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Spettacolo

Pamparato (CN) I Concerti della quarta settimana del Festival dei Saraceni dal 17 al 23 luglio

S’inizia martedì 18 con il “Buon compleanno Monteverdi”, per poi seguire con i concerti del 20 e 22 luglio

17 Luglio
10:30 2017

Sabato scorso, la rassegna musicale, uscendo dai canoni rituali dei concerti in programma, ci ha dedicato l’originale quasi opera “Il farmacista burlato”.

Anche il pubblico più esigente ha trascorso una piacevole serata, grazie alla regia dell’autore  Corrado Rollin ed all’esecuzione dei docenti del corso musicale di musica antica e barocca.

L’aspetto saliente, che contraddistingue ancor più la caratteristica propria del festival che ha superato con quest’edizione i cinquant’anni, è stato la partecipazione dei piccoli allievi che con compostezza accattivante hanno conquistato la scena.

Successo dei docenti, bravura dei giovanissimi allievi, lungimiranza degli ideatori e continuatori di questa nobile avventura musicale.


Si apre ora un’ulteriore settimana di stimoli e, ci auguriamo di successi.

“Il Corso di Musica Antica, come ci precisa il musicologo Giovanni Tasso, porta nella idilliaca cornice di Pamparato un nutrito gruppo di giovani musicisti di grande talento, che prendono il posto delle verdi speranze del Summer Camp che hanno vivacizzato la cittadina per tutta la settimana precedente.

Si tratta di un appuntamento ormai irrinunciabile per i cantanti e gli strumentisti che desiderano approfondire le proprie conoscenze sulla prassi esecutiva del Sei-Settecento, che possono contare su un gruppo di insegnanti molto qualificati e su un ambiente estremamente tranquillo e ideale per dedicarsi anima e corpo alla musica”.

“L’aspetto più interessante di questa settimana, ci precisa il musicologo Tasso, è costituito dalla possibilità di ascoltare due concerti che vengono letteralmente “montati” sul posto, con gli insegnanti e gli allievi impegnati a studiare a fondo le opere che verranno eseguite e che – per questo motivo – non vengono mai decise in anticipo.

In base alle caratteristiche, agli interessi e alla propensione dei musicisti presenti viene definito il programma migliore possibile, in modo da garantire un ascolto molto gradevole, spesso abbinando opere di autori famosi ai lavori di compositori virtualmente sconosciuti, una “politica” che da oltre mezzo secolo garantisce al pubblico della musica antica anche il piacere della scoperta”.

“I concerti, prosegue il professor Tasso,  avranno un prologo martedì 18 luglio alle ore 21, con la conversazione sotto il tiglio della piazza Buon compleanno Monteverdi! di Giovanni Tasso, che verrà piacevolmente intervallata da alcuni brani del grande compositore cremonese eseguiti dal soprano Barbara Zanichelli, uno dei docenti più apprezzati del Corso di Musica Antica, accompagnata al clavicembalo dal direttore artistico Maurizio Fornero.

Giovedì 20 luglio alle ore 21 nell’accogliente cornice del Salone del Palazzo Comunale di Pamparato si terrà il primo dei “concerti sorpresa” accennati in precedenza – un’iniziativa che peraltro viene portata avanti anche dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI – tenuto dai docenti del Corso di Musica Antica, un’occasione imperdibile per immergersi nel repertorio barocco con immediatezza e spontaneità, senza le barriere che molti percepiscono nelle grandi sale da concerto.

Sabato 22 luglio alle ore 21 nella Chiesa di San Biagio di Pamparato verrà proposto Alla corte del Re Sole, un concerto interamente dedicato al repertorio del Grand Siècle francese e in particolare ad alcune delle opere dei suoi artisti più rappresentativi, vale a dire Jean-Baptiste Lully e Jean-Philippe Rameau.

Sebbene oggi sia considerato uno dei maggiori alfieri dell’opera francese, in realtà Jean-Baptiste Lully nacque a Firenze nel 1632 con il nome di Giovanni Battista Lulli.

Partito dalla casa paterna nel 1646 al seguito di Ruggero di Lorena, uno dei figli del duca di Guisa, che cercava un giovane italiano per fare perfezionare sua nipote la duchessa di Montpensier nel nostro idioma, il non ancora quattordicenne Giovanni Battista ottenne i più alti onori riservati a un musicista prima di morire in maniera romanzesca per una cancrena causata da una ferita al piede provocata dal pesante bastone di metallo con cui batteva il tempo all’orchestra.

Originario della città periferica di Digione, Jean-Philippe Rameau non fu esattamente quello che si suole definire un fanciullo prodigio. Infatti, in un primo tempo la musica fu per lui un peso, con ogni probabilità a causa delle pedanti lezioni impartitegli dal padre organista.

Il ragazzo decise così di dedicarsi alla poesia, dove però si trovò la strada sbarrata da una assoluta mancanza di talento che lo risospinse verso la musica.

Dopo un breve viaggio di studio in Italia, Rameau iniziò a mettersi in luce come organista e cembalista, dirigendo l’orchestra del potentissimo ministro Alexandre Le Riche de la Pouplinière, ma senza riuscire a imporsi tra le figure dominanti dell’epoca.

In questo periodo la passione per la letteratura lo spinse a stringere una sincera amicizia con Voltaire e a entrare in polemica con gli Enciclopedisti, e in particolare con Jean-Jacques Rousseau, che molti anni più tardi gliela avrebbero fatta pagare cara con la clamorosa Querelle des bouffons, che avrebbe sancito la definitiva superiorità dell’opera buffa italiana sulla ormai obsoleta tragédie-lyrique.

A cinquant’anni, un’età che nel XVIII secolo coincideva con la piena maturità, Rameau era considerato un organista di buon talento e un compositore pressoché trascurabile, visto che fino a quel momento la sua produzione era limitata a una serie di opere sacre e a lavori per clavicembalo e organo.

Tuttavia – quasi volesse dimostrare il famoso detto secondo il quale la vita comincerebbe proprio a cinquant’anni – il compositore francese scrisse Hyppolyte et Aricie, un capolavoro superiore sotto tutti gli aspetti alle tragédie-lyrique messe in scena prima di lui da autori del calibro di Lully e di Campra.

I contemporanei accolsero con grande entusiasmo quest’opera, affermando che avesse musica sufficiente per scriverne altre dieci e che il suo autore avrebbe sicuramente finito per eclissare tutti gli altri”.

“Questo trionfo, conclude il professor Tasso, spalancò a Rameau tutte le porte dell’establishment musicale parigino, compresa quella della corte di Luigi XV, e lo rese di fatto il compositore più emblematico della Francia per quasi vent’anni, fino alla Querelle des bouffons del 1752 che diede inizio al tramonto della tragédie-lyrique, ma senza scalfire il prestigio di quello che ne era stato il suo interprete più geniale e ispirato”.

La Pro – loco di Pamparato, presenta un’iniziativa che ha già riscosso i favori degli spettatori del Festival nell’edizione del 13 luglio.

Nei giovedì 20, 27 luglio e 3 e 24 agosto, alle ore 18, ritrovo e iscrizione dei partecipanti, in via Roma.

Con il programma “Arte & Sapori & Musica” si organizzerà una visita guidata agli affreschi antichi del circuito Preghiera Dipinta di san Bernardo e San Biagio.

Seguirà la “merenda sinoira”  presso i ristoranti Roma (0174 35120) e Alpi di Pamparato (0174351124), a carico dei partecipanti.

Alle 21, ingresso al Festival di Musica Antica, come da programma.

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