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Di tutto un po'

Vittorio SABADIN – DIANA. VITA E DESTINO.

La vera storia della principessa del Galles – Lady D - amori, capricci, depressione e un tragico destino. (II parte).

21 Ottobre
12:00 2017

Il 3 ottobre scorso, nella splendida cornice del Circolo dei lettori, a Torino, in via Bogino 9, il giornalista Vittorio Sabadin, ha presentato il suo nuovo libro: ‘ Diana. Vita e destino’, intervistato dal Direttore de ‘La Stampa’, Maurizio Molinari. 

MOLINARI: ‘Tentiamo ora di ricostruire quella notte, perché ci sono varie versioni? ‘ 

SABADIN: ‘Mi sono fatto l’idea, che le morti di Diana e di Dodi, siano dovute essenzialmente alle carenze dei servizi di sicurezza della famiglia Al-Fayed.

Una guardia del corpo di Diana, ha dichiarato che se Diana fosse stata sotto la protezione dei servizi di sicurezza britannici, non sarebbe morta. 

Dodi aveva acquistato un anello da Repossi a Montecarlo, non si sa se per il fidanzamento oppure no. Questo anello non andava bene al dito di Diana e per adattarlo, Repossi lo mandò a Parigi. Questa è la ragione per cui loro raggiunsero Parigi.  

Quel giorno, andarono in una villa che il padre aveva acquistato, dove era stata anche Wallis Simpson e Edoardo, zio di Elisabetta, divenuto duca di Windsor e che aveva abdicato per sposarla, poiché pluri-divorziata.  

Il padre di Dodi, pensava di fare di quella casa, la casa parigina di Diana e suo figlio. Poi Dodi la portò nella sua abitazione, vicino all’Arc de Triomphe, stettero un paio d’ore e andarono al Ritz. Presero la suite imperiale e Dodi poi scese da Repossi per ritirare l’anello. La coppia quindi, uscì in macchina per andare a cena da Benoit, un ristorante alla moda di Rue Saint Martin. A metà strada Dodi cambiò idea, forse a causa dei fotografi che li avevano fastidiosamente seguiti per tutto il pomeriggio e tornano indietro per cenare al Ritz. Diana era contrariata, come raccontano i presenti in albergo e si mise a piangere. Forse non ne poteva più di Dodi che era una persona che cambiava idea in continuazione.  

Salirono in appartamento e si fecero portare la cena in camera. Ormai tutti pensavano che sarebbero restati li, invece, alle 00,20, uscirono all’improvviso per andare nuovamente a casa di Dodi. Non c’era più un’auto di servizio e non c’era più un autista, quindi i servizi di sicurezza della famiglia Al-Fayed, presero una vecchia mercedes che era in garage e che nessun autista del Ritz poteva guidare, perché era stata presa da un gruppo di detenuti in permesso che, per rientrare in fretta, l’avevano rubata.  

La macchina aveva anche avuto vari incidenti, aveva cappottato diverse volte ed era stata ridotta ad un rottame, poi era stata riparata ma nessun autista del Ritz la voleva guidare. Dicevano che non stava in strada e non frenava. Non c’erano autisti, quindi dal bar del Ritz, dove aveva bevuto una decina di pernod, venne scelto Henri Paul che era uno dei responsabili della sicurezza dell’albergo e non era un autista di professione.  

Salirono in macchina e a 130 km/h, in uno dei tunnel più pericolosi di Parigi che comincia con un dosso poi con una curva a destra con delle colonne che delimitano due carreggiate non protette da guard rail, mentre stavano per entrare nel tunnel, sbucò di lato una fiat uno bianca, guidata da un immigrato vietnamita. Le due macchine si urtarono leggermente e l’autista perse il controllo, finendo contro dei pilastri. Nessuno a bordo indossava le cinture di sicurezza e questo determinò la morte di Diana.

L ‘incidente avvenne alle 00,24.’ 

MOLINARI:’ E’ credibile che Diana non avesse la sua protezione?’ 

SABADIN: ‘Diana non era più altezza reale ma aveva mantenuto il titolo di principessa del Galles, essendo madre dei principi reali, per cui aveva ancora diritto alla scorta britannica che però aveva rifiutato, perché temeva che la scorta avrebbe rivelato alla Regina e a Carlo quello che faceva tutti i giorni. 

Se l’avesse avuta, sicuramente non sarebbe morta. I servizi di sicurezza britannica, non avrebbero accettato una macchina cosi insicura. Avrebbero preteso che ci fosse stato un autista professionista al volante e avrebbero imposto all’autista di rallentare, perché non aveva alcun senso andare a 130 km/h per sfuggire ai fotografi che Diana spesso cercava.  

