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Piemonte - Sanità Regionale. Dopo il fermo di 18 mesi, non riapre il reparto di Oftalmologia al san Luigi di Orbassano

Sconcerto di Daniela Ruffino (FI) e precisazioni di Alfredo Monaco (Rete Civica)

12 Ottobre
08:00 2017

Oltre alla conclamata decisione di chiudere l’Oftalmico di via Juvara, spezzettato e ridotto nelle prestazioni che verranno fornite da Molinette e Giovanni Bosco, non c’é pace per l’Oftalmologia nell’hinterland di Torino. Martedì scorso, l’assessore Saitta, rispondendo a un’interrogazione in Consiglio Regionale, ha di fatto prolungato l’inattività delle camere operatorie al san Luigi di Orbassano, dopo 18 mesi d’inattività.

Pronta reazione di Daniela Ruffino, la consigliera interrogante.

"Sinceramente non posso che rimanere sconcertata dal fatto che ancora una volta l'assessore alla Sanità regionale decida di far scivolare avanti i problemi. Sulla situazione del reparto di Oftalmologia del San Luigi di Orbassano ci viene comunicato che ci sono problemi tangibili ma ancora non viene assunta uno straccio di decisione dopo ben 18 mesi dalla distruzione del settore da parte del centrosinistra con la sua riforma". Ad affermarlo il vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino a seguito della sua richiesta di informazioni sul futuro dell'oftalmologia ad Orbassano.

"Questa situazione é inaccettabile. Oggi l'assessore pone problemi di carenza di personale, di mancanza di sale operatorie, di approfondimenti tecnici con direttori e dirigenti vari.

Peccato che non meno di qualche settimana fa proprio l'assessore annunciava che c'era lo spazio per riaprire agli interventi nelle sale operatorie presenti all'interno del nosocomio di Orbassano. Si gioca a rimpiattino peraltro su un problema che é stato creato in 'house' dal Partito Democratico e si ha ancora il coraggio di prendere tempo. Nessuno vuole salti nel vuoto, le verifiche tecniche ci stanno, ma stiamo parlando di una struttura da ripristinare non da impiantare ex novo".

Conclude Ruffino: "Altro che una riforma con al centro il paziente. Non si può che restare disorientati e denunciare questa situazione incancrenita che dimostra solo come i tagli subiti dalla sanità piemontese non siano stati basati su dati oggettivi".

Sull’argomento prende posizione anche Alfredo Monaco. “È facile per molti dire apriamo le sale operatorie al San Luigi, ma è opportuno ricordare che poche altre chirurgie sono così sensibili come quelle oculistiche: non si può mettere nella stessa sala operatoria qualsiasi tipo di specialità chirurgica, è un problema di infezioni”.

A questo proposito il Consigliere Monaco ha ricordato i recenti casi di Avigliana, dove tra l’altro c’è addirittura un percorso specialistico dedicato. “Occorre agire con estrema prudenza, non ha senso chiedere di aprire velocemente una struttura semplice, perché ci sono degli aspetti tecnici, speciali. Gli incidenti oculistici sono gravi e hanno conseguenze gravi anche per la collettività”. “Quindi va bene pensare di avviare una struttura semplice al San Luigi, ma verificando che ci siano i requisiti per l’operatività.

La prudenza è fondamentale ma il disagio dei pazienti è palese. Forse con più efficacia e meno pastoie burocratiche e tentennamenti dovuti all’inazione dell’assessorato, la situazione avrebbe già potuto essere risolta, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e igiene.

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