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L’informazione alla vigilia delle elezioni

L’eterno conflitto tra destra e sinistra

29 Novembre
10:30 2017

Ti svegli al mattino e accendi il televisore. Ci sono le previsioni del tempo, e la ragazza mediaset ti informa che sul Piemonte sta piovendo. Allora apri la finestra e ti accorgi che non è vero. Però ti sei abituato a queste fakenews climatiche e la cosa non ti disturba più di tanto.

 

Per iniziare la giornata in allegria e buonumore ti colleghi su rai3 con Agorà. Compare gesticolante  e nevrotica come sempre, e masticando le parole, la conduttrice Serena Bortone. Al suo fianco, davanti ad un leggio, c’è un compare lungo e filiforme, che ha il compito di darle sempre ragione. Ma anche quello di far conoscere agli italiani l’esistenza un piccolo partito di estrema destra, Casa Pound.

 

Lo fanno per denigrarlo, ma non si rendono conto che parlandone e sparlandone di continuo, ogni santo giorno, fanno solo il gioco di quell’entità politica che, dopo le elezioni di Ostia, ora è ben nota a tutti gli italiani.

 

Anche se si tratta di Rai3, pagata con il canone elettrico da tutti noi, i due, la Serena e lo Stecchino si comportano come se agissero in un loro salotto privato.

 

Si contornano di esponenti della sinistra, alcuni dei quali stagionati e reduci dai tempi del soviet e si concedono, malvolentieri, la presenza di un esponente dell’opposi

zione. Che di solito viene fatto parlare da una finestra che si apre in alto.  

 

La trasmissione assume spesso accenti comici, è divertente ed adatta ad un buon inizio di giornata, proprio perché le tematiche discusse sono piuttosto scontate ed obsolete.

 

Si può sentire un vetusto famiglio di Santoro, un omone con i baffi a spatola, affermare serio e convinto che “gli immigrati ci pagano la pensione”. Oppure evocare la solita tiritera che, sempre loro, gli immigrati “fanno lavori che gli italiani non vogliono fare”.

 

Nel coro degli invitati della Serena, poi, c’è sempre qualche ragazza di Renzi, che ama sostenere che l’invasione degli africani non è vista di buon occhio dagli italiani, solo perché le risorse africane sono state raggruppate solo in comuni governati dalle sinistre.

 

Se fosse adottato da tutti il famoso SPRAR governativo, i buoni migranti, una volta disseminati in tutti gli ottomila comuni del paese, verrebbero integrati ed accolti con grande giubilo dalla popolazione.

 

Alle pasionarie renziane sfugge però un dato fondamentale. Altri talk show lo hanno già affrontato, ed è il problema che ha indotto ad una rapida retromarcia anche molti sindaci della sinistra.

 

Ed è la previsione che gran parte dei sindaci disposti ad accogliere, in obbedienza ai dettami di Renzi e di Bergoglio, non verranno rieletti dai concittadini e mandati a casa.

 

Gli ospiti di Agorà sono quasi sempre i soliti. C’è il buon Fiano, che ha deciso di condurre una feroce guerra agli accendini con il ritratto di Mussolini. C’è il Migliore, che non ha nulla a che vedere con quel Palmiro Togliatti, detto dai compagni “il migliore”, ma che è intriso di cultura vetero-stalinista, della quale non vorrebbe si parlasse. Tra gli habituè della trasmissione, c’è poi il buon Ermini che è l’avvocato difensore della cosca toscana nota come “il giglio magico”.

 

C’è infine qualche opinionista della scuderia di De Benedetti, che non perde occasione per  richiedere, insieme al papa, il maggior numero di immigrati possibile.

 

Sull’altra sponda, quella di centro destra, c’è Silvio Berlusconi.

 

Lui  promette più volte al giorno dalle sue televisioni “una vera rivoluzione liberale”. Che cosa sia, in cosa consista, questa rivoluzione liberale, che dovrebbe convincere tutti “i moderati” del paese, portandoli a votare per lui, non è dato sapere. Il programma, stilato con gli altri partiti di centro destra, varia ogni giorno e prevede, tra le altre cose, la flat tax, la pensione alle casalinghe, l’aumento a mille euro almeno delle pensioni minime ed anche un ministero dedito ai pensionati.

 

Ma ha un compito difficile perché è costretto ad arrabattarsi tra due argini.

 

Quando, come in questi ultimi giorni, si scaglia come una furia contro i grillini, insultandoli ed accusandoli di inesperienza, mentre, al contrario, riserva toni più soft nei confronti del governo piddino, rinfocola  il sospetto (che continua a covare sotto la cenere), che sia in fieri un piano che mira, dopo le elezioni, ad un’alleanza con il partito di Renzi.

 

Una riedizione del famigerato patto del Nazareno.

 

E’ quindi costretto, ogni giorno e più volte al giorno, a negare questo progetto, che è tale da mettere in allarme  non solo gli alleati di centro destra, con i quali si propone di vincere le elezioni, ma anche molti potenziali elettori.

 

Lega e Fratelli d’Italia in particolare devono essere liberati dal dubbio che il buon Silvio, una volta raggiunto in cordata un buon successo elettorale, li abbandoni per gettarsi, per il bene del paese, (come è solito affermare), nelle braccia del tragico giglio magico e di quello che resta del partito democratico.  

 

Per costituire con loro un governo delle grandi intese, sull’esempio di quello che cerca di mettere in atto in Germania la sua grande amica di oggi Angela Merkel Kasner.

 

Silvio Berlusconi è pertanto stretto tra un’incudine ed un martello ed è indeciso se ascoltare quei  consigliori che, come il sodale Confalonieri, si erano dichiarati per il sì al referendum della Boschi.

 

Poiché le elezioni, nelle mani di Mattarella, non sono ancora all’orizzonte, avremo tempo di riparlarne.

 

 

 

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