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Cronaca

Benevento Calcio vs Torino FC 0-1

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE: vittoria al photo-finish per il Toro, che espugna il Vigorito con una rete di Iago Falque in pieno recupero

10 Settembre
20:10 2017

L’imperativo, oggi, è uno solo: sfatare la tradizione.

Ovvero evitare figuracce come a Castel di Sangro, Licata e Padova (contro il Cittadella), possibilmente esprimendo un gioco degno di questo nome, la partita contro la Juve Stabia è ancora ben impressa in mente, purtroppo.

Vero, il vate genovese ora è impegnato, per nostra fortuna, in altri progetti, e Mihajlovic non è Ventura, ma, in certe situazioni, riguardo al Toro, la figuraccia è sempre dietro l’angolo.

 

La “campagna acquisti” è ormai un lontano ricordo e quindi non ne parlo più: sarà il campo il giudice supremo.

Non prendetemi per il Ponzio Pilato di turno, ma riguardo al mercato si è detto e scritto tanto, anche troppo, e non mi sembra il caso di aggiungere altro.

Ripeto: sarà il campo a dire se l’ennesima plusvalenza in “zona Cesarini”, ed il tesoretto gelosamente custodito a Masio (Al), faranno del Toro la squadra più forte degli ultimi...fate voi (che mi vien da ridere)...anni, ma soprattutto una squadra degna dell’Europa League.

 

Il Toro scende in campo, contro i giallo-rossi campani, con questa formazione (4-2-3-1): Sirigu; De Silvestri, N’Koulou, Moretti, Molinaro; Rincon, Obi; Falque, Ljajic, Niang; Belotti.

Rispetto alla partita col Sassuolo, torna dal primo minuto Molinaro, giunto a 200 presenze in Serie A.

Esordio in maglia granata del ragazzo franco-senegalese, pupillo del Mister, almeno a quanto si dice: sulla carta una prima linea devastante.

Vedremo all’atto pratico.

 

Parte forte il Benevento ma si spegne dopo appena dieci minuti, sotto una pioggia torrenziale, giusto il tempo di vedere Obi colpito dall’ennesimo infortunio muscolare, sostituito da Acquah.

Come al solito il Toro diventa padrone del possesso palla, ma è una supremazia sterile, molto, anzi, troppo slow, che non porta grossi pericoli alla porta avversaria.

Anzi, in due occasioni , è Sirigu a dover sfoderare tre strepitosi interventi per mantenere la porta inviolata: su punizione dal limite di Ciciretti (22’), su tiro di Coda dal limite dell’area (43’).

Per una squadra che punta all’Europa, è davvero poco.

 

Il secondo tempo comincia con il Toro più aggressivo, ma dopo dieci minuti si infortuna Acquah: anche per lui problemi muscolari.

In fretta e furia Mihajlovic manda in campo Baselli, appena recuperato da un infortunio: la coperta, per adesso a centrocampo, comincia a dimostrarsi quanto mai corta.

Come nel primo tempo, la supremazia dei nostri è sterile ed inconcludente e, come nei primi 45 minuti, è Sirigu a salvare il risultato e su una bordata di Lazaar (86’).

Ma poi ci pensa Ljajic: nell’unico lampo di una partita del tutto anonima, con un tocco di vera classe, lancia Iago in area, che con un tiro in corsa, freddamente, trafigge Belec (48’).

 

Guardando il bicchiere mezzo pieno, il Toro porta a casa tre punti che fanno classifica e morale: per oggi può bastare, diciamo che ci siamo ripresi i punti persi a Bologna.

Diciamo anche che con altro allenatore, questa partita l’avremmo persa di sicuro: ribadisco, per oggi va bene così.

Certo che contro squadre più toste del Benevento, serviranno più determinazione, cattiveria e furore agonistico; serviranno gli occhi di Rincon oggi, i famosi “occhi della tigre”.

Per lunghi tratti, stasera, invece, gli occhi dei nostri sembravano quelli di un “gattino arruffato”.

 

 

 

 

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