel 2014 creò un fondo di 700 milioni di dollari australiani per questo settore e anche per avviare una azienda specializzata nella coltivazione della canna da zucchero e del sorgo.

Nel 2016, la Moon Lake Investment ha acquisito la Van Diemens Land Company, una azienda agricola e di allevamento di bovini sull’Isola di Tasmania  per 280 milioni di AUS dollari.

Secondo i dati 2016 la Cina  è ormai il Paese con i maggiori investimenti nel settore agricolo australiano stimati in oltre 700 milioni di AUS Dollari.

Gli investimenti cinesi non disdegnano neppure acquisizioni in aree lontane e disagiate quali quelle del confine tra Cina e Russia, dove gestiscono decine di migliaia di ettari di terreno nell’estremo est russo, dove la maggior parte degli appezzamenti non erano coltivati dai residenti.

Il Paese dove gli investimenti cinesi sono maggiori è l’Ucraina, oggi la più grande azienda agricola cinese; nel 2013 la Xinjiang  Production and Construction Corps firmò un accordo con l’Ucraina KsgAgro con il quale centomila ettari di terreni coltivabili furono assegnati alla Cina con l’opzione di ulteriori cessioni.

Che gli investimenti cinesi all’estero interessino ormai l’intero nostro pianeta ha piena conferma dalle operazioni dello Zhongliang Group che ha investito in Argentina, Brasile  e altri Paesi dell’area, puntando sulla coltivazione della soia, del mais e della colza.

Questa bramosia cinese di accaparrarsi terreni coltivabili e allevamenti ha anche una sua ragione d’essere, dal permesso concesso alcuni anni fa alle famiglie cinesi di avere due figli: una possibilità che le famiglie aspettavano da tempo e che porterà aumenti esponenziali in numerosi settori, un esempio per tutti il consumo di latte.

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