Il pericolo che si creava viaggiando a quella velocità, era largamente superiore al pericolo di farsi fotografare dai paparazzi.’ 

MOLINARI: ‘La morte di Diana ha avuto un impatto in tutto il mondo, ma quale effetto ha avuto sulla regina?’ 

SABADIN: ‘La regina si trovava a Balmoral in un castello scozzese, dove solitamente passa tutte le vacanze estive con i nipoti e con Carlo, da agosto a settembre.

Diana per la Regina era una persona che usciva dalla famiglia reale, non apparteneva più alla famiglia e, oltretutto, ne uscita nel peggiore dei modi, perché aveva denigrato pubblicamente, sia la stessa Regina, sia il figlio Carlo. 

Non dimentichiamo che Diana disse in televisione che non riteneva Carlo adatto a regnare, una cosa gravissima per Elisabetta.

La vita di Diana era sempre causa di malumori nella famiglia reale, perché ogni giorno, sui giornali, c’ era un titolo per ricordare che lei aveva frequentato due uomini musulmani: il chirurgo pachistano e Dodi e, quando aveva frequentato il chirurgo, aveva iniziato persino a studiare il Corano e aveva chiesto cosa avrebbe dovuto fare per diventare musulmana, cominciando anche a vestirsi con abiti islamici.

Diana quando si innamorava si identificava con lui.

Così anche con Carlo. Quando Carlo la portò per la prima volta a Balmoral, ancora fidanzati, Diana si appassionò a tutto quello che faceva Carlo. Carlo stava ore a pescare e lei stava vicino a lui, andavano a cavallo e a caccia insieme, Carlo amava i cani e lei diceva di amarli. Dopo che si furono sposati, l’atteggiamento di Diana cambiò completamente. La pesca non le piacque più, andare a cavallo neppure e così anche i cani non li sopportava più e chiese a Carlo di liberarsene.  

La vita a Balmoral non le piacque più. Durante il viaggio di nozze a Balmoral, pianse tutti i giorni e lanciò oggetti per tutte le stanze.  

Lei era cosi, quando si innamorava di qualcuno, in un certo senso, si identificava con lui e ne copiava le abitudini, desiderava essere uguale a lui. Il chirurgo pachistano è stato una delle persone più discrete tra coloro che ebbero una relazione con Diana. Non ha mai fatto un’intervista, non ha mai parlato della sua storia con lei ed è tornato in Pakistan, dove continua ad essere un cardio-chirurgo molto serio e molto religioso.  

Lui non volle avere rapporti sessuali con Diana prima che lei avesse divorziato, cosi come impone la legge coranica. Lui veniva da una famiglia che non riteneva Diana all’altezza, perché una donna troppo chiacchierata, divorziata, finita su troppi giornali. Loro volevano che sposasse una donna pachistana, proveniente da buona famiglia e che non avesse passato, cosi come era stata lei quando sposò Carlo, quindi lei per conquistare il chirurgo fu disposta a tutto, anche a diventare musulmana. 

Diana per la regina era imprevedibile, non si sapeva mai cosa avrebbe fatto il giorno dopo. Nelle riunioni familiari, quando il matrimonio cominciò ad andare a pezzi, Filippo ed Elisabetta, chiamarono Diana e Carlo più volte, per cercare di fare funzionare il loro matrimonio. Per la regina, era molto importante questo, lei aveva sacrificato la sua vita per le istituzioni e la famiglia e lo aveva dimostrato in tutti i suoi 64 anni di regno.  

Ci furono molte riunioni in famiglia per riconciliare Diana e Carlo ma non ci fu niente da fare. Carlo stava sempre zitto e quando Filippo gli chiedeva:’ Perché stai sempre zitto?’ -  Lui rispondeva – ‘Ma cosa vuoi che dica, devo parlare per poi vedere il giorno dopo sui giornali dei titoli su quello che io ho detto?’

Tutti infatti pensavano che Diana, essendo imprevedibile, rivelasse sui giornali tutto quello che diceva nella famiglia reale. 

Carlo è stato vicino a Diana, soprattutto all’inizio, quando l’ambiente di Buckingham Palace era estremamente oppressivo, difficile da gestire. Lei immaginava che sposare un principe era come sposare il principe delle fiabe. La realtà era molto diversa e quando si accorse di questo, cadde in una crisi pazzesca che la portò alla depressione e alla bulimia di cui già soffriva prima del matrimonio. Carlo cercò di aiutarla, cercando di proporle di indirizzarsi verso la cultura che lei aveva abbandonato. Diana aveva frequentato le scuole fino a 16 anni ed era poi finita in collegi in cui si imparano le buone maniere, si impara a cucinare, ma cultura ve ne era poca e Carlo allora le affidò un segretario che comincio a portarle dei libri di indottrinamento: sulla costituzione britannica e su biografie delle precedenti principesse del Galles. Diana però li buttò via, dicendo che non aveva interrotto la scuola per fare i compiti a casa a Buckingham Palace. 

