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La deriva razzista di un quotidiano di sinistra.

La voce del padrone.

10 Ottobre
12:00 2017

Anni or sono, nei film americani sulla storia del far west erano frequenti gli assalti ai treni da parte di bande organizzate. Eravamo abituati a vederli nei film con John Wayne. Li conducevano desperados, banditi di ogni genere a cavallo od a piedi, gruppi di pellerossa arrabbiati. I treni venivano fermati, i passeggeri rapinati e molestati, chi si ribellava veniva anche ucciso.

Ora il far west con l’assalto ai treni è qui. Si è materializzato sulle strade ferrate italiane ed è andato in onda sulla linea ferroviaria Venezia-Bassano.

Un treno locale sul quale viaggiavano decine di pendolari uomini e donne, viaggiatori e turisti è stato assalito, occupato e fermato per un’ora alla stazione di Castelfranco Veneto.

 

Per i lettori de La Stampa, diretta da Molinari, gli assalitori del convoglio sono stati quattro ragazzi che facevano parte di una baby gang, ed erano piuttosto alterati.

la notizia è stata relegata nientemeno che a pagina17, in un angolo in fondo a sinistra, con un  servizio non firmato. Nessuna indicazione sull’identità dei “quattro ragazzi sconosciuti”, ma che il giornale sperava ed auspicava fossero italiani.

 

Per sapere che i ragazzi de La Stampa (che erano cinque e non quattro) erano africani e per la precisione maghrebini, è stato necessario ricorrere ad altri giornali.

 

E’ ormai abituale nei mass media di sinistra, ed in particolare nei giornali di proprietà dell’editore svizzero, una deriva che va ben oltre il politicamente corretto, e che non si cura di nascondere venature di razzismo nei confronti del popolo italiano.

 

Per i quotidiani in sintonia con quello di Torino, l’immigrato è buono, non delinque, non palpa le donne, non commercia con la droga, fa i lavori che gli italiani non vogliono più fare, ci pagherà le pensioni ed infine potrà essere impiegato a pulire i marciapiedi. E poi, se fa i suoi bisogni in luoghi pubblici, lo fa solo allo scopo di concimare parchi e giardini.

 

Nel trafiletto che La Stampa ha postato a pagina 17, i quattro ragazzi “avrebbero molestato i passeggeri sostenendo di essere i padroni del treno”.

 

Come al solito, quando è chiaro che il misfatto è opera di immigrati, la cronaca, per superiori disposizioni (flectar non frangar), deve essere edulcorata e deve evitare di rendere noto ciò che è veramente successo, in quella lunga ora, su quelle carrozze. Insulti di ogni genere, minacce, spintoni, toccamenti, un estintore svuotato nel treno e l’affermazione gridata più volte: “questo è il nostro treno e facciamo quello che ci pare”. Poi la fuga all’arrivo dei carabinieri, che cercheranno di rintracciarli.

 

Dulcis in fundo appare raggelante la conclusione che La Stampa propone ai suoi poveri lettori.

 

Afferma l’estensore dell’articolo: “conseguenze giudiziarie potrebbero sorgere dunque per i ragazzi, soltanto se trenitalia deciderà di contestare un’interruzione di pubblico servizio.

 

Bonum et iustum est quindi per La Stampa, se a prendere d’assalto un treno è un marocco.

 

Lo conferma il fatto che due giorni, fa il capo banda dei ragazzi è tornato su quel treno con un grosso masso da gettare in testa al povero capotreno, se avesse osato chiedergli il biglietto.

 

 

 

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