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Scienza e Salute

Torino - CTO: braccio staccato e distrutto in fabbrica recuperato dopo 12 ore di intervento

Liliana Carbone per Civico20 News

14 Luglio
11:00 2017

Un braccio di un trentenne, strappato e devastato da un macchinario e che molti ospedali ritenevano impossibile ricostruire, è stato reimpianto al Cto di Torino.

 

L’arto amputato all’altezza della spalla e lesionato gravemente in altri due punti è stato riattaccato con un intervento record durato 12 ore. L’équipe medica degli anestesisti del dottor Maurizio Berardino, i microchirurghi del gruppo diretto dal dottor Bruno Battiston e i chirurghi vascolari del dottor Maurizio Merlo, direttore della chirurgia vascolare delle Molinette hanno sottoposto un 31enne alla lunga e complessa operazione: sono pochi nel mondo gli interventi di questo genere. 

 

Il terribile incidente era avvenuto giovedì scorso, in una ditta della provincia di Brescia che lavora materie plastiche. L’operaio stava svolgendo la sua mansione. Davanti a lui la macchina per riciclare la plastica, una sorta di enorme vite che raccoglie, ruotando su se stessa, il materiale e lo ingloba all’interno. Con ogni probabilità del materiale è rimasto incastrato tra una lama e l’altra del corpo rotante: l’uomo avrebbe quindi tentato di sbloccare il macchinario, che però ha stritolato anche il suo braccio destro. 

 

L’arto è stato letteralmente strappato dalla spalla, l’avambraccio fratturato e la mano amputata. L’operaio è stato trasportato agli Spedali Civili di Brescia: qui, dopo aver valutato la gravità della lesione, è stato deciso di contattare altri centri di chirurgia della mano in Lombardia. Ma nessuno di questi ha accettato. È stato perciò contattato il centro del Cto, uno dei più attrezzati in Italia. I medici bresciani hanno fatto presente ai colleghi torinesi che difficilmente l’arto sarebbe stato ricostruibile, ma hanno comunque chiesto di valutare le possibilità di trattamento.

 

Visionate le immagini trasmesse attraverso il Web, il centro torinese ha accettato di intervenire. L’uomo, intubato, è stato trasferito con l’eliambulanza al Cto a metà pomeriggio.

«In questi casi la tempestività è fondamentale per ridurre i tempi di ischemia del segmento amputato » 

ha spiegato il dottor Battiston (nell'immagine a lato). Vengono infatti impiegate più di 12 ore per ricostruire i vasi sanguigni, le strutture nervose a più livelli e le parti lesionate.

«In interventi eccezionali come questo - ha raccontato ancora Battiston -, dove non c’è solo una lesione netta ma il trauma è gravissimo perché il pezzo amputato è anche lesionato ad altri due livelli, con schiacciamento e frattura dell’avambraccio e subamputazione della mano, il rischio di infezioni e di complicanze sono altissime.

 

 

Abbiamo fatto il massimo per dare a questo giovane una nuova vita. Il braccio è stato reimpiantato e sta mantenendo una buona circolazione. Il recupero funzionale dipenderà dalla rigenerazione delle strutture nervose ricostruite » .

Una volta sveglio, la prima cosa che il giovane ha domandato ai medici è stata:

«La mia mano tornerà come prima? ».

«Avrà il suo braccio e la sua mano - gli ha risposto il dottor Battiston - che torneranno a funzionare non bene come prima, ma comunque meglio di una protesi». 

 

 

Liliana Carbone 

 

 

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