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Torino - La vita è bella in una città grillina.

Ma solo se sei ricco od almeno benestante.

25 Novembre
08:00 2017

Se sei povero, se hai pochi mezzi, non puoi vivere in una città amministrata dai grillini e devi essere disposto a trasferirti in un paese della cintura, ma ben al di fuori della cinta daziaria, dove saresti raggiunto dai provvedimenti emanati dai cinque stelle per le città metropolitane.

Se possiedi un’automobile un po' vecchia, diesel o a benzina, che sia al disotto dei parametri  imposti da una sindaca a cinque stelle, in molti giorni del mese, non puoi usarla.

 

Per il “bene del cittadino”, hai poche alternative.

 

Se sei ricco o benestante, puoi comprare ogni anno un’auto nuova, provvista di tutti i requisiti anti smog più moderni e viaggiare tranquillo per le vie della città.

 

Se invece sei povero, il consiglio della sindaca è quello di chiuderti in casa e sbarrare porte e finestre e non devi chiederti mai perché, dentro casa, un cittadino possa respirare un’aria migliore di quella che c’è fuori.

 

C’è ancora, anche se non è molto apprezzata dai torinesi non abbienti, una terza alternativa.

 

Quella di circolare a piedi.

 

Ed è proprio la soluzione che sei in obbligo di adottare se devi proprio andare al lavoro o recarti in  ospedale od ancora raggiungere la sede di Equitalia, dove ti attende un funzionario di Padoan che ha il compito di mettere le mani nelle tue tasche.  

 

Non conta nulla che il buon suddito di una città grillina, nonostante sia ligio alle leggi ed abbia pagato tutte le tasse relative al diritto di circolare in auto, sia costretto in molti giorni del mese a lasciare il veicolo inattivo. Ha fatto solo il suo dovere, non deve chiedere nulla in cambio e meno che mai viaggiare con  la sua automobile.

Se non sei ricco o benestante quindi, una grillosindaca come quella di Torino, ti può obbligare ad andare a piedi ed a respirare a pieni polmoni l’aria ricca di pulviscoli di ogni genere che inquina tutte le strade cittadine. Nessuna importanza ha per lei la constatazione che un tratto di strada che in auto richiede cinque minuti, ne possa richiedere, andando a piedi, almeno una ventina.

 

Anche se stai soffocando in preda all’asma bronchiale, ti è poi severamente vietato dirigerti con la tua auto verso l’esterno della cinta daziaria allo scopo di cercare nelle campagne un’atmosfera più salubre e meno nociva per la salute.

 

Una vera sindaca a cinque stelle adora in modo sviscerato la bicicletta e si fa fotografare con quel mezzo di trasporto nel centro della città.

 

Ignora che l’aria che si respira in bicicletta è identica a quella che si respira andando a piedi. Evita però con cura le periferie, che sono immerse in una viabilità caotica, di stampo ancestrale che preferisce ignorare.

 

Proprio le biciclette inoltre sono divenute un incubo. Solo una su quattro di notte circola con le luci segnaletiche e può addirittura accadere in città di trovare un biciclo appendiniano, che correndo a tutta velocità sotto i portici di via Cernaia, transiti infischiandosi del semaforo rosso. I ciclisti si autoritengono ecologici, per cui viaggiano sulle strisce pedonali o sui marciapiedi, anche in controsenso e sbucano da tutte le parti.

 

Hanno poi sempre ragione.

 

Una collisione con qualche bicicletta, può essere equiparata in una città grillina, come Torino, allo stupro di una delle vacche sacre di New Delhi.

 

Un argomento che le amministrazioni a cinque stelle non vogliono prendere in considerazione è quello della sincronizzazione dei semafori, già in atto in tutte le città moderne ad accezione di Torino. Anche se è noto a tutti che eliminando o riducendo le code degli automezzi si ridurrebbe l’inquinamento.

 

Sarebbe utile che la grillosindaca di Torino si recasse un giorno a Milano, dove i semafori sono già da tempo sincronizzati sul verde. Tornata nella nostra città, potrebbe mettere in atto anche qui quello che ha visto. E sarebbe molto semplice. Basterebbe invertire la tempistica delle luci  semaforiche che oggi in Torino sono  sincronizzate tutte sul rosso.

 

Ad umiliare e demonizzare coloro che non posseggono, e tanto meno sono in grado di acquistare un’auto nuova, ci sono poi i diktat emanati dal governo nazionale. Un governo “gentilone” che si definisce democratico, ma che non perde occasione per dimostrare tutto il suo disprezzo per il popolo, definendo populista chi lo difende.

 

Si tratta dell’annuncio minaccioso e categorico che appare in autunno sui manifesti della città e sulle autostrade per segnalare l’obbligo di munirsi di gomme invernali a partire da un giorno di novembre.

 

Quindi, chi non ha i soldi per provvedere al ricambio dei pneumatici verrà fermato per strada e sancito con multe talmente gravose, che sono impossibili da pagare per quei cittadini che non dispongono di un reddito tale da consentire i due treni di pneumatici da alternare nelle stagioni.

 

Tutto bene quindi nelle città grilline, come è oggi Torino.

 

Ma solo per i cittadini ricchi e benestanti.

 

 

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