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Cronaca Torino

Diciottesimo Rapporto Giorgio Rota su Torino le Imprese.

Segue dal nostro precedente articolo dell’8 ottobre.

13 Ottobre
12:00 2017

Nel 2016 continua il ridimensionamento del tessuto imprenditoriale torinese: le imprese registrate al 31 dicembre sono 223.307, bisogna tornare al 2003 per trovare valori più bassi. Il tasso di natalità  è tendenzialmente in calo dal 2008, anno della crisi finanziaria; quello di mortalità si è invece mantenuto più stabile nell’ultimo decennio, con un rallentamento recente che lo ha portato a essere di nuovo inferiore a quello di natalità: nel 2016 si è infatti registrato un saldo positivo di pochissime unità (157). Il tasso di crescita è così risultato nel 2016 pari a +0,07%2, in miglioramento rispetto al +0,02% del 2015.

Nel confronto con le altre province metropolitane, Torino è quarta nel 2016 per consistenza del tessuto imprenditoriale,  dopo Roma Milano ea Napoli. In termini settoriali, nell’ultimo decennio gli unici due comparti che presentano in provincia di Torino un numero di imprese in costante aumento sono il turismo e i servizi alle persone.

Quanto ai fallimenti, dopo essere più che raddoppiati passando dai 256 casi del 2007 ai 635 del 2014, negli ultimi anni sono in diminuzione: il 2016 si chiude con 439 casi. A livello settoriale, quasi il 70% dei fallimenti si concentra nel 2016 in tre settori: commercio (24,8%), costruzioni (23,2%) e manifattura (21,2%), che rappresentano i tre principali comparti dove opera il 50% delle imprese registrate nel Torinese.

Analizzando l’andamento nel tempo, si evidenzia come sia in corso un ridimensionamento del tessuto imprenditoriale torinese, che ha visto diminuire il numero di imprese registrate e la sua tenuta solo in alcuni settori, quali i servizi alle persone e il turismo. Per avere un quadro più articolato del sistema-impresa a Torino, è possibile volgere l’attenzione alle statistiche più recenti relative ad alcune sue caratteristiche: taglia dimensionale, natura giuridica e tipologie degli imprenditori.

Per quanto riguarda la taglia dimensionale, la provincia di Torino, in linea con il quadro nazionale, è caratterizzata dalla forte presenza di micro-imprese (con meno di 10 addetti), che costituiscono il 95,6% di quelle che operano, nel 2015, nell’ industria e nei servizi.  Circa 4 su 100, sono le piccole imprese torinesi (da 10 a 49 addetti); si contano, invece, 863 medie imprese (50-249 addetti) e 193 grandi (oltre 250 addetti).

Come a livello nazionale, continua a Torino il processo di progressiva strutturazione del tessuto imprenditoriale attraverso l’aumento del numero di società di capitale, che racchiudono livelli organizzativi e di struttura maggiori rispetto alle altre forme giuridiche,  quali le società di persone e le ditte individuali. In dieci anni, dal 2006 al 2016, nella provincia piemontese il peso delle società di capitale sul totale delle imprese è passato dal 14,6 al 18,4%; in termini assoluti, sono aumentate da 33.722 unità a 41.171 (+22,1%).

Nonostante queste dinamiche di rinnovamento del tessuto imprenditoriale, nel confronto con le altre province metropolitane Torino presenta tuttora una delle quote più basse di società di capitale (solo Reggio Calabria registra un valore inferiore, pari al 15%) e la percentuale più alta di società di persone . È possibile che su Torino, così come su alcune altre città metropolitane, si ripercuota un certo «effetto-ombra» determinato dalla presenza di due province, come Roma e Milano, che, con quote di società di capitale attorno al 46%, attirano evidentemente un gran numero di sedi direzionali delle società più strutturate.

A livello nazionale, negli anni della crisi sono state soprattutto le imprese giovanili e straniere a sostenere il tessuto imprenditoriale, mentre quelle femminili hanno registrato una performance in linea con il dato medio di tutte le imprese; anche nella provincia di Torino si è verificata una dinamica simile, sebbene meno intensa.

In merito alle Multinazionali straniere che hanno scelto Torino per delocalizzarsi, secondo i dati diffusi dal CEIP (Centro Estero Internazionalizzazione Piemonte), che dal 2009 coordina l’Osservatorio sulla presenza delle multinazionali in Piemonte, sono 372 quelle che nel 2016 hanno scelto la provincia di Torino come loro sede, per un totale di 1.304 unità locali e oltre 67 mila addetti.

La provincia di Torino assorbe quasi il 60% delle unità locali delle multinazionali in Piemonte, seguita da Novara (9,7%) e Cuneo (8,6%). Il 25,1% delle unità locali presenti sul territorio torinese appartiene a multinazionali francesi, il 18,2% sono statunitensi e il 18% tedesche.

Se si considera solo la città di Torino, la classifica dei primi tre Paesi è la stessa, cambiano solo le quote sul totale delle unità locali: Francia 29,0%, Stati Uniti 16,3% e Germania 14,2%.

Tornando al quadro provinciale, rispetto al tessuto imprenditoriale, le multinazionali straniere sono più presenti nella manifattura, ben il 41% opera in questo comparto, il 29% nel commercio (si tratta soprattutto di imprese all’ingrosso, ossia che vendono a negozi, grande distribuzione o altre aziende), il 6% nella logistica e il 4% nel comparto della produzione di energia, luce e gas. Il restante 20% è costituito da imprese del settore dei servizi professionali.

La Geografia dell’Economia Torinese nei prossimi articoli, continuate a seguirci.

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