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Cronaca Nazionale

La bandiera nazista? Una "fake news" che si ripropone da giorni

Il Carabiniere e il vessillo della marina imperiale tedesca sconfitta nella prima guerra mondiale spacciato per quello che non è. L’importante è fare molto rumore

5 Dicembre
10:30 2017

Se anche il Tg2 della rete nazionale, dopo essere incappato in una “fake news” subito smascherata, continua a riproporre l’inganno con un proseguo, significa che c’è qualcos’altro ancora che non va nell’informazione di Stato. Non abbiamo certo bisogno di tutto questo, soprattutto adesso in un clima elettorale già confuso, litigioso e ben poco attraente.

Ancora oggi infatti, a tre giorni dalla notizia, al Tg delle 13 venivano annunciati provvedimenti contro il giovane militare e l'esposizione della bandiera nazista nella caserma dei Carabinieri La Baldissera di Firenze. Il fatto è nato da un video diffuso da Il Sito di Firenze, ripreso da qualcuno interessato all’alloggio di un militare che dà sul lungoarno Guglielmo Pecori Gilardi.  Il filmato, poi risultato inesatto, ha subito causato un tamtam mediatico tuttora in corso, riportato in gran fretta da tutti i quotidiani, suscitando molto scalpore nonostante l'incertezza della fonte. 

Questa leggerezza della libertà di stampa basata su una scarsa conoscenza storica, ha creato un'ondata di sdegno ingiustificato, ma ancora vivo: “Firenze, bandiera neonazista dentro la caserma dei carabinieri”, titola Repubblica. “Bandiera nazista in una caserma dei carabinieri di Firenze”, rilancia La Stampa. “Firenze, “bandiera nazista appesa nella caserma dei carabinieri”. “Chiarimenti rapidi e misure rigorose””, commenta Il Fatto Quotidiano. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana reputa “indecente che una bandiera neonazista sia esposta in una caserma dei carabinieri a Firenze”. Il Ministro della Difesa Pinotti definisce “grave l’esposizione della bandiera nazifascista all’interno di una caserma dei carabinieri”, chiedendo “ rapidi provvedimenti rigorosi verso i responsabili di un gesto vergognoso”. 

La bandiera, a cui si continua attribuire una simbologia ben discutibile, in realtà è il vessillo della marina militare dell’impero germanico (Kaiserliche Marine), che distingueva le navi tedesche dal 1871 e adottata durante la prima guerra mondiale (1914-1918). Flotta che, dopo aver contribuito al ripudio della guerra e alla resa degli imperi centrali, si è autoaffondata nel 1919 all'interno della base inglese di Scapa Flow, dove era stata internata (questo per dovere di cronaca storica e di chiarezza).  Vero è che fu poi adoperata dai nazionalisti tedeschi contrapposti alla Repubblica di Weimar tra gli anni 20 e 30, ma è altrettanto vero che la croce di ferro è ritornata a essere il simbolo delle forze armate tedesche e lo è tutt'oggi

La bandiera rimase come vessillo fino al 1922, dunque, se pur lecito chiedersi cosa ci faccia in una caserma, non contiene alcun riferimento a un tempo nazista che doveva ancora venire. Il fatto che sia stata spacciata come simbolo di “gruppi neonazisti antisemiti” è grave, poiché insinua un sentimento di sdegno all’interno di un’Italia già maltrattata dall’informazione che dal video, tira diritto su argomenti ben più scottanti.

Nel frattempo, un giovane rischia pesanti provvedimenti, si ipotizza un reato penale!? Non è bello muovendosi tra il blog e constatare che c'è quasi soddisfazione, nessuna solidarietà in caso di innocenza. Carabiniere poi, tutore dell'ordine, Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di queste figure in un'Italia sempre più in preda alla criminalità spicciola e impunita. 

Una smentita, almeno sul reale significato del simbolo, sarebbe dovuta, così come richiesto  dai dettami della professione, non tanto per questioni politiche, ma proprio per quella verità che si richiede agli organi di informazione, altrimenti sorge una domanda: una volta ridimensionato il fatto, continuare a riproporlo, a chi giova e perché.

In conclusione, niente di nazista in camera del militare e questo è un bene; che Mentana su LA7 lo abbia riconosciuto, anche, poiché vuol dire che qualcuno conosce la storia, ma c'è da interrogarsi su quanto le fake news siano un reale pericolo difficile da controllare poiché si espandono in maniera esponenziale sui social network.

Altro pericolo è la difficoltà di distinguere le bufale dalle anti bufale e viceversa. I casi aperti sono tanti e la ricerca sempre più difficile. Soltanto il vero desiderio di andare a fondo nelle notizie da parte di ogni singolo è la pozione contro un’informazione, anche e soprattutto quella ufficiale, ahimè, sempre più sedotta dalla rapidità dello scoop, dai propri interessi e dai numeri che fanno audience

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