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Cinema

“2:22 – Il destino è già scritto”

Pasticcio surreale dalle premesse intriganti ma il cui sviluppo alla lunga delude

26 Luglio
13:00 2017

Anno: 2017 

Titolo originale: 2:22

Paese: USA, Australia

Durata: 98 minuti 

Genere: Thriller

Regia: Paul Currie

Soggetto: Todd Stein

Sceneggiatura: Todd Stein, Nathan Parker  

Cast: Michiel Huisman, Teresa Palmer, Sam Reid, Kerry Armstrong, Jessica Clarke

L’attore olandese del Trono di Spade Michiel Huisman è protagonista del thriller surreale 2:22 – Il destino è già scritto, diretto dall’australiano Paul Currie.

Dylan lavora all’aeroporto JFK di New York, con il delicato compito di dirigere atterraggi e decolli, che svolge al meglio grazie alla sua peculiare abilità di “vedere” schemi. Le sue giornate sono scandite da una rasserenante routine, ma quando conosce Sarah e si accorge che ogni giorno, nelle stesse ore, rivive piccoli eventi identici culminanti alle 2:22 alla Grand Central Station, la sua vita gli apparirà come un misterioso disegno già tracciato, legato a un certo evento tragico del passato.

Intriganti e originali le premesse, a partire dalla capacità singolare del protagonista di vedere un ordine dove altri vedono il caos, ritratta nelle affascinanti sequenze iniziali, dove seguiamo le sue direzioni millimetriche e precisissime per orchestrare il traffico aereo, uno scorcio interessante su ciò che sta dietro a un’azione apparentemente lineare come prendere un aereo.  

Idea vincente anche la svolta surreale del film, ovvero l’innaturale reiterazione di situazioni quotidiane vissute dall’uomo, come possono esserlo passare davanti a una donna che ride, sentire un clacson, assistere a un incidente stradale, eventi del tutto normali in una metropoli come New York, immortalata in immagini accattivanti, con la sua confusione, vitalità e alcuni luoghi-simbolo (nonostante il film sia stato girato, in parte, anche in Australia).

Non mancano sequenze avvincenti e di altissimo livello spettacolare, come quella mozzafiato del quasi schianto tra due aerei, sempre nella prima parte del film, e il film beneficia di una buona sceneggiatura, opera di Nathan Parker (già autore di quella del fantascientifico Moon di Duncan Jones) e Todd Stein.

Ma a un certo punto, troppo presto, 2:22 smette di essere un film intrigante su temi quali tempo, destino, ordine e caos e si trasforma in qualcosa di visto tante volte, polpettone con il colpo di fulmine, l’amore predestinato, l’astronomia che diventa astrologia e addirittura la reincarnazione.

Non un fallimento totale, ci fa comunque passare un’oretta e mezza con sano intrattenimento cinematografico estivo, ma sarebbe stato un grande film se non avesse attinto a soggetti iper-frequentati e un tantino grandiosi.

La colonna sonora, firmata da Lisa Gerrard (che nel 2001 condivise un Golden Globe con Hans Zimmer per la meravigliosa colonna sonora de Il gladiatore) e James Orr, alterna momenti di onirismo ad altri di marcata sottolineatura drammatica, ma, nel complesso, funziona bene come accompagnamento a un film già di per se “decorativo”.

Michiel Huisman, il Daario Naharis del Trono di Spade, già alle prese con una storia surreale sul tempo in Adaline – L’eterna giovinezza nel 2015, è impegnato almeno quanto la sua co-protagonista australiana Teresa Palmer (l’innamorata Sarah) nel rendere una performance intensa e convinta, che è forse il maggior pregio del film. Completa il cast il britannico Sam Reid nei panni di Jonas, ex fidanzato geloso di Sarah.

 

Un film non privo di fascino, visivamente pregevole e sostenuto da buone prove attoriali. Purtroppo, lo sviluppo narrativo delude, impedendo alla pellicola di diventare un’opera davvero memorabile e originale. 

 

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