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I quadrumviri di Bergoglio

Una donna e tre uomini

29 Agosto
09:00 2017

 Sono rimasti male. Loro affermavano quasi tutti i giorni, che gli immigrati, che stavano dilagando nel nostro paese, erano tutti buoni e per bene, disposti ad accettare le regole di chi li aveva benignamente accolti. I quadrumviri che incitano ad accogliere tutti coloro che arrivano rispondono ai nomi di SAVIANO, BOLDRINI, GALANTINO e TARQUINIO. Negli ultimi mesi si è a loro aggregato anche il ministro renziano DELRIO.

Il loro comune mantra recita, rievocando un detto dei tempi del fascismo, “E’ BERGOGLIO CHE TRACCIA LA STRADA, MA SONO I QUADRUMVIRI CHE LA PROTEGGONO”.

 

E’ difficile capire se sono stati turbati dalla turpe vicenda di Rimini, dove quattro “individui o quattro persone od un gruppo non meglio specificato”, termini adottati dai soliti mass media per evitare di dire che erano immigrati, hanno aggredito sulla spiaggia due giovani polacchi in vacanza, riducendo in fin di vita l’uomo e violentando in gruppo la ragazza.

 

Un episodio che, subito diffuso dai media di tutto il mondo, ha gettato una pesante ombra di discredito internazionale sulla città di Rimini (dove gli stupri sulle spiagge si ripetono ogni estate), su tutta la riviera romagnola e di riflesso su tutta la gestione del turismo del nostro paese.

 

Va rilevato infatti che il buon sindaco di sinistra della cittadina romagnola non è affatto nuovo a manifestazioni di buonismo peloso. Aveva in animo, dopo la stagione estiva, di individuare alcune aree libere all’interno dell’abitato per poterle offrire, una volta arredate, alle comunità di zingari dei dintorni. 

 

Forse il suo obbiettivo era quello di incrementare, con richiami esotici e di colore, quel tipo di turismo che ricerca esperienze eccitanti ed è  in cerca di percorsi avventurosi..

 

Siamo ora in attesa che i quadrumviri bergogliani, i più sopra ricordati Saviano, Boldrini, Galantino e Tarquinio, ci diano la loro versione sui fatti di Rimini. E’ probabile che, come in tutti gli altri casi di stupro, definiscano la feroce aggressione ai turisti polacchi come una ricerca di affetto,  messa in atto da poveri immigrati disadattati, strappati dalle loro terre, privati delle loro donne e pertanto dediti all’alcool ed a qualche droga solo per dimenticare la loro triste condizione.

 

Siamo sicuri che non ci deluderanno.  

 

 

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