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Cronaca Torino

Torino - Riunione del Tavolo sulla qualità dell’aria

La prima in vista del prossimo autunno-inverno.

9 Settembre
11:00 2017

Convocato dalla consigliera delegata all’ambiente Elisa Pirro, si è riunito nella sede di corso Inghilterra della Città metropolitana, il tavolo di coordinamento dei Comuni per la qualità dell’aria.

Sono state discusse e approfondite le considerazioni e le proposte avanzate dagli assessori all’ambiente presenti alla riunione, basate sulla delibera della Giunta regionale del 5 giugno scorso.

È stato approvato lo “schema di accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell’aria nel bacino padano”.

In questo documento vengono definite le misure minime temporanee da adottare nell’inverno 2017/2018 a fronte di periodi con persistenti valori di qualità dell’aria superiori ai limiti.

“In attesa che la Regione emani, si presume a breve, un documento in cui verranno definiti in dettaglio i criteri per l’implementazione delle misure come gli orari, le tipologie di veicoli interessati, le esenzioni, i meccanismi di attivazione e altro” - ha commentato la consigliera Pirro - abbiamo ritenuto opportuno avviare un confronto a livello metropolitano per definire una posizione condivisa, evidenziare le criticità e riportare alla Regione gli intendimenti del territorio”.

Per la qualità dell’aria, Torino è la città più inquinata d’Italia e la Pianura Padana è una delle zone d’Europa con la più bassa qualità dell’aria.

Dando uno sguardo alla mappa mondiale dell’inquinamento dell’aria nelle città, l’Italia conta 30 città a rischio. A Torino, segue Milano, Napoli e Roma. Ovviamente il calcolo è relativo a quei centri urbani in cui viene monitorata la qualità dell’aria.

 Secondo i dati Oms, tutte le città rilevano la presenza di inquinanti, ma sono le metropoli a basso reddito a rischiare di più.

Il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove i livelli della qualità dell’aria non soddisfano i limiti fissati dall’Oms per le particelle sottili.

Il limite di queste è fissato a una media annuale di 10 microgrammi per meteo cubo.

Nella classifica stilata dall’Oms, l’Italia si pone al ventinovesimo posto su 50 Paesi europei.

I dati risalgono al 2016 e rilevano i tassi annuali di particolato nelle aree urbane, a partire dai minimi.

Al primo posto c’è la Svezia con 5,9, mentre all’ultimo si trova la Bosnia con 55,1.

Il dato per l’Italia è di 18,2 e i Paesi dell’Est registrano i tassi di mortalità più alti legati all’inquinamento atmosferico.

 

 

 

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