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La festa del Piemonte all’Assietta: una ricorrenza storico culturale che rievoca sentimenti autonomistici

Quando comparve sul colle, come sfida identitaria, lo striscione di “Piemont Liber – Autonomia”

13 Luglio
15:00 2017

L’evento militare avvenne il 19 luglio 1747 al colle trincerato dell’Assietta, che si trova a quota 2500 metri d’altitudine e sullo spartiacque tra la Val Susa e la Val Chisone.

La ricorrenza  di quest’evento per il 2017 è stata fissata dalle istituzioni politiche, culturali, associative regionali per domenica 16 luglio (con inizio sabato 15 c.m.).

Le cronache dell’epoca ci offrono la descrizione dello scenario: 13 battaglioni di fanteria (7000 soldati prevalentemente piemontesi, con la presenza di austriaci, svizzeri e milizie valdesi) bloccarono con successo il tentativo di sfondamento e d’aggiramento di un forte esercito franco-spagnolo (33 battaglioni per un totale di 40.000 soldati), ottenendo una brillante e clamorosa vittoria, che di fatto interrompeva, per quell’anno, le operazioni militari in Italia.

Uno scacco militare netto, dove i franco-spagnoli lasciarono in poche ore sul campo circa 5500 morti tra ufficiali e soldati, compreso il loro coraggioso comandante in capo, il generale Louis Charles Armand Fouquet de Belle-Isle, detto anche Chevalier de Belle-Isle.

Battaglia dell’Assietta – 19 luglio 1747

La storia della Guerra di Successione Austriaca e le sue ricadute geo-politiche sono note, come il ruolo che il Regno di Sardegna di Carlo Emanuele III di Savoia giocava nel contesto europeo.

Tuttavia l’evento dell’Assietta, sia all’epoca del fatto d’armi, che dopo, si colorò di diversi significati: militari, culturali-identitari e anche politici.

La figura dei “bogia nen”, cioè dei soldati piemontesi che a costo della vita non avrebbero retrocesso, né si sarebbero arresi, evidenziava nella realtà il carattere di un popolo che aspirava alla propria identità culturale e alla difesa della forma istituzionale dell’epoca, contro l’occupazione straniera.

Indirettamente si confermava anche, da quest’evento, l’aspirazione delle diverse componenti popolari del Piemonte, a ricercare un proprio destino comune, attraverso un percorso che doveva tenere conto dei germi ancestrali autonomistici delle popolazioni locali.

Questo era anche il messaggio che, in subordine, veniva dato alle cancellerie europee e che trovava conferma nella stabilità politico-sociale del Regno di Sardegna di Carlo Emanuele III di Savoia.

Da allora sono passati 270 anni e la ricorrenza attuale di questo importante evento, ripresentato e contaminato da tanti inevitabili condizionamenti culturali e politici, cosa può ancora significare nella percezione collettiva e popolare?

Le opinioni in merito sono inevitabilmente diverse.

Di certo, nelle aspettative della cultura e del potere politico dominate, la Festa dell’Assietta (cioè la 50° Edizione 2017 della “Festa del Piemont” al Colle dell’Assietta) dovrebbe essere esclusivamente una ricorrenza di grande “kermesse popolare”, paragonabile ad altri importanti eventi di successo e di evasione di massa, che hanno caratterizzato i nostri tempi.

L’affermazione ufficiale, secondo cui la Festa dell’Assietta deve essere una manifestazione “completamente apartitica e apolitica”, è una consuetudine istituzionale a cui tutti dovrebbero  attenersi, ma nella realtà veicola evidenti “crepe d’ipocrisia”.

Anzi, emerge costantemente la tentazione di depurare in modo sbrigativo i riferimenti storici che potrebbero prestarsi a interpretazioni che fanno riferimento a specifiche proposte che hanno da tempo una rappresentanza politico-istituzionale in Regione e nel Paese.    

Infatti l’obiettivo di sempre è quello di indirizzare la “storia dell’evento” in causa verso una versione univoca che, complice uno scenario di indiscutibile bellezza ambientale alpina, associ automaticamente questa gradevole sensazione all’autenticità e condivisione del messaggio ufficializzato.

Probabilmente questo “messaggio” è recepito inconsapevolmente dalla stragrande maggioranza dei partecipanti.

Tuttavia esiste ancora una significativa quota di cittadini che alla ricorrenza dell’Assietta riconosce  una valenza di testimonianza culturale e politica particolare e precisamente quella del rilancio dell’”Autonomia Regionale” e del Federalismo, evento che trovava solide radici e consensi già all’ inizio degli anni ’80.

La storia attuale, anche se ci sono stati pesanti tentativi revisionistici, ci consegna l’iter degli eventi di quell’epoca, dove il difficile e sovente contradditorio percorso delle proposta autonomista continua a sollevare aspettative e consensi elettorali da parte della società piemontese.

Aspettative che un gruppo di coraggiosi militanti interpretò con notevole anticipo nei primi anni ‘80, collocando nottetempo  un gigantesco striscione su di un’altura dell’Assietta, inneggiante al “Piemont Liber e Autonomo”, sorprendendo la vigilanza che tentava d’impedire queste azioni definite  provocatorie.

Era la prima azione-manifestazione spontanea che esprimeva una esigenza di identità culturale, politico-amministrativa repressa nella società piemontese e che prendeva corpo dallo scenario simbolico della Festa dell’Assietta.

Gli alterni destini dell’autonomismo piemontese, tra speranze e delusioni, sembrano ancora navigare su incertezze e senza quella “vis a tergo” dei “consensi”, necessaria per il successo di questo obiettivo storico.

Inoltre la realtà attuale economico-finanziaria-industriale (nazionale, europea e internazionale) ostacola e tende a snaturare le legittime aspettative autonomiste-federaliste, presentandole subdolamente come una prospettiva obsoleta e sconfitta irreversibilmente dalla globalizzazione trionfante.

La sfida tra l’omologazione globale e la legittima reazione della società,  consapevole di preservare l’identità dell’individuo e delle relative comunità, offre purtroppo segnali che potrebbero indicare il successo del primo soggetto.

Tuttavia la storia ha sempre riservato incredibili sorprese, con rovesci e con clamorosi cambi d’ inversione.

In ogni caso la ricorrenza della Festa dell’Assietta, offre ancora, almeno per un giorno, l’occasione di coltivare questo sogno di identità e d’orgoglio piemontesista, in un contesto di convivialità festosa.

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