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Economia e finanza

L’impresa della cultura. La cultura che fa impresa

Perché accogliere la sfida di mettercisi in gioco

11 Agosto
08:00 2017

Non “coperta mediaticamente” come avrebbe dovuto, vista la strategicità della questione affrontata, lo scorso 5 luglio, a L’Aquila, si è svolta la prima Conferenza nazionale dell'impresa culturale. A organizzarla Federculture, Agis, Alleanza Cooperative Italiane Turismo e Beni Culturali e Forum nazionale del Terzo Settore.

Da questa momento di confronto complessivo, ma basta uno sguardo attento e non rassegnato per cogliere questa evidenza, emerge la concretezza d’impresa del settore culturale nel nostro Paese.

Secondo i dati della fondazione Symbola, il sistema produttivo culturale e creativo ha una fetta di mercato consistente. Ad oggi coinvolge 413.752 imprese con un milione e 495 mila occupati e crea un valore aggiunto complessivo di 89.9 miliardi di euro.

Le ricchezze culturali italiane sono infatti numerose: 4.158 musei, 282 aree archeologiche, 536 monumenti, 13.800 biblioteche, 871 aree naturali protette e 2.500 siti Rete Natura 2000.

Il settore culturale rappresenta il 16,5% del nostro Pil ma solo il 9% dei siti crea la maggior fetta di questi introiti. Nel 2016 ha prodotto però l’1,8% in più rispetto al 2015, con una crescita dell’occupazione pari all’ 1,5%.

L’Italia è un fatto culturale planetario, L’Italia nel suo complesso, anche la sua decisiva insigne provincia. Purtroppo, però, per limiti del pubblico ma anche per quelli del privato, non si riesce a determinare una serie di rete che la rendano interessante nel suo complesso.

Come ha ben rilevato Legambiente, riflettendo sulla Conferenza de L’Aquila, “Il problema sta nella creazione di un sistema culturale condiviso. L’accesso alla cultura si concentra nelle maggiori aree metropolitane mentre i piccoli centri scompaiono. Le imprese culturali devono dare accesso alla cultura in qualsiasi città”.

La cultura è impresa, in tutti i sensi. Tutta Italia, anche i borghi dell’Italia profonda, quest’Italia delle “mille patrie”, deve complessivamente accogliere la sfida di mettercisi in gioco.

 

Marco Margrita

@mc_margrita

 

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