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Torino FC vs Trapani Calcio7-1

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE: il Toro batte al tie-break i siciliani a supera senza affanni il 3░ turno di Coppa Italia

12 Agosto
00:00 2017

Settantacinque giorni dopo la chiusura del campionato 2016-2017, si ricomincia, con il primo turno di Coppa Italia.

Si ricomincia con un Toro quasi del tutto uguale a quello che abbiamo lasciato a fine Maggio, con gli stessi pregi (pochi) e gli stessi difetti (tanti).

 

Settantacinque giorni dove ha tenuto banco, sia la querelle sulla cessione di Belotti, argomento gonfiato parecchio e in modo alquanto ignobile da organi di stampa e televisioni (personalmente ho brutti presentimenti, ma ne parlerò a mercato concluso); sia il mercato vero e proprio, mai come quest’anno “immobile” (si, lo rimpiango, eccome) e “sottotraccia” (definizione dell’imprenditore di Masio).

 

“Sottotraccia”, se pensiamo a tre elementi: uno, riguardante alcuni giovani di belle speranze (portiere di riserva e due difensori), ingaggiati e riscattati prima dell’apertura del mercato stesso, due, un leone indomabile, tutto da ri-decifrare, tre, un attaccante ai più sconosciuto, arrivati, gli ultimi due, nella sorpresa generale.

“Immobile”, soprattutto perchè un attaccante da affiancare o in sostituzione del “Gallo” ancora non c’è, non si vede all’orizzonte, ma dovrebbe essere la priorità, visto che Maxi Lopez è fuori rosa.

I vari Simeone e Zapata mi sanno tanto di fumo negli occhi, o di montature sapientemente artefatte: per averli bisogna spendere, e qui casca l’asino, come sempre.

 

Ok, va bene,Thomàs “El General” Rincon è uno dei nostri: il giocatore che manca da anni a centrocampo e che in poche partite probabilmente diventerà l’idolo dei tifosi (un Pasquale Bruno del nuovo millennio); ma la quasi contemporanea cessione di Benassi proprio non mi va giù: cedere il capitano dell’Under 21 a quella che può essere una concorrente alla corsa all’Europa, mi pare un atteggiamento alla Garibuja.

Cioè, cedere un giocatore appena ventuduenne per un quasi trentenne, mah...

 

Certo, possiamo stare tranquilli: il tesoretto aumenta e ci porta di diritto a vincere l’ennesimo scudetto del bilancio (vorremo mica fallire?), poco ma sicuro, ma tenerlo al caldo, lascia ben lontana la mitica “asticella”, che, a tutt’oggi, neanche Tamberi riuscirebbe a raggiungere (notate bene, raggiungere, non superare), poco ma sicuro anche questo.

 

Mi auguro di essere smentito, pure clamorosamente e in breve tempo, ma dopo dodici anni la vedo dura, molto dura.

 

Discorso a parte per il modulo scelto dall’allenatore: non mi piace e non mi convince, ma anche in questo caso la smentita è molto ben accetta e più presto arriva, meglio è.

 

Queste sono le premesse, questo è lo stato d’animo con il quale vado allo stadio stasera: non posso mancare perchè, nonostante tutto e nonostante Cairo, amo la maglia granata e mi piace vederla su un campo da calcio, da cinquant’anni giusti giusti.

 

Si comincia quindi la nuova stagione col III turno di Coppa Italia e il Mister manda in campo questa formazione (4-2-3-1):Sirigu; Zappacosta, N’Koulou, Moretti, Molinaro; Obi, Acquah; Falque, Ljajic, Berenguer; Belotti (cap).

 

La partita finisce in goleada, le reti potevano essere almeno il doppio, e, pur tenendo presente la pochezza degli avversari, ha offerto alcuni spunti di riflessione.

 

Innanzitutto il modulo, che pur non essendo spettacolare come il 4-3-3, risulta meno dispendioso e permette ai trequartisti di ripartire con folate micidiali, poi i nuovi arrivati: N’Koulou sembra giochi da sempre nel Toro, piedi buoni, tecnica sopraffina e gran senso della posizione, Berenguer, un folletto velocissimo, ma che sa anche rientrare, con spiccato senso del goal, quasi ingiudicabile Sirigu, complice dell’ormai consueta dormita collettiva della difesa.

Gran partita di Ljaijc, anche se non ha segnato, e di Iago Falque, ormai giocatore fondamentale per questa squadra.

Centrocampo così così, buono in interdizione ma meno incisivo nell’impostazione, in attesa di Rincon e Baselli, titolari sicuri.

 

Una partita che sicuramente è servita per provare gli schemi e trovare l’amalgama, in vista dell’esordio in campionato contro il Bologna, impegno sicuramente più probante della partita di stasera.

 

Chiudo parlando di Belotti: gran partita la sua, il solito combattente affamato di goal, due reti segnate e due propiziate, altrettante mancate di un soffio.

Ma perchè non ha “galleggiato” neanche una volta?

Sarà un segno?

Ai posteri, anzi al 31 Agosto, l’ardua sentenza.

 

 

 

 

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