Poi Carlo la portò da diversi psichiatri. Probabilmente Diana soffriva di un disturbo borderline della personalità, una condizione che si manifestava solo all’interno della famiglia, ossia con comportamenti schizofrenici in famiglia volti al suicidio, all’autolesionismo, alla depressione, alla sensazione di inadeguatezza, mentre quando si trovava all’esterno era assolutamente normale e cosi anche quando andava dallo psichiatra che la riteneva normale. 

Per la morte di Diana, si vide forse per la prima volta il sentimento pubblico allontanarsi da Buckingham Palace. Si stava scatenando un abisso tra la regina e suoi sudditi, perché la regina aveva una percezione diversa, sia di quanto era accaduto, sia della figura della principessa.  

Nel film ‘the Queen’ che tutti abbiamo sicuramente visto, ad un certo punto, uno dei collaboratori della regina dice: ‘ Guardate che la loro Diana, quella del pubblico, è molto diversa dalla nostra Diana.’  La Diana conosciuta in privato, era totalmente diversa dalla Diana che il pubblico pensava di conoscere e questa cosa la regina non l’aveva capita. Lei pensava che quello che Diana aveva rappresentato per loro, fosse chiaro per il popolo.  

I sudditi, invece, amavano Diana oltre misura ed Elisabetta, invece, pensava di aver fatto la cosa giusta proteggendo i suoi nipoti e stando con loro a Balmoral e così evitando che uscissero, che venissero fotografati.

Cercava di aiutarli in quel momento di forte trauma psicologico. Per la regina l’unica cosa da fare, era andare in chiesa e pregare. Ci fu una totale dissonanza quindi e il comportamento di Carlo fu encomiabile, fui lui infatti a convincere la madre a fare il famoso discorso per Diana.  

Tornando a Carlo, lui subiva l’interesse mediatico che Diana provocava. Quando lui faceva dei discorsi in giro con la moglie, dicendo cose molto importanti, sui giornali non si parlava di altro che del nuovo cappello di Diana e delle nuove tinte dei suoi abiti. Noi sappiamo pochissimo di Carlo e invece lui è stato un grande principe e penso che sarà un grande re.’ 

MOLINARI – ‘La regina abdicherà in favore di Carlo?’ 

SABADIN: ’Io non credo che Elisabetta abdicherà mai.

Ogni tanto, qualcuno se lo chiede, ma la risposta dal 1947 ad oggi è sempre la stessa, quella fatta durante il suo discorso di inizio anno in Sudafrica, discorso alla radio e rivolto a tutti i paesi del regno, compresi quelli del Commonwealth: Io dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia alla quale tutti apparteniamo».

E’ questo è sempre stato il suo dictum. Quando Elisabetta era principessa, ha visto molte cose importanti tra le quali, l’ abdicazione di suo zio Edoardo, grazie alla quale, divenne regina, diversamente, sarebbero stati i suoi cugini gli eredi al trono.

Per lei la famiglia e il regno sono sempre stati importanti e lo sta dimostrando ancora ora che ha già l’età di 91 anni.  

Ritengo che non ci sia motivo che William diventi re prima di Carlo, se non nel caso in cui Carlo abdicasse, ma penso che Carlo non lo farà, perché ha già in mente alcune riforme significative per il futuro della monarchia.’ 

MOLINARI: ‘E di Kate cosa ci dici?’ 

SABADIN: ‘Su Kate posso dire che si sforza molto di somigliare a Diana, anche nella scelta dei vestiti, nell ‘atteggiamento, porta al dito l’anello di fidanzamento di Diana, ma Diana, arrivò impreparata al matrimonio con Carlo, mentre Kate io la considero, in un termine banale, una professionista dell’acchiappo.  

Lei fu, sin dalla più tenera età, spinta dalla madre ad inseguire William e lo ha aspettato per 10 anni, facendosi lasciare, riprendere, lasciare e riprendere da lui in una storia altalenante. Per di più, in 10 anni, i giornali hanno sempre scritto: Kate waiting, Kate che aspetta ma, alla fine, con tenacia straordinaria, lei ha raggiunto l’obbiettivo e invece di andare a Buckingham Palace e sopportare le stesse sofferenze di Diana con il marito sempre lontano, ha portato il marito dove vivono i suoi, i Middleton, isolati dal resto della famiglia reale e così ha avuto un figlio e poi un altro.   

Quindi è perfetta da questo punto di vista, tanto e vero che la Regina li ha dovuti richiamare a palazzo e così lei e William sono ritornati a Londra e da settembre abitano a Kensington Palace.’

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