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Da rivedere – “Insieme per caso”

Divertente e ironica commedia americana di qualche anno fa con Kathy Bates e Rupert Everett passata in sordina, da rispolverare

14 Novembre
12:30 2017

Anno: 2002 

Titolo originale: Unconditional Love

Paese: USA

Durata: 121 minuti 

Genere: Commedia

Regia: P. J. Hogan

Sceneggiatura: Jocelyn Moorhouse, P. J. Hogan

Cast: Kathy Bates, Rupert Everett, Jonathan Pryce, Dan Aykroyd, Meredith Eaton, Lynn Redgrave, Peter Sarsgaard

Del regista australiano P. J. Hogan si ricorda soprattutto Il matrimonio del mio migliore amico, datato 1997, mentre varrebbe la pena rivedere un suo film di poco successo di qualche anno più tardi, Insieme per caso, commedia spassosa e ironica con un cast in stato di grazia.

Grace Beasley (Kathy Bates), serena casalinga di Chicago, viene lasciata dal marito Max (Dan Aykroyd) dopo trent’anni di matrimonio. Come non bastasse il suo idolo, il cantante inglese Victor Fox (Jonathan Pryce), viene ucciso da un serial killer proprio nella sua città. Grace parte allora alla volta dell’Inghilterra per partecipare al funerale e lì conosce Dirk (Rupert Everett), che è stato segretamente il compagno del cantante per dieci anni. Nasce un’amicizia improbabile quanto sincera e i due, aiutati dalla nuora nana di Grace (Meredith Eaton), torneranno a Chicago e daranno la caccia all’assassino di Victor. Riusciranno Dirk a vendicare il suo amato e Grace a riconquistare Max?

Insieme per caso è puro intrattenimento, una commedia dalla fortissima impronta ironica e ai limiti del surreale, consapevolmente sopra le righe ma mai demenziale o volgare. Situazioni paradossali ed esilaranti in cui i personaggi, perfettamente descritti dalla recitazione di tutti gli interpreti, si ritrovano loro malgrado danno vita a un film godibilissimo, che fa ridere dal’inizio alla fine.

Tutto ruota intorno alla pacifica Grace, una meravigliosa Kathy Bates, e allo stravolgimento che subisce la sua vita tranquilla quando i due uomini da lei più amati al mondo, il marito e il suo mito canoro, la abbandonano. La scintilla che scatena il vero cuore del film si accende quando la donna scopre che l’adorato Victor Fox, idolo planetario amato da tutte le donne, era in realtà gay e aveva una relazione di lunga data con il suo maggiordomo, Dirk, interpretato con molta autoironia da Rupert Everett.

L’iniziale scontro tra Dirk, distrutto dal dolore e disgustato dall’immagine fasulla di Victor macho eterosessuale portato avanti con ostinazione dalle sorelle dell’uomo, che rifiutano di ammettere l’omosessualità del fratello, e la buona Grace, intenzionata ad aiutarlo nel far valere i propri diritti, sfocerà nella più improbabile delle alleanze, che però porterà i suoi frutti.

Jonathan Pryce è imperdibile nei panni glitterati di Victor Fox, cantante virile e ammiccante che manda in visibilio il pubblico femminile (specie quello over 50), meravigliosa parodia di figure come Julio Iglesias e simili, la cui vera natura viene svelata a film inoltrato attraverso i racconti di Dirk e il cui ricordo aiuta i protagonisti come un fantasma galante. Sublime la scena del funerale, dove le sorelle si accorgono troppo tardi e davanti alle telecamere che Victor non è vestito con un anonimo completo beige come avevano previsto…

Un personaggio che ruba la scena a più riprese è Maudy, la nuora di Grace affetta da nanismo, interpretata magnificamente da Meredith Eaton (attrice americana affermata e avvocato che si batte per i diritti delle persone colpite da nanismo). Scorretta, irriverente e divertentissima, Maudy non si fa alcun problema per il proprio aspetto fisico, manda a stendere chi la fissa per la sua statura e non esita ad aiutare Grace e Dirk, formando con loro un eccentrico trio.

Dan Aykroyd appare come il noioso Max, mentre Lynn Redgrave è la più divertente delle tre sorelle Fox, preoccupatissime per la reputazione del defunto fratello. Julie Andrews compare come se stessa in due brevi ma fulminanti apparizioni e Barry Manilow ha un cameo canoro nel finale, anch’egli nei panni di se stesso.

Elemento fondamentale e imprescindibile è la musica, già ricorrente in altre opere di Hogan (chi non ricorda Rupert Everett che scatena un coro con I Say a Little Prayer ne Il matrimonio del mio migliore amico?). Il film inizia con Grace che canta cucinando la colazione e prosegue con diversi numeri musicali di Victor - surreale e da ridere la sequenza onirica di Grace che immagina di ballare con lui tra nuvolette rosa - fino all’importanza catartica del canto nella scoperta del misterioso killer di Victor. Alla musica scritta dal veterano di colonne sonore James Newton Howard si aggiungono numerosi brani classici interpretati da Pryce e alcune tracce cantate da Kathy Bates e dagli altri attori.

Il film, al di là dell’ironia, veicola comunque un messaggio importante. “Vivere nella paura non è divertente”, dice Victor a un barista poco prima di morire, e Insieme per caso insegna proprio a non aver timore di essere se stessi e a vivere la vita con coraggio e intensità, nonostante le diversità individuali.

Da vedere e rivedere, per divertirsi con un film leggero e simpatico ma mai stupido, alcune sequenze del quale sono semplicemente indimenticabili.

 

                          

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