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L’EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Carciofare supposizioni

Già stanno decollando le volatili quotazioni al mercatone ortofruttifero delle balle di fiele e miele a credibilità zero verso la vicina campagna elettorale, per mietere voti dal popol-bovino

3 Dicembre
09:00 2017

La supposta e il carciofo. Magari farcito. Coll’atomissile di Kim in insalata. Traslitterabili mazzi d’indivia e invidia. Il pericoloso cetriolone di Tremonti-Guzzanti, a volo radente. Tante teste-di-cavolo, o cavoletti di Bruxelles. Foglie (o soglie) strette, su larghi vialoni favolosi. Il bastone e la carota, proverbiali.

 

No, non siamo dall’ortolano. Né si tratta di titoli di favolette di Esopo o Fedro, tipo La volpe e l’uva, che pure in parte c’entrerebbe (o centrerebbe il problema).

 

Ci stiamo invece avvicinando al consueto teatrino-mercatino delle elemosine elettorali con connesse balle stellari propalate a-piene-mani e fiato-alle-trombe dai candidati in pectore alla guida del Belpaesello a forma di stivaletto.

 

Che periodo meraviglioso! Sembra di toccare il settimo od ottavo cielo con un dito, anzi cinque, d’averlo in pugno!

 

Gente che saggiamente governa dall’origine del mondo ed è ampiamente responsabile delle “magnifiche sorti e progressive” in cui versa l’italietta nostra (cioè la loro) e che – “per imprescindibili vincoli di bilancio”, con la pistola puntata delle normative europee – aveva irremovibilmente negato quattro pidocchiosi centesimi a favore di prerogative civili inalienabili (dall’assistenza ai disabili alla lotta al precariato endemico), salvo vuotare fiumi di denaro a cascata nelle tasche bucate degli amichetti bancarottieri, adesso improvvisamente "trova" tesoretti, approva e promette spese folli, a fronte di risorse inesauribili, per ogni capriccio del cittadino chiamato alle urne. In simultanea, insultano e denigrano gli avversari, che li ricambiano con prodigalità.

 

Insomma, proliferano fandonie (in inglese, eufonico, fake news).

 

Un caso eclatanteResuscitato nella romeriana Night of the Living Dead, dopo avere in/fran/to il cri/stal/lo della teca d’imbalsamazione, di giorno in giorno più giovinotto – ad imitazione dello strano signor Benjamin Buttom (concepito dalla mente e dalla penna di Francis Scott Fitzgerald) –, un arzillo multimiliardario plurinquisito ultraottuagenario zoofilo, che in passato aveva preconizzato la cura del cancro, a patto di essere incoronato a Palazzo Chigi (evento che all’epoca sfortunatamente, per i malati e la scienza, non capitò), adesso – come nei peggiori copioni di horror b-movie – è tornato tra i suoi accoliti mummificati, anch’essi ridestatisi dai sacelli, nonché alla platea dei comuni-mortali: con la medesima sfaccettata faccetta del ’94, però abbondantemente ri-laccata col flatting stralucido, color arancione-scuro terra-di-Siena del Monte-dei-Paschi, del genere mascherone del Carnevale di Viareggio, millanta (o minaccia) ai ringalluzziti fan âgé in delirio e al popolino-bovino in collegamento mediatico (o medianico?), in aggiunta alle usuali miriadi di mirabili panzane a credibilità zero, la bazzecola d’un’aspettativa-di-vita di 125 anni. Quindi, nell’ipotesi, l’Inps concederebbe le miserrime pensioncine di anzianità e/o vecchiaia non prima dell’età di centoventiquattro e nove mesi…; e pensate ai conseguenti costi a carico della sanità pubblica – oggi già prossima al collasso, in smantellamento –, per le masse che non tengono i soldini per quella privata, carissima, e che si trascinerebbero per mezzo secolo, in flagrante alzheimer, tra indicibili sofferenze e liste d’attesa sempiterne! Manco l’eutanasia otterrebbero tramite mutua.

 

Quando, in ultimo, verrà lo scacchista colla falce rilucente a fissare i sigilli terminali, avrà l’occhio-clinico del riciclatore, onde operarne la giusta differenziazione fra i rifiuti plastici?

 

Sì, l'elegante barzelletta allusa all’inizio dell’editoriale che vi state sorbendo fu raccontata – è noto – proprio dall’ex premier ex parlamentare ex Cavaliere di Gran Classe, iper-resistente, di cui sopra, ma rappresenta un’azzeccata metafora o, meglio, similitudine della condizione della Penisola, del Continente, del Pianeta. 

 

Ad esempio, se volete sperare di evitare di contendervi con gli immigrati, dai cassonetti delle impoverite periferie suburbane subumane, le briciole della mega-torta che noi ricconi dominanti ci pappiamo tutt’intera, dovete far finta di non conoscere l’infernale destino di guerra, prigionia, tortura, svendita, a cui gli infami trafficanti-miliziani (cinici organizzatori dell’onorevole business), con i quali ci siamo accordati per arrestarne o rallentarne i transiti, condannano questi disgraziati.

 

Se volete scarpe, borsette e telefonini a basso prezzodovete accettare i bravi bambini cucitori nei gremiti scalcinati laboratori tessili in Asia e i minatori schiavi nelle dantesche cave di cobalto o i ragazzini raccattatori nelle immense fumanti discariche di materiali tecnologici in Africa.

 

Se volete irretirvi sui social-network gratis (nulla è gratuito!), per diffondere nella Galassia l’irrinunciabile, indispensabile espressione della vostra quotidiana stolidità, dovete rinunciare alla teorica tutela della sfera individuale, intima, e regalare ai giganti del web, a scopo commerciale, i dati-sensibili personali che vi riguardano, mentre le citate corporation sfuggono alle tasse (da cui a voi l’Erario non lascia scampo), assumendosi beate nei sacrosanti paradisi-fiscali, e sfruttano all’osso i dipendenti licenziabili o i saltuari impiegati, al limite di servi-della-gleba del globalesimo imperante.

 

Eccetera.

 

Sembra sempre meno semplice – e più spinoso – scegliere e distinguere tra il medicinale ogivale rettale e il salutare vegetale cucinabile.

 

E se davvero non ci riuscite, provate a infilarvelo… dove sapete.

 

(Finezza.)


Enrico S. Laterza


 

 

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