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L’uomo, i misteri e l’ignoto

La triplice statura umana sconnessa dalla nascita: corpo, anima e spirito chiamati a divenire un'unica cosa.

10 Settembre
11:00 2017

E’ notorio a tutti che la statura umana fondamentale dell’essere umano è formata da tre livelli: il corpo, l’anima e lo spirito. Questa definizione, seppur esatta, rimane tuttavia molto vaga, poiché si è perso il reale significato di tutti i tre aspetti citati.

Secondo il puro insegnamento esoterico, per corpo si deve intendere un insieme quadruplice sempre più sottile: oltre la statura fisica a noi ben nota, esiste un corpo energetico chiamato “eterico”, formato dai quattro eteri che rappresentano i mattoni  invisibile della materia.

Oltre ciò esiste, ben organizzato e molto ampio, il corpo astrale, sede questo di tutti i desideri, le aspirazioni, le cupidigie e le inclinazioni dell’essere umano. Questo corpo è molto plastico, e si può riempire di ogni sorta di creazioni fantomatiche che alla lunga  controllano l’uomo, esigendo da lui azioni bene determinate, per mantenere intatto il bastione astrale che lo compone.

Oltre ciò vibra il corpo mentale, un nebuloso agglomerato più sottile di quello astrale, ma non di meno costretto a seguire le inclinazioni degli altri tre.

L’anima  dovrebbe rappresentare il fattore di coesione tra le suggestioni dello spirito e il corpo. Però, in quanto razza umana, attualmente tutti nasciamo con un’anima molto opaca, densa, piena di cupidigie inferiori.

Questa anima, nella quasi totalità dei casi, non è più in diretto contatto con le forze dello spirito e tende a rivolgersi solo ai nutrimenti inferiori che il piano fisico-materiale offre a profusione.

In effetti la maggior parte degli uomini non possiede più un anima divina, ma solo un anima cristallizzata simile a quella degli animali. Per tal ragione, il contatto con lo spirito è rotto per il maggior numero di individui, quindi il terzo aspetto della statura umana, ovvero lo spirito, è mancante fin dalla nascita, e deve essere, per così dire, riattivato.

Questa nuova connessione con i domini dello spirito, si può effettuare solo introducendo l’anima naturale in un processo di rinascita strutturale, in modo da renderla leggera e ricettiva. La statura plumbea psichica così trasformata, diviene gradualmente atta ad entrare in contatto con le suggestioni dello spirito, che è un fuoco.

L’anima invece è un’acqua, e se riportata quindi ad una purezza sufficiente, col contatto con il fuoco spirituale incomincia ad evaporare, portando pian piano come frutto la sublimazione anche di un nuovo corpo. Quindi ogni attività rigenerativa deve iniziare dallo stato animico dell’essere, che infatti, fungendo da intermediario tra corpo e spirito, ricrea l’armonia perduta ed assente attualmente nell’uomo.

Nelle nozze alchemiche di Cristiano Rosacroce, tre sono i principali protagonisti delle tanto bramate nozze regali: lo stesso Cristiano Rosacroce, la regina e il re. Questi tre  simboleggiano propriamente i tre aspetti di cui qui parliamo.

Il primo rappresenta la statura corporale con tutti i suoi aspetti compreso quindi anche la coscienza ego, la seconda indica l’anima risvegliata e purificata e il terzo simboleggia lo spirito, divenuto di nuovo attivo nel microcosmo umano. L’unione di questi tre porta l’uomo ad un processo di trasfigurazione, elevando l’intero essere allo stato di uomo cosmico che nella cabala ebraica è chiamato Adam Kadmon.

Tutto inizia dall’anima, che ha sede nel cuore. E’ da notare che la rinascita evangelica dell’anima avviene nella grotta del cuore, in mezzo alle grandi perturbazioni del sentimento mistico naturale.

Dopo un processo complesso, però detta anima sboccia come un fiore d’oro nella cavità frontale, luogo sede dell’io. Quando questo “re Erode” viene definitivamente spodestato dal suo trono naturale, allora al suo posto l’anima riluce come un unicorno anche all’esterno della statura corporale.

Nel  Parzival, Wolfram Von Eschenbach narra che, sotto  il corno dell’unicorno, vi è un diamante di grosso splendore. E’ una citazione velata a quello che stiamo dicendo: il diamante infatti indica la cristallizzazione geometrica perfetta dell’anima rinata che si posiziona dietro l’osso frontale, irradiando come un unicorno la forza dello spirito che incomincia a comunicare direttamente nell’anima.

Bisogna tener conto quindi, che il corpo è anch’esso un elemento importante nell’economia delle cose e non, come ipotizzato in certi ambienti mistici, un qualcosa di spregevole ed inferiore, da torturare e da negare assolutamente se si vuol ottenere la rinascita: come visto, il corpo deve divenire il ricettacolo, attraverso l’intermediazione dell’anima, delle potenti suggestioni dello spirito.

Il cuore sede materna dell’anima, diviene un tutt’uno con la testa, il ricettacolo dello spirito e questa collaborazione stretta si manifesta nell’atto pratico attraverso l’azione concreta del corpo.

Queste sobrie indicazioni vogliono essere uno stimolo ad approfondire le citate nozze alchemiche: un processo assai complesso dai vari aspetti che non è possibile descrivere in dettaglio in un breve articolo. Comunque sia, bisogna ben riflettere alle parole del vangelo in cui viene affermato che l’anima che pecca deve morire.

Questo si riferisce al fatto che, se un anima naturale non si impegna coscientemente durante il suo soggiorno terreno nella rinascita strutturale, rimane incatenata alla ruota delle incarnazione e, come il corpo è destinata all’estinzione.

Il microcosmo non manifestato nella rinascita, sarà costretto così ad una nuova incarnazione, adottando, per così dire, non solo un nuovo corpo, ma anche una nuova anima naturale.

Quindi anche la nostra attuale anima è mortale e lo rimarrà fintantoché il legame con lo spirito non sia di nuovo realizzato, permettendo così la perfetta collaborazione tra corpo, anima e spirito.

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