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Rimini bel suol d’amore?

NO, terra di stupri, rapine ed aggressioni

9 Settembre
13:00 2017

Andrea Gnacci è il sindaco di Rimini. E’ un uomo buono e generoso, in continua competizione, sul tema dell’accoglienza senza limiti, con il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Il loro obbiettivo, e quello dei cittadini che li hanno votati, è quello di trasformare la riviera adriatica, da Rimini a Pesaro, in un vero e proprio hub dell’accoglienza dedicato ad africani e magrebini.


Il Gnassi sta vincendo la battaglia. Ha appena reso noto un suo nuovo progetto, che prevede di assegnare alle tribù di zingari presenti nei dintorni, alcune aree libere ed alcuni giardini interni della sua città, dove tutti i rom possano vivere tranquilli e senza preoccupazioni, foraggiati dai suoi assessori e dai tesserati del PD. 


Lui è buono ed obbediente, segue senza discutere le direttive del partito e non ha dubbi che la convivenza tra i rom e gli africani possa creare dei problemi. Come il Minniti, è convinto che l’integrazione tra le varie etnie non solo sia possibile ma doverosa e foriera di buoni frutti per la città e per il paese.


Purtroppo il buon Gnassi, qualche dubbio e qualche preoccupazione ora ce l’ha, anche se sono accorsi a confortarlo i compagni del partito e della regione. Ed è quella della convivenza tra i turisti, che fino ad ora hanno affollato le sue spiagge ed i suoi prediletti ospiti africani.


Perché è vero che la sua Rimini ha goduto, negli ultimi giorni, di un’overdose di pubblicità, ma purtroppo per lui e per chi lo ha eletto, albergatori e commercianti, si è trattato di una risonanza mondiale assolutamente negativa nel settore del turismo.


Molti mass-media internazionali hanno parlato di Rimini, definendola la città degli stupri. E non si riferivano soltanto ai due ultimi gravissimi episodi registrati nei giorni scorsi.


Sono emersi infatti ulteriori episodi di delinquenza, avvenuti in Rimini in passato. Il Gnassi aveva cercato di minimizzarli. Anche se, obtorto collo, era stato costretto a proibire a tutti l’accesso alle spiagge nelle ore notturne.


Ora il buon sindaco proclama che “Rimini non si dimenticherà di loro”, riferendosi alle ultime vittime. Visto che ha dovuto da tempo vietare le sue spiagge nelle ore notturne, di quante altre vittime dell’ accoglienza dovrà ricordarsi d’ora in avanti?


Per intanto Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, deve confrontarsi con due circostanze spiacevoli, che discendono  dalla sua appartenenza al PD.


La prima è quella relativa alla nazionalità del capo stupratore Guerlin Butungu. L’uomo è congolese, come la ministra di Enrico Letta, Kascetu Kyenge, che il PD ha eletto in Emilia.  Di certo la poco simpatica figlia del capo tribù Katanghese si mobiliterà in ragione dello jus sanguinis, organizzando un buon collegio di difesa per il connazionale e mobilitando giudici democratici.


L’altra si riferisce ad un’altra bella figura di compagno, giunto dall’Africa nera e subito elevato dal PD bolognese al rango di “mediatore culturale “(???).


Lavora (si fa per dire) all’interno di un’oscura coop solidale dal nome di Lai Momo, sovvenzionata dal governo di Gentiloni. 


Si chiama Abid Jee ed ha affermato nei giorni scorsi che “lo stupro è brutto solo all’inizio. Poi, quando entra il pisello, la donna si rilascia e gode.”


Sarebbe davvero divertente sapere cosa pensi di questa affermazione la Laura Boldrini, così in amore con tutti i migranti.

 

 

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