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Politica Nazionale

Che sorpresa nei sondaggi!

Le ultime rilevazioni indicano spostamenti considerevoli tra le forze politiche...

11 Novembre
12:00 2017

C’era parecchia curiosità nel capire come la gente avesse assorbito e interpretato le elezioni siciliane, considerate da molti il preambolo di quelle nazionali.
La vittoria di Nello Musumeci è stata netta ma subito sporcata da un arresto che ha coinvolto Cateno De Luca. Arrestato e ieri assolto da pesantissime accuse, De Luca in queste ore si sta prendendo alcune rivincite, specie verso Salvini e Grillo che ne avevano celebrato il de prufundis troppo presto.
D’altro canto il Movimento 5 Stelle ha perso una battaglia che solo due mesi fa sembrava essere vinta, e il Partito  Democratico è stato sotterrato sotto il 20%.

A ciò si deve aggiungere lo strappo con Pietro Grasso: il Presidente del Senato in settimana ha abbandonato il Pd approdando nel Gruppo Misto, portandosi dietro una lunga striscia di polemiche. Nulla di nuovo in casa Pd, insomma.

C’era da tenere in considerazione anche la polemica a distanza che ha riguardato Renzi e Di Maio, con la relativa rinuncia di quest’ultimo al duello Tv da Floris.
Scelta strategica o fuga per evitare figuracce? Chi può saperlo...

Analizzando i dati SWG usciti ieri e che riguardano l’ultima, turbolenta, settimana, si resta abbastanza sorpresi: da un lato era prevedibile che Forza Italia crescesse (ora è al 14,4%, +1 rispetto a sette giorni fa), mentre riesce abbastanza difficile capire come Renzi salga, di ben +0,6%.
Sintomo che la sconfitta in Sicilia era preventivabile e non ha portato a grosse conseguenze in casa Pd, cosa che non si può dire per il Movimento di Maio, che perde oltre un punto e finisce al 25,4 % (prima delle elezioni era al 26,5%).

Stando ai sondaggi, che sono sempre da prendere con le pinze, il M5S non sarebbe nemmeno più il primo partito, superato dal pd al 26,3%.
La mancata vittoria pentastellata in Sicilia è pesata più della rovinosa sconfitta del centrosinistra, quindi.
Si può anche aggiungere che le percentuali su cui si attestano i due principali partiti italiani sono veramente basse: nessuno dei due sarebbe in grado di governare ne’ con il Rosatellum bis, ne’ con qualsiasi altra legge elettorale.
Prepariamoci dunque ad alleanze multicolor o tecnici pronti a governare nel post elezioni.


A tal proposito, l’unica forza, intesa come coalizione, bilanciata e con un grande potere espansivo è il Centro destra.
Forza Italia continua a risalire la china, e a far incetta di vittorie locali, tra comuni e regioni. Berlusconi è incandidabile, ma resta un animale da campagna elettorale: per ora è riuscito a pareggiare la Lega, ristabilirsi sullo stesso piano di Salvini e chissà che, anche grazie all’enorme arsenale di mezzi d’informazione e competenze, non riesca a compiere l’ennesimo miracolo.

Per ciò che riguarda la Lega, essa è ferma da parecchi mesi intorno a un ottimo 15%. In molti sono a chiedersi se non si sia raggiunto l’apice naturale per un movimento che è radicatissimo al Nord- dove governa con successo le due regioni più produttive- ma, per ragioni note, non può contare su un vasto bacino elettorale al Sud.

Tutta la lista di Centro Destra oggi sarebbe intorno al 35%, per distacco la coalizione più forte; il Centro Sinistra non tocca il 30% e il Movimento 5 stelle è condannato al non governo per natura.
Il problema resta la mancanza di un leader di coalizione: Salvini è poco diplomatico e non sembra portato a unire varie forze sotto il suo nome, la Meloni piace ma può contare su pochi voti, gli Zaia, Parisi, Marchionne sono suggestioni che durano il tempo di un caffè al bar, Berlusconi è incandidabile ma chiunque abbia ambizioni di governo dovrà confrontarsi prima di tutto con lui: ancora una volta sarà quello che distribuirà le carte del gioco.

 

   

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